Si fa un gran parlare di opzioni binarie. A leggere i messaggi pubblicitari che impazzano in rete sembrano l’albero della cuccagna per la gente comune, lo strumento migliore per far soldi anche se non si è in possesso di competenze specifiche. Sono chiaramente messaggi fuorvianti i quali, anziché portare acqua al mulino del trading online e favorire una diffusione di questa attività, hanno funto da attrattivo per realtà poco oneste e per il proliferare delle truffe. Alla luce di questa spiacevole fenomeno, si sono levate da più parti critiche allo strumento in sé, alle opziono binarie in generale. Critiche anche molto aspre, che tendono ad associare senza se e senza ma il “trading binario” al concetto di truffa. Questa associazione è legittima? Le opzioni binarie sono realmente strumenti dai quali tenersi alla larga? Proviamo a rispondere diffusamente a questa domanda, citando i vari elementi a favore delle tesi secondo cui le opzioni binarie sarebbero una truffa e le tesi secondo cui le opzioni binarie sarebbero uno strumento di trading come tutti gli altri.

Le opzioni binarie secondo gli enti regolatori

Un ottimo punto di partenza è ragionare sull’opinione che gli enti regolatori hanno delle opzioni binarie. Un punto di partenza, appunto, quando invece sarebbe potuto essere un punto di arrivo. D’altronde, chi meglio di un ente regolatore o, addirittura, un organo di vigilanza può dare un giudizio su un mezzo di investimento? Peccato che gli enti regolatori abbiano speso poche energie per definire il fenomeno ed elaborare un verdetto definitivo, sebbene un certo fermento a tal proposito sia comunque in atto.

Immagine Opzioni Binarie Truffa? Perché è Meglio Non Fidarsi

Per inquadrare il rapporto tra enti regolatori e opzioni binari è utile esporre la posizione di una tra le più importanti realtà in circolazione, che è tra l’altro una delle poche ad aver espresso una posizione in maniera diffusa. Il riferimento, ovviamente, è alla Cysec. Ente cipriota, ha conquistato caratura internazionale grazie alla sua efficienza nel campo della regolamentazione e alla capacità di precorrere i tempi, affrontando questioni nuove e, al momento, ignorate dalla maggior parte dei competitori.

La Cysec è stata la prima ad aver riconosciuto alle opzioni binarie lo status di strumento di investimento vero e proprio, di fatto equiparandolo “per dignità” agli altri strumenti presenti nel mercato. Correva l’anno 2012.

Da quel momento, il mercato è stato invaso da broker che offrivano la possibilità di fare trading con le opzioni binarie. Il panorama è diventato presto saturo. Purtroppo, lo sdoganamento ha favorito la comparsa di due fenomeni. Il primo corrisponde all’entrata in scena di realtà ambigue, che portavano avanti progetti a danno dei consumatori. Il secondo corrisponde alla messa in luce di alcune dinamiche pericolose e insite nel trading binario stesso. Di questo secondo punto parleremo diffusamente nei prossimi paragrafi.

In questo, invece, ci limitiamo a sottolineare il cambio parziale di posizione effettuato da Cysec. Ancora non è stato deciso nulla di definitivo, sia chiaro, ma la direzione è chiara e va nel verso opposto di quello indicato nel 2012. In estrema sintesi, la Cysec sta pensando si vietare le opzioni binarie, privandole dello status di strumento di investimento.

Questo tentennamento non è sintomo di indecisione, bensì del fatto che la questione è molto complessa, e non è possibile, così su due piedi, liquidare il fenomeno del trading binario come se fosse una truffa generalizzata.

Quindi, è bene ragionarci su. E’ quello che faremo nei prossimi paragrafi. Prima, però, rispondiamo a una domanda fatidica….

Cosa sono le opzioni binarie?

Le opzioni binarie, ad oggi, sono uno strumento di investimento, almeno fino a quando non verranno bannate dagli enti di regolamentazione. Nello specifico, sono strumenti derivati. Il termine “derivato” indica che l’asset di riferimento non viene commerciato direttamente ma nella forma di “sottostante”. Quando si acquista una opzione binarie, non si sta acquistando un bene, bensì un prodotto che in qualche modo lo rappresenta o, per meglio dire, segue il suo andamento nel mercato. Un po’ come accade nei CFD delle criptovalute che vanno tanto di moda adesso. Chi fa trading con le criptovalute utilizzando i CFD non entra mai in possesso di valuta virtuale.

