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Sono tanti gli aspiranti trader che come prima approccio scelgono un corso di trading online. Non c’è da stupirsi: l’offerta formativa, da questo punto di vista, è piuttosto abbondante. Ciò però espone a due rischi. Primo, che l’aspirante trader avverta un certo disorientamento, che si traduce nel classico imbarazzo della scelta. Secondo, che scelga male, magari perché attratto da qualche promessa roboante o da una campagna di marketing ben organizzata (a uso e consumo di un prodotto scadente).

In questo articolo intendiamo offrire qualche strumento per scegliere un buon corso di trading online. Elencheremo le caratteristiche che un corso di trading deve possedere per potersi definire affidabile, e se possibile utile.

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Il prezzo giusto per un corso di trading

Partiamo dall’argomento più spinoso. Quanto dovrebbe costare un buon corso di trading? Il prezzo può dire qualcosa circa la qualità dell’offerta formativa? Partiamo da quest’ultima domanda. La risposta è sì: il prezzo offre sempre qualche indizio sulla qualità. Certo, da solo non basta, ma è comunque utile allo scopo se si mette in correlazione con altri elementi (di cui daremo contezza nei prossimi paragrafi).

Da qui, è facile rispondere alla prima domanda. Il prezzo giusto, ovviamente, non esiste, non se analizziamo la questione da un punto di vista numerico. In linea di massima, però, un corso di trading estremamente conveniente, magari nell’ordine delle decine o delle poche centinaia di euro, potrebbe nascondere più di qualche insidia. Il motivo è semplice: creare un corso su una materia così ostica è un processo lungo e faticoso. Dunque, un prezzo troppo basso potrebbe rivelare una certa tendenza all’incuria o alla superficialità. Il tutto, ovviamente, al netto di scontistiche e promozioni una tantum.

Ribadiamo però il concetto: il prezzo da solo non può essere indice di qualità. Occorre considerare tutto l’insieme, in modo da ricavare un quadro definitivo dei rischi e delle opportunità, dei punti di forza e debolezza dell’intera struttura formativa.

Corsi di trading e trasparenza informativa

La questione della trasparenza informativa è forse quella più importante. Anche perché l’unico modo di formare un giudizio realistico su un corso, come per qualsiasi altro prodotto impossibile da provare in anticipo, è fare riferimento a quanto viene detto da chi lo propone.

Inutile specificare che un buon corso di trading online, per dirsi tale, deve praticare la trasparenza informativa. Ciò significa essenzialmente due cose: tante informazioni, e presentate con chiarezza. Questo è un aspetto importante, che molti aspiranti trader trascurano poiché abbagliati da altre caratteristiche, magari proprio quelle spinte da una campagna di marketing particolarmente aggressiva o manipolatoria.

Per analizzare la questione informativa dobbiamo trattare tre elementi in maniera distinta.

Landing Page. Un corso di trading, come qualsiasi infoprodotto, ha “tutto il diritto” di proporsi con inserzioni pubblicitarie molto attraenti, persino sensazionalistiche. Tuttavia, c’è un momento, anzi un luogo, in cui il sensazionalismo deve lasciare spazio all’informazione. Quel posto è la landing page, o la pagina di vendita. Questo contenuto ha l’obbligo di essere chiaro, anche perché è l’ultimo avamposto informativo prima dell’acquisto vero e proprio. Che informazioni deve recare una landing page di un corso di trading online? Proviamo a fare una lista.

  • Obiettivi formativi. La landing deve spiegare chiaramente cosa gli iscritti impareranno, quali risultati conseguiranno a livello di conoscenze, nozioni etc. E’ la prima cosa che un aspirante studente deve valutare.
  • Struttura del corso. Anche la struttura è importante, intesa proprio come elenco dei moduli in cui si articolerà il corso. In un certo senso, questo elemento completa quello precedente.
  • Modalità di fruizione. Anche questo è importante. Come verranno impartite le lezioni? In diretta streaming (webinar)? In classici videocorsi? E’ prevista una interazione con i docenti? Ecco, la landing page deve rispondere a queste domande.
  • Corpo docenti. La landing page deve assolutamente rivelare chi sono i docenti. Anche perché la qualità del corso dipende non solo da cosa si insegna, ma anche e soprattutto da chi insegna.

Richiesta info. Spesso, la landing page non basta. Ciò accade soprattutto quando il prezzo del corso è molto alto, e dunque gli aspirante studenti si riservano del tempo prima di acquistarlo. Sovente, chiedono ulteriori informazioni, e lo fanno attraverso un canale diretto, che può essere una mail, un numero di telefono, una chat. Ebbene, un corso di trading, per dirsi affidabile, deve presupporre l’esistenza di almeno uno di questi punti di contatto, indicata ovviamente nella landing pae. Già di per sé, questo è un segnale delle volontà di porsi al fianco del cliente, di rispondere alle sue esigenze e di accompagnarlo fin dalle prime fasi del percorso formativo.

Servizio di assistenza. Questo punto si ricollega a quello precedente. In un certo senso, ne rappresenta la naturale evoluzione. Un corso di trading, per dirsi affidabile, deve porre in essere un canale di comunicazione stabile, che colleghi studenti e docenti, che sia finalizzato alla risoluzione dei problemi, allo scioglimento dei dubbi, a una soddisfazione ulteriore delle esigenze formative. Se un corso di trading non mette a disposizione questo canale, ciò è indice di una certa difficoltà a porsi al fianco del cliente. Una cosa grave, in prodotti formativi del genere, proprio perché l’argomento è piuttosto ostico.

