Dollaro e Petrolio Restano Forti: Il Quadro dei Mercati
Il dollaro americano e il petrolio mantengono una posizione solida sui mercati globali, mentre gli investitori digeriscono una serie di sviluppi geopolitici e macroeconomici che stanno ridisegnando le dinamiche di rischio a livello internazionale.
Geopolitica: La Logica dell'”Escalation per De-escalare”
Il presidente Trump ha annunciato una proroga di dieci giorni (fino al 6 aprile) dell’impegno a non colpire le infrastrutture energetiche iraniane, ma parallelamente emergono indiscrezioni su un possibile rafforzamento della presenza militare statunitense nell’area. Questa strategia — definita “escalation per de-escalare” — continua a pesare sull’appetito al rischio degli investitori, soprattutto in prossimità del weekend. Sul fronte commerciale, Pechino ha aperto indagini sulle pratiche commerciali statunitensi, in particolare sulle catene di approvvigionamento e sulle energie rinnovabili, in risposta alle recenti indagini americane ai sensi della Sezione 301. Una mossa che ricalca il playbook negoziale di Washington e che aggiunge tensione al già fragile equilibrio tra le due superpotenze.
Valute G10: Pressioni Diffuse
Euro
L’euro ha esteso marginalmente le perdite, scivolando fino a circa 1,1515 dollari durante la sessione europea. Per la quarta seduta consecutiva, la valuta comune rimane all’interno del range stabilito lunedì, con un minimo intorno a 1,1485. Scadono oggi opzioni per 1,16 miliardi di euro a quota 1,1525. Il rischio di ulteriori tattiche di escalation nel weekend offre pochi incentivi a resistere a un quarto calo consecutivo.
Yen Giapponese
Lo yen rimane sotto pressione a causa di una massiccia vendita di titoli di Stato giapponesi, con il rendimento del decennale salito di 11 punti base nella sola giornata odierna. Il dollaro si avvicina alla soglia psicologica di 160 yen — livello non toccato dalla metà del 2024 — con opzioni per circa 640 milioni di dollari in scadenza oggi proprio a quel livello. Il ministro delle Finanze Katayama ha messo in guardia contro movimenti speculativi, ma un intervento diretto appare al momento poco probabile.
Sterlina Britannica
La sterlina è in calo per la terza sessione consecutiva, complice un dato deludente sulle vendite al dettaglio di febbraio (-0,4%, sia incluso che escluso il carburante). Il cambio si avvicina alla soglia di 1,33 dollari, con opzioni per circa 925 milioni di sterline in scadenza oggi a quel livello. Il supporto chiave rimane poco sotto 1,3260.
Dollaro Canadese
Il dollaro canadese ha registrato un solo rialzo nelle ultime otto sessioni. Il biglietto verde ha raggiunto 1,3865 CAD, il livello più alto in due mesi, con il prossimo obiettivo tecnico nell’area 1,3900–1,3930 CAD. Nonostante le perdite recenti, il CAD rimane la seconda valuta più performante del G10 dall’inizio del conflitto.
Dollaro Australiano
Il dollaro australiano ha rotto il supporto a 0,6900 dopo cinque sessioni consecutive al ribasso, scivolando fino a circa 0,6875. La chiusura al di sotto della Banda di Bollinger inferiore segnala una pressione tecnica significativa. Il prossimo supporto grafico si trova in area 0,6800.
Mercati Emergenti
Peso Messicano
Il peso messicano è sotto pressione dopo un taglio dei tassi a sorpresa da parte della banca centrale. Il dollaro si avvicina alla soglia di 18,00 MXN, livello superato solo due volte in intraday questo mese. L’inflazione nella prima metà di marzo ha mostrato sia il dato headline che il core al di sopra del limite superiore della banda obiettivo del 2–4%, complicando ulteriormente il quadro di politica monetaria.
Yuan Cinese
Lo yuan si è indebolito, con il dollaro che ha superato per la prima volta in due settimane e mezza la soglia di 6,9200 CNH. La PBOC ha alzato il tasso di riferimento del dollaro per la prima volta su base settimanale in quattro mesi — un segnale da monitorare con attenzione. Nonostante ciò, il yuan rimane tra le valute più resilienti al mondo: dal’inizio del conflitto ha perso solo circa lo 0,7%, la metà rispetto alle migliori valute del G10.