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Una volta compreso cosa significa “derivato”, acquisire consapevolezza del meccanismo che sta alla base delle opzioni binarie è molto semplice. Il trader che acquista una opzione binaria scommette, di fatto, sul verificarsi di un evento. Se questo evento si verifica, guadagna. Se l’evento non si verifica, perde. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’evento consiste nella crescita del prezzo di un determinato bene, rilevato a una specifica scadenza. A seconda della direzione dell’andamento, si hanno opzioni call e opzioni put. Una opzione put scommette sul fatto che il prezzo, al momento della scadenza, sarà aumentato. Una opzione call scommette sul fatto che il prezzo, sempre al momento della scadenza, sarà diminuito.

I broker lasciano ampia scelta per quanto riguarda gli elementi che compongono una opzione. Il trader, infatti, può scegliere – spesso tra un range di possibilità – l’asset che funge da sottostante, la direzione (appunto Call o Put), la scadenza. Anzi, i broker “più evoluti” vanno oltre la questione della direzione e propongono varie tipologie di “evento”. E’ il caso delle opzioni binarie boundaries, che consentono al trader di scommettere sul rispetto, alla scadenza, di un range di prezzo. E’ il caso anche delle opzioni binarie One Touch, che permettono al trader di scommettere sul raggiungimento di un determinato prezzo entro la scadenza.

Come si guadagna con le opzioni binarie? Come si evince, il surplus non c’entra niente. Nel trading binario semplicemente non esiste. Non si acquista né si vende un asset. Semplicemente, si punta su un evento. Se si “punta” qualcosa, allora vuol dire che c’è una posta in gioco. La posta in gioco nel trading binario è determinata in percentuale sull’investimento, che viene definita percentuale di rendimento. Se un trader investe 100 euro su una opzione binarie Call, e la percentuale di rendimento è del 50%, se il prezzo alla scadenza risulta aumentato, allora riceverà 150 euro e avrà guadagnato 50 euro. Tutto molto interessante, e all’apparenza profittevole, se non fosse per il fatto che, se si perde, si perde tutto l’investimento.

Perché è meglio non fidarsi delle opzioni binarie

Una volta acquisita la consapevolezza di cosa siano le opzioni binarie, è possibile citare gli elementi che vanno a suo sfavore, ossia che lo rendono uno strumento poco raccomandabile.

Assomigliano al gioco d’azzardo. I più attenti si saranno accorti che nel paragrafo precedente ricorreva il termine “scommettere”. Ebbene, le opzioni binare assomigliano alle scommesse. Sono troppo i punti di contatto. In primo luogo, il meccanismo binario: o si vince tutto o si perde tutto. In tutti gli altri strumenti di trading si contano vari passaggi intermedi: si può guadagnare poco, guadagnare tanto, perdere poco, perdere tanto, non perdere né guadagnare. Insomma, se si guarda esclusivamente al meccanismo, in fondo tradare con le opzioni binarie è un po’ come giocare una schedina. Tutto questo, è ovvio, non conferisce dignità di trading alle opzioni binarie.

Si gioca contro il banco. Ora, in tutti gli ambienti market maker, molto diffusi per esempio nel Forex Trading, il broker funge da controparte, come minimo per bilanciare – e quindi rendere possibili – gli ordini del trader. Quando si trada con le opzioni binarie, però, la controparte è sempre e solo il broker. Insomma, il broker è il banco. Di fatti, si scommette contro di lui. Dunque, anche solo per logica, si arriva a una conclusione che non è affatto confortante: nelle opzioni binarie, il trader e il broker non navigano nella stessa direzione, non sono sulla stessa banca. A questo punto, se vogliamo fare un parallelismo creativo, ci si può chiedere che differenza passi tra il trading binario e il gioco di carte del “sette e mezzo”….

Il modello economico è rischioso. Come abbiamo già specificato, le opzioni binarie non hanno nulla a che vedere con il surplus. Se si perde, si perde tutto. Una eventualità pessima, che farebbe storcere il naso al meno prudente dei trader. In effetti, per un po’ di tempo ha funto da ostacolo per la diffusione dello strumento. I broker, c’è da dire, hanno ovviato in maniera intelligente a questo problema: hanno inserite delle percentuali di rimborso. In questi casi, se si perde, si viene rimborsati di parte dell’investimento. In genere, il rimborso si attesta intorno al 10 o 15%.

