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Il Forex trading, nonostante i messaggi pubblicitari suggeriscano diversamente, è un’attività molto rischiosa. Certo, le opportunità per guadagnare non mancano, ma è necessario approcciarsi in maniera molto prudente, avendo alle spalle un solido bagaglio di conoscenze teoriche e pratiche. Le difficoltà emergono fin dall’inizio del proprio percorso. Anzi, è proprio quella del “principiante” la fase più ostica e pericolosa. Di seguito, alcuni accorgimenti e consigli che gli aspiranti trader devono adottare per intraprendere una carriera ricca di soddisfazioni.

Lo studio

Gli sforzi dei principianti, prima ancora che investire il proprio capitale, devono profondere impegno in un’attività specifica: lo studio. Certo, studiare non è affascinante come investire ma è un’attività alla quale non ci si può sottrarre. Che cosa si deve studiare in particolare? Le nozioni teoriche comprendono il funzionamento dei mercati, le dinamiche che regolano i prezzi, le caratteristiche di ciascun asset. Lo studio deve essere condotto con un approccio storico, che quindi abbraccia anche il passato e lo mette in confronto con quanto accade nel presente. Il principiante deve conoscere il funzionamento delle piattaforme ma anche praticare l’analisi tecnica e fondamentale. Quest’ultimo aspetto gioca un ruolo decisivo, in quanto consente al trader di investire con cognizione di causa, avendo dalla propria una solida base fatta di dati, informazioni dettagliate etc.

Lo studio della teoria rappresenta probabilmente la fase più difficile in quanto, com’è noto, non esistono università o scuole ufficiali del trading. E’ quindi un percorso da autodidatta. Certo, le fonti non mancano: libri, ebook, webinar, videocorsi etc. In alcuni casi, sono i broker stessi a offrire i contenuti formativi e quindi predisporre un percorso, più o meno completo, di formazione.

La pratica rappresenta un altro ostacolo non indifferente. Il problema è il seguente: per fare pratica è necessario investire nel mercato reale, ma ciò espone a rischi importanti. Il pericolo è perdere, da principianti, il proprio capitale. Per ovviare a questo problema, alcuni broker (ormai sono la maggioranza) mettono a disposizione degli account demo. Questi conti speciali permettono di tradare nel mercato reale ma con soldi finti. In tal modo, il principiante può fare pratica senza correre alcun rischio, può farsi le ossa senza rompersele. L’unica riserva è data da un fatto: le demo non insegnano nulla su come gestire la pressione, su come controllare le emozioni, che pure incidono profondamente sui trade.

I broker

Importante, per iniziare bene, è la scelta del broker. I principianti sarebbero portati a scegliere il broker in base a come esso si presenta. E’ un errore. Molto spesso, dietro a una facciata patinata e praticamente perfetta, si cela un pessimo broker. Lo stesso vale per alcune promozioni “esagerate”, che servono principalmente a nascondere la polvere sotto al tappeto. Per scegliere bene un broker è necessario in primo luogo capire se la società che abbiamo di fronte è onesta o no. Per comprenderlo è sufficiente verificare il possesso della licenza. In genere, gli estremi della licenza sono inseriti nella home. Il passo successivo, dopo aver preso visione di questi ultimi, è consultare il sito ufficiale dell’ente regolatore e procedere a una contro-verifica.

Una volta appurata l’onesta del broker, è bene analizzare altri elementi, i quali consentono di capire se il broker è all’altezza delle nostre aspettative. La questione economica rappresenta solo uno degli aspetti da considerare. Certo, è bene che il broker non esageri con i PIP, ma va analizzata l’offerta in termini di asset, la qualità dell’assistenza, la velocità della piattaforma e così via. L’analisi del broker può richiedere anche molto tempo ma va ricordata una cosa: è l’unico contatto che il trader ha con il mondo reale e quindi è molto importante.

La strategia

Una volta completato il percorso di formazione (in verità non si finisce mai di imparare), è necessario effettuare alcune scelte di natura strategica. Queste riguardano la gestione del capitale, nota come money management, e il mercato sul quale investire.

La gestione del capitale si intreccia con il tema della gestione del rischio. La questione è molto complessa poiché si lega con la disponibilità economica di ognuno e con l’approccio, che può essere prudente, coraggioso etc. Il consiglio principale è impostare una linea prima ancora di investire e seguirla fedelmente. I principianti dovrebbero tenere un approccio prudente, almeno all’inizio, alzando la posta una volta che si sentono più sicuri.

Quando si tratta di Forex, più che il mercato, si sceglie la coppia o le coppie su cui tradare. Il caro vecchio euro-dollaro è ancora la scelta  più frequente, sia per una questione di leggibilità che per la liquidità. Le possibilità sono comunque numerose e ognuna apre scenari differenti. Il consiglio, in questo caso, è posizionarsi su un cambio solo dopo una intensa attività di studio. Tradare un cambio vuol dire investire riuscendo, almeno in linea teorica, a predire le quotazioni o le reazioni che si verificheranno a seguito di un evento.

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