Wall Street consolida i guadagni dopo le dichiarazioni di Trump sull’Iran
I principali indici di Wall Street hanno registrato una seduta positiva, consolidando i guadagni della vigilia — i più consistenti in quasi un anno — dopo che le dichiarazioni del presidente Donald Trump hanno alimentato le speranze di una risoluzione del conflitto in Medio Oriente. Trump ha dichiarato a Reuters che gli Stati Uniti potrebbero concludere le operazioni militari contro l’Iran “abbastanza presto”, riservandosi la possibilità di condurre eventuali “colpi mirati” qualora necessario, poche ore prima di un atteso discorso televisivo alla nazione.
Il sentiment di mercato: una molla pronta a scattare
Mark Hackett, chief markets strategist di Nationwide, ha descritto con efficacia la situazione attuale: “Il mercato è intrappolato in una funzione di reazione sempre più asimmetrica rispetto ai titoli di cronaca”, sottolineando come le borse tendano a guadagnare a inizio settimana sui segnali di de-escalation, per poi cedere terreno verso il fine settimana. “Il tono del mercato assomiglia ancora a una molla compressa, pronta a liberarsi non appena vedremo segnali tangibili di de-escalation e una normalizzazione del mercato petrolifero.” Questo schema comportamentale riflette l’elevata sensibilità degli investitori alle notizie geopolitiche, in un contesto in cui l’incertezza energetica continua a pesare sulle aspettative di inflazione e sulle politiche monetarie globali.
SpaceX verso la quotazione in borsa: effetto traino sul settore spaziale
Un’altra notizia di rilievo ha animato la seduta: SpaceX avrebbe presentato in via riservata la documentazione per una IPO (Initial Public Offering), secondo quanto riferito da una fonte vicina alla vicenda. La notizia ha innescato un rally generalizzato sui titoli legati al settore spaziale:
- Intuitive Machines: +10%
- Planet Labs: +9%
- Rocket Lab: +5,1%
- Destiny Tech100: +8,2% (SpaceX è la principale partecipazione del fondo)
Tecnologia e semiconduttori trainano il rialzo
Intel e il buyback da 14,2 miliardi di dollari
Il comparto tecnologico ha messo a segno il secondo rialzo consecutivo, guadagnando complessivamente l’1,6%. Protagonista assoluta della seduta è stata Intel, balzata del 9,7% dopo l’annuncio del riacquisto della quota detenuta da Apollo nel suo stabilimento irlandese per un valore di 14,2 miliardi di dollari. I produttori di chip hanno guidato i guadagni del settore, con il Philadelphia Semiconductor Index in progresso del 3,7%.
Eli Lilly: FDA approva la pillola dimagrante Foundayo
Eli Lilly ha guadagnato il 4,6% dopo che la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato la nuova pillola per la perdita di peso del gruppo farmaceutico, commercializzata con il nome Foundayo. Il titolo consolida così la sua posizione di leader nel segmento dei farmaci anti-obesità, mercato in forte espansione a livello globale.
Indici azionari: i livelli raggiunti durante la seduta
Alle 11:48 ora di New York, i principali indici mostravano i seguenti livelli:
- Dow Jones Industrial Average: +430,39 punti (+0,93%) a 46.771,90
- S&P 500: +69,78 punti (+1,07%) a 6.598,30
- Nasdaq Composite: +338,20 punti (+1,57%) a 21.928,83
Il CBOE Volatility Index (VIX), noto come l'”indice della paura” di Wall Street, è scivolato ai minimi di oltre una settimana, segnalando un allentamento della tensione tra gli investitori.
Petrolio in calo: opportunità per compagnie aeree, pressione sull’energia
I prezzi del petrolio hanno ceduto fino al 3% nella seduta, trascinando al ribasso l’indice energetico dell’S&P 500 di circa il 4%, ai minimi di oltre una settimana. Il calo del greggio ha invece favorito le compagnie aeree: il sub-indice S&P Composite Passenger Airlines ha guadagnato il 3,2%, beneficiando della riduzione dei costi del carburante.
Nike crolla ai minimi decennali, memoria flash in controtendenza
Nike: profit warning affonda il titolo del 14%
In controtendenza rispetto al mercato, Nike ha subito un crollo del 14%, toccando i minimi degli ultimi dieci anni, dopo che il colosso dell’abbigliamento sportivo ha comunicato un inatteso calo delle vendite previsto per il quarto trimestre fiscale. Il dato ha sorpreso negativamente gli analisti, alimentando dubbi sulla capacità del brand di riposizionarsi in un contesto di consumi in rallentamento.
Micron, Sandisk e Western Digital: rimbalzo oltre il 10%
Micron Technology, Sandisk e Western Digital hanno guadagnato ciascuna oltre il 10% dopo che gli analisti di Bernstein hanno ridimensionato i timori legati a TurboQuant, l’algoritmo di compressione sviluppato da Google che promette di ridurre l’utilizzo della memoria senza compromettere le prestazioni. Secondo Bernstein, le preoccupazioni sul potenziale impatto negativo per i produttori di memorie erano eccessive.
Dati macroeconomici: occupazione e manifattura in recupero
Sul fronte dei dati economici, il quadro appare incoraggiante:
- Il rapporto ADP sull’occupazione privata ha evidenziato una crescita stabile delle buste paga nel mese di marzo.
- Le vendite al dettaglio di febbraio hanno registrato il maggiore incremento mensile degli ultimi sette mesi.
- L’indice ISM manifatturiero ha segnalato un’accelerazione dell’attività produttiva nel mese precedente.
L’attenzione degli operatori si sposterà venerdì sui dati sui Non-Farm Payrolls (NFP) di marzo, anche se i mercati statunitensi resteranno chiusi per il Venerdì Santo.
Fed: le aspettative di taglio dei tassi si allontanano
I partecipanti ai mercati monetari hanno progressivamente eliminato dalle proprie stime qualsiasi taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso del 2026, dopo che lo scoppio del conflitto ha riacceso i timori di un’inflazione trainata dai prezzi energetici. In precedenza, il consensus di mercato prevedeva due riduzioni del costo del denaro nell’anno in corso.