Risk Management limitato o assente. La mancanza del surplus e il meccanismo, appunto, binario – identico per certi versi a quello delle scommesse – limita, e di molto, il risk management. In breve, non è possibile applicare quegli accorgimenti che, in altre attività di trading, rappresentano il pane quotidiano degli investitori e permettono loro di proteggere il capitale. Per esempio, non c’è né lo stop loss né il take profit. Siamo nel campo de “la va o la spacca”.

Poca varietà. La forza delle opzioni binarie, è ovvio, sta nella sua incredibile semplicità. Tutti siamo in grado di scommettere su qualcosa, lo abbiamo fatto fin da bambini. Quindi, cosa cambia se il meccanismo è un po’ più complesso e l’oggetto dello scommettere è, tanto per dirne una, il cambio euro-dollaro? Purtroppo, però, la semplicità è una arma a doppio taglio. E’, in estrema sintesi, almeno in questo caso, sinonimo di scarsa varietà. Il mercato azionario si presta a numerose strategie, e lo stesso dicasi per l’obbligazionario. Persino il Forex, che in passato è stato tacciato di truffa, offre la medesima possibilità. Lo stesso non si può dire delle opzioni binarie, se escludiamo i pochi parametri che si possono personalizzare. La conseguenza è devastante: non si può cambiare lo stile di trading in base al proprio profilo, proprio perché nelle opzioni binarie… Non esistono stili di trading.

Presta il fianco ai disonesti. Qui c’entra ancora il discorso della semplicità. Se lo strumento è semplice, attirai profani, gli investitori che oltre a non essere professionisti difettano di qualsiasi conoscenza circa il trading. Spesso, persone con problemi economici che cercano un modo di fare soldi. E’ ovvio che questo sia il contesto ideale per i disonesti, per chi promette guadagni facili ed è pronto a sparire una volta acquisito il malloppo. Purtroppo di falsi broker, o semplicemente broker disonesti, è piena la storia del trading binario. Gli organi di vigilanza fanno il possibile per bannarli e rendere pubbliche le loro malefatte, ma spesso, in maniera inevitabile, arrivano in ritardo.

Perché fidarsi delle opzioni binarie

Questi sono gli elementi a sfavore. Gli elementi a favore, pur non essendo molti, comunque ci sono e sono concreti.

Il trading binario è del tutto una scommessa. C’è un elemento che separa il gioco d’azzardo dalle opzioni binarie: l’analisi. L’oggetto del contendere, a prescindere dallo strumento, è pur sempre il mercato, che va studiato mediante l’analisi tecnica e fondamentale. Da questo punto di vista, non vi è alcuna differenza tra opzioni binarie e, per esempio, Forex. Il ruolo dell’analisi anche nel trading binario conferisce a quest’ultimo una patina di serietà e, in parte, lo status di strumento di investimento.

Il Money Management è semplice. Se le opzioni binarie pongono in essere molti problemi sul fronte del Risk Management, dall’altro lato semplificano enormemente il Money Management. D’altronde, il trader sa perfettamente quanto rischia di perdere, se il trade fallisce. E’ possibile, quindi, programmare la propria attività in modo piuttosto preciso, molto di più che nel Forex, nel mercato azionario etc.

I broker disonesti sono facili da riconoscere. Ok, il trading binario è una sorta di paese dei balocchi per i malintenzionati. C’è da dire però che questi sono riconoscibilissimi. In primo luogo, sono molto parchi per ciò che concerne le informazioni sul loro conto, e in primo luogo sulla loro sede legale. Secondariamente, promettono la proverbiale luna. Infine, non hanno la licenza.

In conclusione, ancora è presto per dare un giudizio definitivo. Certamente, le opzioni binarie sono strumenti da prendere con le pinze, consapevoli che hanno troppi punti in comune con il gioco d’azzardo e porgono il fianco a comportamenti molto scorretti. Il consiglio spassionato è puntare, magari al costo di un’attività preparatoria e di formazione più lunga, su altre attività di trading.