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Come previsto, la FED ha portato i tassi di interesse USA al 2,25 dal 2,00 precedente e il dollaro ha reagito con un generale rafforzamento. Il risultato è stato un rientro nei ranghi di quasi tutte le coppie, vale a dire un ritorno all’interno di aree di congestione. Peccato, perché questa retromarcia ci costringe su rinnovate posizioni attendiste.

Eur/Usd ha ceduto repentinamente i guadagni di una settimana abbondante di allegria e, quel che è peggio, è tornato a ingolfarsi all’interno di quel binario che evidentemente rappresenta i rapporti di forza fra le due monete allo stato attuale. Scrivevamo sette giorni fa: “Se proseguisse il movimento con un ulteriore allungo … dovrebbe diventare un trend long di medio periodo. La conferma … sarà il superamento del massimo recente (1,180 appunto), o quantomeno la tenuta del già citato supporto 1,173. Se viceversa rientrasse nel rettangolo, il quadro tornerebbe a farsi confuso …

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Eur/Usd grafico daily

Ebbene, come si evince dal grafico, il supporto ha resistito alla pressione ribassista  per tre giorni e fino alla pubblicazione delle decisioni FED, per poi cedere di schianto. Di nuovo cancellata, insomma, un’impostazione che sembrava promettente. Quali sono, ora, le prospettive? Facessimo rispondere al grafico mensile, esso direbbe: nessuna! Diamogli un’occhiata:

Eur/Usd grafico mensile

Nell’ultimo quadrimestre il prezzo ha oscillato anche sensibilmente per poi andare a chiudere praticamente al punto di partenza (tranne ad agosto, ma anche lì il deprezzamento è in gran parte rientrato). Il mercato è a dir poco indeciso sul da farsi. Noi pure, ed è snervante.

Rientro nei ranghi anche da parte di Aud/Usd, che nelle due settimane precedenti si era mostrato abbastanza baldanzoso da andare a bussare alla trend line discendente che sta orientando il prezzo da molti mesi. Il tentativo di rompere la resistenza si è esaurito sulla resistenza statica a 0,730 che ha respinto le momentanee velleità rialziste del cambio. Martedì 2 ottobre di primo mattino saranno annunciate le decisioni sul tasso di interesse australiano e, malgrado non siano in vista novità di rilievo, gli operatori andranno certamente a contare le virgole per scovare indizi sulle mosse future della Reserve Bank of Australia.

Aud/Usd grafico settimanale

Si vedrà. Per il momento i grafici presentano un’impostazione ribassista e la moneta australiana conferma una certa debolezza (come pure la sorella neozelandese). Solamente il superamento di area 0,75 andrebbe a cambiare il quadro. Naturalmente non è il caso di aprire posizioni su questa coppia almeno fino a martedì mattina.

Aud/Usd grafico daily

Un cambio ben indirizzato sembra invece essere Usd/Jpy. Questa è una coppia sulla quale sembra si possa puntare, poiché sono assenti cenni di rallentamento e tantomeno di inversione. La candela settimanale è rialzista e la tendenza pare voler proseguire. Non c’è ragione, per ora, di considerare movimenti ribassisti. Si consiglia come sempre di aspettare con pazienza un ritracciamento prima di aprire posizioni, per massimizzare i profitti e ridurre le eventuali perdite.

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Usd/Jpy grafico settimanale

Quanto scritto in merito a Eur/Usd vale anche per l’Oro: qualche timido tentativo di uscire dalla congestione ha prodotto il rientro nella noiosa normalità. Il rafforzamento del dollaro ha riportato la commodity sul limite inferiore del nostro rettangolo (1183), sul quale venerdì ha rimbalzato. A meno di nuovi minimi, non sarà semplice individuare spunti operativi utili.

Xau/Usd grafico daily

In queste condizioni è difficile pensare a movimenti rialzisti nell’immediato (sia i massimi che i minimi sono infatti in diminuzione). E’ anzi più probabile che la sua debolezza persista. Tuttavia non ce la sentiamo di operare sull’Oro fin quando il prezzo non acquisirà una tendenza chiara.

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Articolo pubblicato da Burf – Trader e fondatore di Ilmioforex.com

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