SpaceX si prepara alla quotazione in borsa: deposito riservato alla SEC
SpaceX di Elon Musk ha depositato in via riservata la documentazione per una IPO presso la Securities and Exchange Commission (SEC), secondo fonti citate da CNBC. Questa mossa avvicina concretamente l’azienda aerospaziale a quella che potrebbe diventare la più grande offerta pubblica iniziale della storia dei mercati finanziari. Secondo quanto riportato da Bloomberg, che ha anticipato la notizia citando persone a conoscenza della situazione, SpaceX potrebbe puntare a una valutazione di 1.750 miliardi di dollari, con una possibile quotazione prevista intorno al mese di giugno 2026.
Da startup spaziale a colosso da mille miliardi
Fondata da Musk nel 2002 con l’obiettivo di sviluppare razzi riutilizzabili, SpaceX è diventata nel tempo il principale partner di lancio della NASA, soprattutto dopo che l’agenzia spaziale americana ha concluso il programma Space Shuttle nel 2011. A febbraio 2026, la società si è fusa con xAI, la startup di intelligenza artificiale sempre di Musk, dando vita a un’entità combinata che al momento della fusione era stata valutata dallo stesso Musk intorno a 1.250 miliardi di dollari. Quando SpaceX sarà effettivamente quotata, Musk diventerà la prima persona nella storia a guidare contemporaneamente due società quotate in borsa con una capitalizzazione superiore al trilione di dollari. Attualmente è già l’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio netto stimato da Forbes vicino agli 840 miliardi di dollari. Tesla, da sempre la principale fonte di liquidità per Musk, vale oggi circa 1.400 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.
Come funziona il deposito riservato alla SEC
Il deposito riservato — noto come confidential filing — consente alle aziende di sottoporre i propri bilanci alla SEC per la revisione regolamentare prima di renderli pubblici agli investitori. SpaceX sarà obbligata a pubblicare un prospetto informativo almeno 15 giorni prima dell’avvio del road show che precede la quotazione ufficiale. Questo strumento è ampiamente utilizzato da grandi aziende tecnologiche che vogliono mantenere riservatezza sui propri dati finanziari il più a lungo possibile, riducendo al minimo l’esposizione competitiva durante la fase preparatoria.
Una IPO da record: i numeri che fanno storia
Se l’operazione andrà in porto, si tratterebbe di un evento senza precedenti nei mercati finanziari globali. SpaceX punterebbe a raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, una cifra che supererebbe di oltre tre volte il record attuale detenuto dalla cinese Alibaba, che nel 2014 raccolse 22 miliardi di dollari nella sua quotazione a New York. Prima di Alibaba, il primato apparteneva a Visa, con circa 18 miliardi di dollari raccolti nel 2008. Sul fronte dei contratti governativi, secondo i dati di FedScout — società specializzata nell’analisi della spesa federale americana — SpaceX ha ricevuto oltre 24,4 miliardi di dollari dal governo federale statunitense dal 2008 a oggi, attraverso contratti con NASA, Air Force e Space Force, tra le altre agenzie. Solo nel corso del 2025, l’azienda ha condotto 165 voli orbitali, oltre ai test del nuovo e imponente vettore Starship Super Heavy.
I rischi di mercato che potrebbero frenare la quotazione
Nonostante l’entusiasmo che circonda il nome di Musk e le ambizioni di SpaceX, gli esperti invitano alla cautela. Reena Aggarwal, professoressa di finanza alla Georgetown University ed esperta di IPO, ha sottolineato che anche un’azienda con fondamentali solidi e grande interesse degli investitori può fallire la propria quotazione se le condizioni di mercato non sono favorevoli.
Volatilità e geopolitica: i fattori di rischio principali
I mercati azionari stanno attraversando una fase di forte volatilità, alimentata principalmente dalla guerra tra Stati Uniti e Iran e dall’impennata dei prezzi del petrolio. Il Nasdaq ha registrato il calo settimanale più pesante degli ultimi dodici mesi, un segnale che gli investitori istituzionali non possono ignorare.
«Puoi avere un’azienda eccellente, con ottimi fondamentali e grande interesse degli investitori — eppure una IPO può comunque fallire se i mercati hanno preso una direzione negativa o se la volatilità è troppo elevata», ha dichiarato Aggarwal, aggiungendo che si spera che le tensioni geopolitiche si siano allentate entro giugno, riducendo l’incertezza complessiva.
L’interesse del retail: un fattore non trascurabile
Aggarwal prevede comunque un forte interesse da parte degli investitori retail. «Non è che nei prossimi cinque anni altre cinque aziende simili si quoteranno in borsa», ha affermato. «Chiunque voglia aumentare la propria esposizione a Elon Musk — questa è la sua occasione».
L’ecosistema SpaceX: molto più dei razzi
SpaceX non è solo un’azienda aerospaziale. Oltre ai contratti miliardari con il governo americano, la società gestisce Starlink, il servizio di connettività internet via satellite che opera attraverso una costellazione di circa 10.000 satelliti in orbita bassa terrestre, con milioni di abbonati in tutto il mondo. A seguito della fusione con xAI, SpaceX controlla anche il social network X, la piattaforma precedentemente nota come Twitter. Questa diversificazione rende SpaceX un caso unico nel panorama delle IPO globali: un conglomerato tecnologico, aerospaziale e mediatico che non ha precedenti comparabili nei mercati finanziari moderni.

