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L’euro dollaro, almeno a cavallo da settembre a ottobre, è in calo. Le prospettive non sembrano disegnare un trend diverso, anche perché sostenute da elementi che provengono dall’esterno, dall’ambiente economico e del contesto politico.

In questo quadro, un elemento di maggiore chiarezza è stato apportato di recente da Mitsubishi Financial Group, che ha esposto una sua analisi nel brevissimo periodo, ovviamente confermando una prospettiva potenzialmente ribassista. Sarà comunque interessante esplorarla più nel dettaglio.

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Le prospettive dell’euro dollaro

Prima di analizzare quanto ha esposto di recente Mitsubishi Financial Group è bene fare un quadro della situazione. L’euro dollaro è la coppia più tradata in assoluto, sostenuta dallo stretto legame con le economie più importanti e ricche del pianeta: quella degli Stati Uniti e quelle dell’Eurozona. Dunque non stupisce che ogni giorno emergano analisi e opinioni degli esperti, conferendo alla coppia un manto di leggibilità che certamente agevola gli investitori.

Tuttavia, tale tendenza alla leggibilità è attualmente compromessa dalle vicende in campo politico ed economico. Per quanto riguarda l’economia, gli Stati Uniti si apprestano a vivere un periodo di rallentamento economico, i cui segnali già sono stati raccolti, come per esempio un calo degli indici PMI industriali e un calo dell’inflazione. A tal punto da spingere il presidente Donald Trump a chiedere un taglio dei tassi e la Fed a realizzarlo, senza però chiarire esattamente quali saranno le mosse future.

Le prospettive europee sono persino peggiori. Si parla addirittura di recessione, o almeno di stagnazione conclamata. Anche la banca centrale europea è intervenuta, tagliando i tassi sui depositi e ripristinando il vecchio Quantitative Easing, per giunta a tempo indeterminato. Certo, la presidenza Draghi sta volgendo al termine, ma il nuovo corso di Christine Lagarde sembra già ora porsi su un piano di continuità.

Dunque, siamo di fronte a due politiche monetaria espansive e a due economie in calo. Effetti annullati, quindi? Non proprio: l’economia degli Stati Uniti sì in calo come quella europea, ma quest’ultima sembra destinato a un peggioramento di gran lunga più intenso. Si potrebbe pensare, come in effetti sta avvenendo, a un trend discendente da parte dell’euro, ma la certezza comunque regna. Di certo, non si possono fare previsioni granché realistiche circa il raggiungimento di una storica parità euro-dollaro. 

In questo quadro da un lato definito (es. politiche monetarie) e dall’altro lato molto incerto (crisi economica, recessione stagnazione)  si staglia il macigno che rischia di compromettere qualsiasi previsione: la guerra dei dazi. Proprio pochi giorni fa, il 2 ottobre, gli Stati Uniti hanno reso nota la volontà di applicare dazi all’Unione Europea per ben 7,5 miliardi di euro, mentre il fronte con la Cina non accenna a raffreddarsi. Gli effetti di questi fenomeni sui cambi sono imprevedibili, dal momento che il mondo non sperimenta una guerra dei dazi da svariati decenni.

L’euro dollaro secondo Mitsubishi Financial Group

A fare un po’ di chiarezza, almeno per il brevissimo periodo, è intervenuta proprio Mitsubishi Financial Group. Con una dichiarazione datata 26 settembre, ha posto un target dell’euro dollaro piuttosto basso per i prossimi mesi, molto vicino alla parità. Di fatto, ha confermato le ampie possibilità che sì, l’euro dollaro possa perseverare nel trend al ribasso. La banca d’affari nipponica, nello specifico, ha dichiarato che la rottura del supporto a 1,0936 avvenuta il 26 settembre possa essere considerata come l’innesco di un ulteriore discesa, la quale potrebbe arrivare in breve tempo a 1,05. Nello specifico, entro la fine del 2019.

Secondo Mitsubishi Financial Group, l’euro incontrerà un nuovo supporto a 1,07 e oscillerà proprio sopra quella soglia. Se romperà anche quella, la discesa a 1,05 sarà molto più probabile.

Un ragionamento, quello della banca d’affari giapponese, pienamente condivisibile. Tuttavia, potrebbe scontrarsi proprio dalle notizie extra-mercato, che come accennato nel paragrafo precedente potrebbe sparigliare le carte in tavola in un senso (crollo dell’euro) e nell’altro (ripresa dell’euro).

Certo, attualmente le prospettive economiche dell’euro zona, la tenuta che sta dimostrando pur tra alti e bassi l’economia statunitense, spostano l’ago della bilancia verso le dichiarazioni del Mitsubishi Financial Group.

Il consiglio, comunque, è di porre la massima attenzione alle vicende del cross, e di non fidarsi della tradizionale leggibilità che si imputa a entrambe le valute. Come già ampiamente spiegato, il periodo è molto incerto, per alcuni versi quasi inedito. Il riferimento, tra gli altri, è proprio alla guerra dei dazi in corso.

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