Mercati sotto pressione: il dollaro regge, ma bond e azioni cedono
Il dollaro statunitense si muove in un range ristretto rispetto alle principali valute del G10, ma la relativa calma nel mercato forex nasconde tensioni significative nelle altre asset class. Azioni e obbligazioni vengono vendute su scala globale, mentre le speranze di una risoluzione del conflitto in Medio Oriente si affievoliscono rapidamente. I segnali contrastanti provenienti dagli Stati Uniti — che stanno inviando migliaia di soldati aggiuntivi nella regione, alimentando i timori di un’invasione di terra — si scontrano con le controproposte di Teheran, che ha respinto le condizioni americane per un cessate il fuoco. Il petrolio WTI e Brent segnano nuovi massimi settimanali, riflettendo la crescente incertezza geopolitica. L’ultimatum iniziale di 48 ore del Presidente Trump è stato sostituito da una finestra di cinque giorni, che scade domani. Questo clima di incertezza pesa sull’appetito per il rischio e si prevede che continuerà a farlo nelle prossime sedute, salvo sviluppi costruttivi. Il conflitto si trova a un bivio: escalation significativa o risoluzione diplomatica.
Analisi delle principali valute G10
Euro (EUR/USD): pressione ribassista in agguato
L’euro faticava già a mantenere lo slancio rialzista dopo essersi fermato vicino a 1,1630 dollari, appena sotto il massimo di lunedì a 1,1640. Il rifiuto dell’agenzia di stampa iraniana della proposta di cessate il fuoco americana ha poi innescato nuove vendite, spingendo la valuta unica brevemente sotto i minimi di martedì, leggermente al di sotto di 1,1560. Nella sessione attuale, l’euro non riesce a superare 1,1570 e si aggira vicino ai minimi degli ultimi tre giorni, appena sotto 1,1550. Una rottura convincente potrebbe aprire la strada verso 1,1525, con il successivo supporto chiave al minimo di lunedì intorno a 1,1485. Da segnalare la scadenza odierna di opzioni per circa 2,6 miliardi di euro a 1,15 e quasi 2 miliardi a 1,16.
Dollaro/Yen (USD/JPY): pressione verso quota 160
Il dollaro ha guadagnato terreno sullo yen anche senza il supporto di rendimenti americani più elevati. Il massimo di sessione è stato registrato nel pomeriggio di New York intorno a 159,50 JPY, marginalmente sopra il massimo di martedì (159,20) ma sotto quello di lunedì (159,65). Il biglietto verde rimane sostenuto, oscillando in modo irregolare tra 159,30 e 159,55 JPY. Il mercato non ha abbandonato l’obiettivo di 160 JPY.
Sterlina (GBP/USD): range ristretto, supporti sotto pressione
La sterlina aveva operato ieri all’interno del range di martedì, tra 1,3360 e 1,3435 dollari — il range più stretto delle ultime due settimane. Oggi è stata spinta a un minimo di tre giorni vicino a 1,3335, prima di recuperare a circa 1,3360. Il supporto immediato si trova intorno a 1,3315-1,3320, ma il riferimento tecnico chiave rimane il range ampio di lunedì (1,3255-1,3480). Scadono oggi opzioni per 1,3 miliardi di sterline a 1,3350.
Dollaro Canadese (USD/CAD): rottura tecnica significativa
Il dollaro canadese è sotto pressione questa settimana. Il biglietto verde, dopo aver toccato un minimo di cinque giorni a 1,3670 CAD lunedì, ha recuperato progressivamente: 1,3720 lunedì sera, 1,3785 martedì, 1,3820 mercoledì e oggi si avvicina a 1,3840 CAD in Europa. La resistenza immediata è a 1,3850, con il successivo obiettivo nell’area di 1,39. Dal punto di vista tecnico, il dollaro ha chiuso sopra la media mobile a 200 giorni per la prima volta in due mesi e ha anche superato la banda di Bollinger superiore (intorno a 1,3830 oggi) — segnali rilevanti per i trader tecnici.
Dollaro Australiano (AUD/USD): rischio di rottura ribassista
Il dollaro australiano è stato respinto dal tentativo di superare 0,7000 ed è tornato quasi ai minimi di martedì (0,6940), scivolando ulteriormente oggi a poco sotto 0,6930. L’Aussie rimane all’interno del range di lunedì (0,6910-0,7060), ma per la terza sessione consecutiva ha violato la banda di Bollinger inferiore (oggi intorno a 0,6935). Una rottura di 0,6900 sarebbe tecnicamente più significativa di una chiusura sopra 0,7000. Scadono oggi opzioni per circa 1,25 miliardi di AUD a 0,6900.
