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Quando si pratica il Forex Trading, o qualsiasi forma di investimento speculativo, il rischio è di sviluppare comportamenti non consoni, che non rispecchiano ciò che un trader dovrebbe essere: un operatore del mercato sereno, razionale, prudente. I comportamenti “strani” non sono altro che reazioni a una condizione di perenne incertezza. L’uomo per sua stessa natura cerca di evitare l’incertezza, e cerca di rispondere come può. Lo fa anche e soprattutto mentre pratica il Forex Trading, attività in cui l’incerto rappresenta l’elemento cardine.

Una delle risposte tipiche, per quanto fondamentalmente sbagliate, può essere definita come “comportamento da alchimista”. Anzi, alcuni sviluppano una vera e propria sindrome. Ne ha parlato efficacemente Traderpedia. Dalla sua descrizione prenderemo spunto per avanzare una piccola ma interessante riflessione.

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Cos’è la Sindrome dell’Alchimista

Tutti sanno grossomodo chi erano gli alchimisti (o chi sono, ammesso che in giro che ne sia ancora qualcuno). Maghi o aspiranti tali, amanti ora del soprannaturale ora della pura e schietta chimica, cercavano di trasformare il piombo in oro. Trascorrevano anni o decenni, in alcuni casi una vita intera, alla ricerca della ricetta segreta, quella che avrebbe dato senso ai loro sforzi e avrebbe garantito loro la ricchezza.

Come sappiamo, non è possibile trasformare il piombo in oro. Una ricetta di questo tipo semplicemente non esiste. Sicché, mentre gli alchimisti consumavano energie fisiche e mentali in uno studio inutile e fine a se stesso, scorrevano davanti a loro, completamente ignorate, le vere occasioni di successo.

Ecco, queste dinamiche, per quanto rievocanti un’epoca pre-contemporanea, possono invadere una sfera che all’apparenza non ha nulla a che vedere con pozioni e ricette magiche: il Forex Trading, appunto. Il focus, ovviamente, non deve essere centrato sull’obiettivo dell’alchimista, bensì sullo strumento per raggiungerlo. E’ lì che sta il vero punto di contatto. Stiamo parlando della “ricetta magica”.

Il trader “alchimista” non cerca di trasformare il piombo in oro, non in senso letterale almeno. Allo stesso modo, non maneggia sostanze e ingredienti particolari. Molto banalmente, cerca un metodo per prevedere cosa farà il mercato, dando per scontato che una tale previsione sia possibile, e che possa riguardare dettagli specifici come la durata del trend, il punto e il momento esatto di una inversione e così via. Insomma, cerca la “ricetta magica”, il metodo che gli consenta di risolvere tutti i suoi problemi di trader.

Non è un caso che i trader “alchimisti”, se così possono essere definiti, sono tutti patiti dell’analisi tecnica. Questa pratica, che rimane essenziale i fini di un trading ragionato, è l’unica che almeno in potenza consente di prevedere il futuro prossimo del mercato. Più dell’analisi fondamentale, che è un’attività soprattutto interpretativa e non vanta il conforto dei numeri e dei modelli matematici.

Ovviamente, ma questo è quasi scontato, il trader affetto da Sindrome dell’Alchimista, intende l’analisi tecnica in un modo parzialmente sbagliato, assegnandole poteri che semplicemente non ha, travisandone gli scopi.

La Sindrome dell’Alchimista, come abbiamo già anticipato, è semplicemente una reazione all’incertezza. Arriva il momento in cui il trader semplicemente non riesce più a sopportare l’incertezza del mercato, e si mette in testa – consapevolmente o no – di riuscire a prevederne i momenti. In alcuni trader questo momento arriva prima che in altri. Alcuni trader, una minoranza purtroppo, sono comunque immuni a queste dinamiche. Fatto sta che quando la Sindrome dell’Alchimista insorge, occorre riconoscerla e combatterla. Anche perché può fare molti danni. Ne parleremo nel prossimo paragrafo.

