Come fare i soldi… E’ la classica domanda da un milione di dollari. Inutile dire che non esistono bacchette magiche, né soluzioni facili e pronti per l’uso. Esistono però atteggiamenti che possono favorire il successo, in qualche modo agevolarlo. Alcuni di questi atteggiamenti sono alla portata di tutti, o almeno tutti possono provarci. D’altronde, non richiedono che cambiare le proprie abitudini. Insomma, si tratta di risorse che possono essere impiegato in modo “gratuito”.

A tal proposito, è utile passare in rassegna alcuni interessanti consigli offerti dai miliardari americani che, nei campi più disparati hanno riscosso un grande successo e, magari partendo da una posizione svantaggiata, sono riusciti a fare i soldi.

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Rinunciare alla comfort zone

Il tema della comfort zone è all’apparenza trito e ritrito. Tuttavia, il modo in cui è inteso da James Sixsmith è molto interessante. Secondo lui, infatti, uscire dalla comfort zone significa entrare in competizione con individui di qualità superiore. Se si vince, bene. Se si perde, in ogni caso è possibile trarre delle lezioni importanti e fare esperienza. 

Questo atteggiamento va praticato anche quando si punta a fare carriera nel lavoro da dipendente. Nello specifico, consiglia di candidarsi per posizioni all’apparenza fuori dalla propria portata, per le quali non ci si sente pronti. Anche perché spesso il “non sentirsi preparati” è semplicemente una percezione, una falsa convinzione causata dalla scarsa autostima. Insomma, il consiglio di Sixsmith non è esattamente “gettarsi nel vuoto”, ma poco ci manca!

Rinunciare al controllo totale

La mania di controllo è un’abitudine che caratterizza molte persone. Spesso e volentieri, è mossa da una condizione preesistente di ansia, da un’attitudine all’insicurezza. Tuttavia, voler controllare tutto è solo fatica sprecata secondo Alon Rajic di Review Home Warranties. 

Secondo l’imprenditore americano, uno dei segreti del successo è accettare la realtà, quando non la si può modificare e controllare, o costa troppo energia anche il solo provarci. Il suo consiglio è di profondere le proprie energie solo in quelle situazioni che si possono realmente controllare, in cui è possibile incidere. Si tratta di un consiglio molto utile, che vale per tutto: vita privata, vita affettiva, lavoro (sia dipendente che autonomo). 

Non imitare le persone di successo

Ad alcuni questo consiglio farà storcere il naso. Infatti, una delle lezioni che i “maestri” di finanza personali impartiscono è proprio quello di imitare le persone di successo. Eppure secondo Luke Freiler, CEO di Centercorde, questo atteggiamento può portare rapidamente a una deriva. Ovvero, alla tendenza, del tutto naturale e fisiologica, di imitare la forma e non la sostanza. Anche perché imitare la sostanza è davvero complicato. 

Sicché si punta a “scimmiottare” più che imitare, sprecando energie e profondendo sforzi in un obiettivo del tutto inutile: assomigliare ai propri beniamini, piuttosto che seguirne l’esempio. 

Pensare positivo

Non si tratta di essere stupidamente ottimisti, o incoscienti. Piuttosto, lo scopo è di guardare il bicchiere mezzo uovo, e interpretare le difficoltà come motivo di crescita. Questo è un atteggiamento che “funziona” per le attività in solitaria ma si paga soprattutto quando si lavora in squadra.

Infatti, una sola persona positiva è in grado di trascinarne molte con sé, così come una persona negativa è capace di gettare l’intero team nello sconforto. Sia la positività che la negatività, infatti, sono contagiose. Almeno è questo il pensiero di Barbara Corcoran, fondatrice di The Corcoran Group e conduttrice del seguitissimo podcast Business Unusual. 

Non ritardare troppo le decisioni

L’indecisione non va scambiata per prudenza. Sono due atteggiamenti mentali molto diversi tra di loro. Si può essere prudenti anche quando si prendono decisioni in modo rapido, basta avere metodo. D’altronde, è proprio questo l’atteggiamento da tenere, almeno secondo Shaun Rawls, CEO di Rawls Consulting. 

Chi tentenna, chi si riserva troppo tempo per decidere, tende a sprecare le opportunità, a perdere i proverbiali tempi. 

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Qual è il momento giusto per decidere? Rawls ha inventato un principio molto singolare, il “40-70”. Secondo lui, infatti, è sufficiente dal 40 al 70% delle informazioni circa un argomento per poter prendere una decisione a riguardo. Certo non è facile quantificare le informazioni, ma nella peggiore delle ipotesi questo metodo instilla la consapevolezza che no, non è necessario avere una conoscenza totale (peraltro difficile da raggiungere) per poter compiere il passo decisivo.