Premesse e promesse di un corso di trading online

Questo è un aspetto cruciale, anche perché proprio su di esso si gioca spesso la partita per conquistare un cliente, sia esso un semplice studente o un trader pronto a partire. D’altronde, la questione delle premesse e delle promesse è da sempre al centro del dibattito, in quanto brandita da realtà opache quasi come fosse un’arma non solo per conquistare clienti ma anche per attirare gli sprovveduti.

La questione è per giunta entrata nell’immaginario collettivo del web. Il riferimento, molto chiaro, è a un famoso popup video che ritraeva un giovane vantarsi dei guadagni da quadrupla e quintupla cifra, dal buio di una camerata molto dimessa.

Dunque, cosa deve “promettere” un corso di trading per potersi dire affidabile, onesto, di qualità? Certamente, non deve promettere la luna. Non deve assolutamente dichiarare che, a seguito del percorso formativo, gli studenti saranno in grado fin da subito  di guadagnare cifre spaventose, a quattro o cinque zeri in un giorno. Certamente, non devono “farla facile”, non devono far apparire il trading come se fosse una passeggiata, una sorta di paese dei balocchi, un luogo ameno dove tutti vincono e sono tutti felici. Anche perché, come tutti i trader (ma anche molti non trader) sanno, la verità è un’altro.

Ecco quali sono le premesse e le promesse che un buon corso di trading deve esprimere: quelle che disegnano una verità scomoda ma necessaria. Di seguito, qualche messaggio che un corso di trading dovrebbe propagandare.

  • Il trading online è un’attività difficile da imparare, anche perché ricca di tecnicismi ed esigente dal punto di vista del background.
  • Nel trading online solo una piccola parte dei partecipanti va a profitto. C’è chi dice il 2%, chi il 5%, chi il 15%. Siamo comunque su percentuali basse.
  • Si può vivere di trading, ma è comunque un percorso lungo, che certamente non si conclude dall’oggi al domani

La questione dei contenuti

Questa è una questione difficile da approfondire, anche perché molto spesso sfocia nella soggettività. L’offerta formativa in senso stretto, infatti, è parte integrante del lavoro del formatore, che è dotato di una sensibilità propria, di un approccio che spesso è suo e solo suo. Anche perché è proprio sull’offerta formativa che si gioca la partita per attirare gli aspiranti studenti che, è bene dirlo, disegnano un mercato di nicchia.

Dunque, come giudicare l’offerta formativa? Rispondere a questa domanda con una frase è impossibile, ma possiamo comunque elencare alcuni criteri che potrebbero aiutare a distinguere una buona offerta formativa da una cattiva offerta formativa.

  • Modularità. Ogni corso di trading è diretto a una specifica platea di persone. Alcuni, che in genere sono i migliori, sono capaci di parlare a tutti. Per farlo, però, è necessario che siano strutturati secondo un approccio modulare. In questo modo, lo studente può iniziare dal contenuto che più si addice al suo background, in modo di fruire solo delle parti che giudica veramente utili.
  • Coerenza con il target dichiarato. Nel caso in cui il corso di trading non sia rivolto a tutti, ma a una specifica nicchia di persone (per esempio: i neofiti, i trader in erba, i trader professionisti), l’offerta formativa deve essere strutturata per offrire valore al pubblico di riferimento e solo al pubblico di riferimento. Il rischio, se si procede altrimenti o non si definisce bene il target, è di creare un corso semplicemente inutile.
  • Progressività. Un corso di trading dovrebbe essere, in realtà… Un percorso. Come tale deve essere programmata l’offerta formativa. Si deve partire da un punto A e arrivare a un punto B. Tutto ciò, in modo progressivo, lineare. Caratteristiche, la progressività e la linearità, che facilitano il processo di apprendimento e mantengono alta l’attenzione.
  • Chiarezza. Ogni modulo o capitolo o parte del corso deve essere chiaro negli obiettivi formativi che deve raggiungere. Inoltre, deve contenere la giusta quantità di informazioni e nozioni. Inoltre, a esclusione dei recap (che sono doverosi) i contenuti dovrebbero essere ben distinti, non porre in essere ripetizioni etc.
  • Esempi pratici. Un corso di trading, come qualsiasi altro corso che insegni “un’arte”, deve essere ricco di esempi pratici. Essi consentono di dimostrare l’utilità di quanto imparato. Nei corsi di trading, questa necessità diventa pressante. In primo luogo, perché il trading mette in gioco grandi quantità di denaro; secondariamente perché gli esempi, ovvero i risultati, sono necessari per accreditare l’offerta formativa come onesta e utile.

Gli insegnanti

Questo è un aspetto cruciale, che qualifica l’offerta formativa e l’intero impianto del corso. E’ ovvio: il corso di trading può essere trasparente dal punto di vista informativo, coerente con i suo obiettivi, forte di una struttura valida. Tuttavia, se il “corpo docenti” presenta alcuni difetti è tutto lavoro inutile. Insegnanti di qualità significano accreditamento, affidabilità etc.

Cosa si intende per “insegnanti di qualità”? Ecco un identikit del corpo docente perfetto per un corso di trading.

  • Ben assortito. Un corso di trading in genere spazia tra tanti argomenti, dalla tecnica alla gestione del denaro alla psicologia. Per questo motivo, il team degli insegnanti deve essere vario.
  • Professionale. Gli insegnanti devono essere titolati a insegnare. Non si parla di attestati ufficiali, dal momento che in questo settore non esistono, ma di un attestato informale: la pratica della professionale. Altrimenti rischia di valere il detto: chi sa fa, chi non sa insegna.
  • Vincente. Ovviamente, gli insegnanti, per risultare credibili, devono aver conseguito dei risultati. Ciò dimostra inequivocabilmente il possesso di competenze, e quindi la possibilità di trasmettere valore agli studenti.

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