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Ray Dalio è uno dei trader più famosi del mondo. Ultimamente, ha fatto parlare di sé per le sue opinioni in campo politico ed economico. Per le sue capacità comunicative e per i contenuti disruptive delle sue dichiarazioni, è considerato come uno dei guru più influenti. Non a caso il celebre magazine Time 100 lo ha inserito nella lista delle 100 persone più importanti del mondo. La sua credibilità è data in primo luogo dalla sua storia di investitore ma anche dalla diffusione di alcuni concetti a metà strada tra il filosofico e il finanziario.

La storia di Ray Dalio

Ray Dalio, al secolo Raimondo, nasce a Jackson Height, nella contea di Queens, New York, nel 1949. Figlio di un musicista Jazz di origini italiane, Dalio inizia a investire all’età di 12 anni, quando acquista le azioni della Northeast Airlines per 300 dollari, presto diventati 600 quando la compagnia aerea si fonde con un’altra società. Dopo questo primo successo, si iscrive alla Long Island University e si laurea in finanza. Completa la sua formazione con un MBA alla Harvard Business School.

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La sua prima esperienza lavorativa è nella Dominick & Dominick LCC, della quale diventa presta il direttore del dipartimento Commodities. Nel 1974, a soli 25 anni, fonda la Bridgewater Associate, una società di gestione con base in Connecticut e specializzata in hedge fund. Entrerà nella storia proprio con la Bridgewater: l’hedge fund da lei gestito diventerà nel 2012 più grande del mondo, con 160 miliardi di dollari in gestione.

I successi di Ray Dalio

Il fondo di Bridgeater è chiuso. Nessuno può più entrarci. E’ stato raggiunto il limite fisiologico di asset gestiti. Per comprendere però la sua importanza, basta un dato. Durante l’ultimo anno di apertura (2014), l’entry level era di 100 milioni di dollari.

Il ritmo di crescita è molto sostenuto, 3% all’anno in media. Altri fondi della sua società, magari più piccoli, performano ancora meglio. L’All Waeather, che ha una percentuale di rischio solo leggermente più elevata, è cresciuto nel 2016 del 12,9%.

Meditazione e finanza

Di Ray Dalio stupiscono i suoi numeri. Non è però l’unico elemento particolare del suo vissuto. Il super trader Ray Dalio è infatti conosciuto principalmente come guru, ossia come un soggetto in grado di dispensare consigli, quasi fosse un maestro (e da un certo punto di vista lo è). Questi consigli piacciono perché non sono solo utili, ma anche dirompenti. Invitano gli investitori a fare uso del pensiero laterale, della creatività, pur in una cornice nella quale la razionalità gioca un ruolo di primo piano, soprattutto per ciò che concerne il calcolo delle probabilità e la gestione del rischio.

Uno dei concetti più “disruptive” riguarda proprio il rischio. O, per meglio dire, uno strumento che fa del rischio la sua caratteristiche più importante: la leva.

Ebbene, Ray Dalio consiglia di utilizzare una leva alta. Si pone, quindi, in netto disaccordo con il mainstream, che considera la leva come un’arma a doppio taglio, in grado di regalare qualche soddisfazione ma anche di mettere seriamente in pericolo il capitale. Il concetto è in verità più difficile di quanto possa sembrare. Il suo non è un invito a sperperare il denaro e a considerare l’investimento come un gioco d’azzardo. Tutt’altro. Ciò è evidente in una sua affermazione.

“Se, una volta calcolato il rischio, decidi che determinate attività abbiano rendimenti più o meno equivalenti, in sostanza vuoi bilanciare nel tuo portafoglio queste attività dopo aver preso in considerazione le correlazioni tra di loro. Per arrivare a questo punto e permettere a te stesso di creare il portafoglio ottimale è necessario utilizzare una leva per sollevare le attività di rischio inferiore. Molte persone ancora confondono la leva con il rischio, ma la realtà è che facendo leva su attività a basso rischio – in modo da poter diversificare lontano da investimenti a rischio – stai di fatto riducendo il rischio.”

Ma il concetto che ha reso veramente famoso Ray Dalio è quello di meditazione trascendentale. E’ stato infatti il primo a portare un elemento della filosofia orientale nel mondo della finanza. La meditazione di Ray Dalio segue le dinamiche di quella conosciuta, non ha apportato cambiamenti, se non quello (epocale) di utilizzarla per aumentare le proprie performance di investitore.

Ha messo in pratica gli insegnamenti provenienti dall’Oriente. Soprattutto, ha condiviso questo suo modo di fare con il mondo, a partire dalla sua società di gestione. Chi entra in BridgeWater, per esempio, deve imparare le tecniche della meditazione trascendentale. Inoltre, dal 2008, tutti i dipendenti con un mandato di almeno sei mesi devono seguire un corso ufficiale da 1.000 euro, dalla durata di quattro mesi. Ray Dalio utilizza la tecnica – che poco di orientale – del “soddisfatti o rimborsati”. Se i partecipanti non trovano utile le lezioni, restituisce l’intero costo del corso di tasca propria.

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