Mercati Emergenti: peso messicano e yuan cinese
Peso Messicano (USD/MXN): scenario binario
Il peso messicano aveva consolidato ieri vicino ai massimi della settimana, sostenuto dal clima risk-on che aveva favorito azioni e obbligazioni messicane. Il rendimento del bond decennale in dollari del Messico era sceso di 10 punti base, quello in valuta locale di quasi 20 bp, mentre la Bolsa aveva guadagnato il 2,8%. Oggi il dollaro è in rialzo e si avvicina a 17,82 MXN. Il massimo di martedì era leggermente sopra 17,89, con una banda di resistenza che si estende verso 17,94. Lo scenario appare binario: una risoluzione del conflitto potrebbe riportare il peso tra i favoriti del mercato, mentre un’escalation potrebbe spingere il dollaro sopra 18,00 MXN, livello già toccato due volte in intraday questo mese.
Yuan Cinese (USD/CNH): segnali di debolezza
Il dollaro ha guadagnato leggermente sullo yuan, raggiungendo circa 6,9130 CNH nella mattinata europea. La PBOC ha fissato il tasso di riferimento a 6,9056 CNY (contro 6,8911 di ieri). Si osserva un possibile cambio di tendenza: questa potrebbe essere la prima settimana di aumento del tasso di riferimento del dollaro da novembre scorso — un segnale da monitorare attentamente.
Altri mercati: equity, bond, oro e petrolio
Mercati azionari: vendite diffuse in Asia e Europa
I guadagni di ieri in Nord America non hanno ispirato acquisti nelle sessioni successive. La Corea del Sud ha guidato i ribassi asiatici con un calo del 3,2%, mentre l’indice delle società cinesi quotate a Hong Kong ha perso il 2,25%. La Nuova Zelanda è stata l’unica eccezione positiva nella regione Asia-Pacifico. In Europa, lo Stoxx 600 interrompe tre sedute consecutive di rialzi, restituendo gran parte del guadagno dell’1,4% di ieri. I futures sugli indici americani cedono tra lo 0,75% e l’1,0%.
Obbligazioni: rendimenti in rialzo su tutti i fronti
Anche il mercato obbligazionario è sotto pressione. Il rendimento del JGB decennale è salito di 2 punti base, mentre i rendimenti europei avanzano di 6-9 bp. I BTP italiani sono l’outlier negativo, con il rendimento benchmark in rialzo di 11 bp. Il rendimento del Treasury decennale americano sale di 4 bp, portandosi leggermente sopra il 4,37%.
Metalli preziosi e petrolio
Oro e argento sono in calo e trattano sotto i minimi di ieri. Una rottura dell’area 4.400-4.410 dollari potrebbe portare l’oro verso 4.350, mentre per l’argento una rottura di 67,50 potrebbe aprire la strada verso 66 dollari. Sul fronte energetico, il WTI maggio aveva toccato ieri un picco leggermente sopra 91,70 dollari. Oggi non è sceso sotto 90,70 e ha raggiunto un massimo di tre giorni a poco sopra 94,00 dollari. Un superamento di 95 dollari lascerebbe poco spazio prima di un nuovo test di 100 dollari, con il massimo di lunedì vicino a 101,65.
Agenda macroeconomica: dati e banche centrali
USA: richieste di sussidi di disoccupazione
Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione americane potrebbero attirare attenzione oggi. Nelle ultime due settimane fino al 13 marzo, i dati erano scesi per due settimane consecutive — la prima volta nel 2026. Il rapporto sull’occupazione di marzo uscirà venerdì 3 aprile, con le prime stime che indicano circa 51.000 nuovi occupati, dopo il calo di 92.000 di febbraio (distorto da scioperi e maltempo).
Canada: indagine sull’occupazione di gennaio
Il Canada pubblica oggi l’indagine sull’occupazione per gennaio. A dicembre, mentre il dato principale mostrava un aumento di 8.200 unità, l’indagine sulle imprese aveva registrato un calo di 35.400. A gennaio il dato principale aveva mostrato un calo di 24.800 unità. Questa serie storica raramente muove i mercati.
Messico: decisione di Banxico
La Banca centrale messicana (Banxico) si riunisce oggi. Quasi la metà degli economisti interpellati da Bloomberg si aspetta un taglio dei tassi, ma il mercato dei swap sconta una politica invariata. Le letture dell’IPC di metà marzo mostrano sia l’inflazione headline che quella core sopra il limite superiore del target del 2%-4%, con segnali di possibile accelerazione.
Eurozona: aggregato monetario M3
La massa monetaria M3 dell’eurozona è cresciuta del 3,0% su base annua a febbraio, dopo il 3,2% di gennaio. I dati sui prestiti sono rimasti sostanzialmente invariati.
Norvegia: Norges Bank hawkish nonostante la pausa
Come ampiamente atteso, la Norges Bank ha mantenuto invariato il tasso di deposito al 4,0%. Si è trattato tuttavia di una pausa in chiave hawkish: la banca centrale ha segnalato che un rialzo sarà probabilmente appropriato entro fine anno. Il mercato degli swap, che ieri prezzava un rialzo completo entro fine primo semestre 2026, ora assegna circa una probabilità del 33% a un movimento di 50 bp. Prima dell’inizio del conflitto con l’Iran, la probabilità di un rialzo entro quella data era appena superiore al 10%.