Quando insorge la Sindrome dell’Alchimista? Essenzialmente, in due momenti diversi. In primo luogo, a seguito di una forte sconfitta o di una serie di sconfitte. Il trader semplicemente si sente mancare la terra sotto ai piedi, si sente sovrastare dall’incertezza, dunque cerca un modo per placarla, per ridurre gli effetti. In secondo luogo, a seguito di una significativa vittoria, magari ottenuta attraverso quella che appare come una previsione azzeccata (spesso frutto del caso). Nella prima fattispecie, c’è il bisogno di contenere gli effetti dell’incertezza; nel secondo caso c’è la paura dell’incertezza, dettata a sua volta dalla paura di non riuscire più a replicare il portentoso risultato.

Perché  la Sindrome dell’Alchimista è pericolosa

Già dalla descrizione che ne abbiamo fatto, ci si può fare una idea del perché la Sindrome dell’Alchimista può essere considerata pericolosa. E’ comunque bene elencare alcune possibili conseguenze del “comportamento alchemico”.

Spreco di energie. Gli alchimisti sprecavano le loro vite alla ricerca di una formula che non esisteva. Insomma, sprecavano inutile le loro energie, sia fisiche che mentali. E’ lo stesso rischio che corre il trader. Se perde tempo a cercare o a sviluppare un metodo di analisi capace di predire esattamente cosa farà il prezzo, quando lo farà e per quanto tempo lo farò, non riuscirà a focalizzarsi su quello che è veramente importante.

Perdita di lucidità. La ricerca del metodo di analisi perfetto può trasformarsi in una vera e propria ossessione, soprattutto se l’attività di ricerca sembra dare qualche timido di risultato. Dall’ossessione nasce una percezione del trading che non è quella reale, ovvero di una scienza matematicamente esatta, per cui basta l’equazione giusta per carpirne i segreti. Questa percezione è dannosissima perché espone il trader alle dinamiche più “estreme” del mercato, proprio a quella incertezza che lui spera di ridimensionare.

Incapacità di imparare dai propri errori. Nel Forex Trading, come in qualsiasi attività che preveda un certo grado di incertezza e di difficoltà, è fondamentale imparare dai propri errori. Per farlo, è necessario comprenderli, ovvero capire le cause del proprio fallimento. Ma se il trader crede che la causa sia l’impiego di un metodo di analisi non perfetto, in questo caso non predittivo, è evidentemente che sta guardando dal lato sbagliando.

Come evitare o guarire dalla Sindrome dell’Alchimista nel trading

Ovviamente, potendo scegliere, sarebbe meglio evitare del tutto. Anche perché la Sindrome dell’Alchimista rischia di far danni fin dalle prime battute. Per evitarla, o per guarire nel caso ci si accorgesse di avere i “sintomi” occorre fare un lavoro soprattutto mentale. Un lavoro complicato, quindi, che riguarda percezioni e modo di intendere il trading.

Essenzialmente, è necessario interiorizzare una piccola grande verità. Anzi, due.

Il mercato non si può prevedere. Per quanto trader, analisti e teorici del mercato possano sforzarsi, il mercato non può essere letto dentro una palla di vetro. Certo, con un ragionevole margine di approssimazione si può conoscere la direzione futura di un trend e la sua forza, ma si tratta di statistica, di probabilità. E’ inutile perdere tempo con un obiettivo (prevedere il futuro) che non può essere raggiunto, né nel trading né in nessun’altra attività.

Si può venire a patti con l’incertezza. Chiaramente, senza negarla o cercare di sconfiggerla. Semplicemente, limitandone gli effetti. Come? Con un buon money e risk management. Limitare gli effetti dell’incertezza vuol dire sapere quanto ci si può permettere di perdere, e qual è la perdita massima che un trader può causare. Se si conosce il proprio punto di rottura, è possibile programmare il trade di conseguenza (in modo da non raggiungerlo mai). In questo modo non si nega l’incertezza ma la si rende, per quanto possibile, meno pericolosa.

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