Rupia Indiana
La rupia indiana ha toccato un nuovo minimo storico vicino a 94,8465 INR per dollaro. Gli investitori esteri continuano a vendere azioni e obbligazioni indiane, mentre le misure governative per attenuare l’impatto dei prezzi energetici — come i tagli alle accise sui carburanti — alimentano preoccupazioni fiscali. Il prossimo obiettivo psicologico è quota 95 INR.
Obbligazioni, Materie Prime e Azionario
Mercati Obbligazionari
I mercati obbligazionari sono sotto pressione su scala globale. Le aste di titoli del Tesoro americano di questa settimana hanno registrato una domanda debole, con i grandi investitori istituzionali in ritirata e i primary dealer costretti ad assorbire la quota maggiore in diversi anni. Le riserve di custodia presso la Federal Reserve sono calate per la quinta settimana consecutiva, con un calo complessivo di circa 66 miliardi di dollari dall’inizio del conflitto. Il rendimento del Treasury decennale USA si attesta intorno al 4,46%, in rialzo di quasi 12 punti base su base settimanale. In Giappone, i rendimenti dei bond a 30–40 anni sono balzati di circa 20 punti base.
Oro e Argento
L’oro consolida nell’intorno di 4.425–4.430 dollari l’oncia, dopo aver chiuso la settimana precedente vicino a 4.492 dollari. L’argento si muove intorno a 69 dollari, leggermente al di sopra della chiusura settimanale precedente di circa 68 dollari.
Petrolio WTI
Il WTI maggio tenta di riconquistare la soglia dei 96 dollari al barile, avvicinandosi ai massimi di lunedì (circa 101,65 dollari). Il picco di guerra registrato il 9 marzo era stato di circa 113,40 dollari. Una chiusura settimanale al di sotto di 98,25 dollari rappresenterebbe il primo ribasso settimanale dalla metà di febbraio.
Mercati Azionari
I mercati azionari mostrano un quadro misto: in Asia, il Topix giapponese e gli indici cinesi e di Hong Kong hanno guadagnato, mentre Corea del Sud, Taiwan, Australia, Nuova Zelanda e India hanno ceduto terreno — con Mumbai che ha perso oltre il 2%. L’indice MSCI Asia-Pacifico è in calo di circa l’1% settimanale, alla quarta settimana consecutiva di perdite. In Europa, lo Stoxx 600 perde circa l’1% nella seduta odierna. I futures su S&P 500 e Nasdaq indicano un’apertura in rosso dopo le perdite di ieri.
Dati Macro da Monitorare
Stati Uniti: Attesi i risultati finali del sondaggio dell’Università del Michigan sulla fiducia dei consumatori di marzo. Probabile un calo della fiducia e un aumento delle aspettative di inflazione. Messico: Atteso un lieve calo della disoccupazione di febbraio (2,5% dal 2,7%). In uscita anche i dati sul commercio estero di febbraio: dopo il record negativo di gennaio (-6,48 miliardi di dollari), si attende un modesto surplus, in linea con la stagionalità storica. Eurozona: Il sondaggio della BCE sulle aspettative di inflazione di febbraio ha mostrato un allentamento a 2,5% sia sull’orizzonte a uno che a tre anni — ma questo era prima dello shock energetico e alimentare di marzo. La Spagna ha già riportato un’inflazione armonizzata di marzo al 3,3% annuo (dal 2,5%), anticipando possibili sorprese al rialzo nel dato preliminare dell’intera area euro atteso la prossima settimana. Cina: I profitti industriali di febbraio sono balzati del 15,2% su base annua — il ritmo più sostenuto dalla ripresa post-pandemia del 2021. La Cina ha inoltre registrato un surplus delle partite correnti record di 243,8 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2025. Sul fronte commerciale, Pechino ha avviato indagini sulle pratiche statunitensi relative alle catene di approvvigionamento e ai prodotti riutilizzabili, in risposta diretta alle indagini americane ex Sezione 301.