Il cammino per diventare un trader di successo è costellato di difficoltà, e di lezioni che si imparano a caro prezzo. Nell’attesa delle inevitabili sconfitte di cui, si spera, si farà tesoro, è però possibile assorbirne altre in maniera molto meno traumatica. Per esempio, ispirandosi a chi ce l’ha fatta grazie al trading online. Un buon modo per farlo è fare riferimento alle massime delle più importanti figure di questo campo. Ecco un rapido compendio.

George Soros: l’importanza del rischio

“I mercati versano in perenne stato di incertezza. Si diventa ricchi considerando l’ovvio e scommettendo sull’inaspettato”.

Immagine 10 Cose Che Puoi Imparare dai Migliori Trader del Mondo

George Soros, magnate diventato famoso per la speculazione sulla lira e sulla sterlina (nel lontano 1992), ci ricorda con questa massima l’importanza del rischio e, allo stesso tempo, della prudenza. Il suo consiglio è prendere in considerazione entrambi gli approcci, praticando una via di mezzo, senza per questo cedere il fianco a una eccessiva prudenza.

Jesse Livermore: l’importanza dell’attesa

“Intervieni solo quando tutti gli elementi sono a tuo favore. Nessuno può essere presente nel mercato per tutto il tempo e vincere. Ci sono momenti in cui dovresti rimanere fuori, per motivi sia emotivi che economici”.

Questa è una delle lezioni più importanti che un trader possa mai imparare. Gli insegnamenti da trarre sono due. Il primo, è che a volte è meglio aspettare; dunque è meglio abbandonare l’approccio presenzialista: il trader intelligente è quel trader che sa quando stare fermo. Il secondo, è che il trader è un essere umano, e che quindi a volta ha bisogno di “riposare”, non tanto perché è stanco fisicamente, quanto lo è mentalmente, e quindi suscettibile di stress e della mancanza di lucidità.

Ed Sekyota: attenzione all’ideologia

“I fondamenti su cui baso il mio trading sono: il trend di lungo periodo, il grafico giornaliero, l’individuazione del prezzo di entrata e di uscita. Molto più in basso, in un quarto posto molto distante, metto le mie idee fondamentali”.

La parte più interessante di questa massima è l’ultima, quando relega le sue idee fondamentali in un posto niente affatto prioritario. Ed Sekyota, trader capace in 12 anni di trasformare 5.000 dollari in 15.000.000 di dollari, con queste parole ci vuole dire che “l’ideologia” è dannosa per un trader, che le sue convinzioni possono rappresentare un intralcio, quando favoriscono un atteggiamento eccessivamente rigido.

John Paulson: la logica del surplus

“Molti trader commettono l’errore di acquistare alto e vendere basso, mentre l’approccio migliore consiste proprio nel suo esatto contrario”.

E’ ovvio: per guadagnare è necessario produrre una differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita, dove il secondo deve essere più alto del primo. Tuttavia, con queste parole, Paulson, trader famoso per aver previsto anzitempo la crisi dei mutui subprime, vuole intendere anche altro: ossia che spesso l’emozione prende il sopravvento, e i trader si fanno trascinare dagli eventi. Ciò significa che, come la più classiche delle banderuole, si tende ad acquistare un asset quando va bene, ossia quando il prezzo è alto, e si tende a venderlo quando va male, ossia quando è basso. Occorre fare uno sforzo in più e resistere alle forze emotivamente destabilizzatrici del mercato. Occorre essere razionali.

Paul Tudor Jones: la disciplina come arma

“Decisi di imparare la disciplina e la gestione del denaro. E’ stata una esperienza catartica, durante la quale ho messo in discussione me stesso. Decisi che sarei tornato a combattere, e che sarei diventato molto disciplinato”.

Questo passaggio è estrapolato dal celebre best seller “Market Wizards”. L’autore si riferisce a un periodo di sconforto, presumibilmente preceduto da una grave sconfitta. Queste parole sono utili perché suggeriscono che l’unica strada per il successo è caratterizzata dall’impegno nei confronti di se stessi, che si traduce in un ferreo senso della disciplina. Essa è, inoltre, un modo per rimuovere gli impedimenti determinati da una eccessiva emotività.

Richard J. Dennis: il trend è tuo amico

“L’ho fatto a volte, ho fatto trading contro il trend. Comunque, come regola generale, non dovreste mai farlo”.

Dennis è un famoso investitore di materie prime, diventato famoso per aver trasformato in dieci anni 1.600 dollari in 200 milioni di dollari e per aver fondato, insieme a William Eckardt, Turtle Trader, un gruppo di persone comuni cui hanno insegnato a fare trading, un esperimento per dimostrare che tutti, con un adeguato addestramento, potevano diventare trader di successo.

Questa frase riassume il pensiero di Dennis, secondo il quale non si dovrebbe andare contro il trend. In un certo senso, contraddice la massima di George Soros, ma i due approcci non sono inconciliabili. Anche perché Dennis dice che come regola generale non si dovrebbe andare contro il trader, ma non si esprime sui bisogni contingenti che, infatti, egli stesso a sodisfatto tradando esattamente in direzione opposta alla corrente.

Stanley Druckenmiller: il risultato è tutto

“Ho imparato molte cose a George Soros, ma forse la più importante è che non è importante quante volte hai ragione e quante volte hai torto, bensì quanti soldi fai e quanti soldi perdi”.

Druckenmiller è uno dei trader cresciuti all’ombra di Soros, protagonista con lui della speculazione monetaria del 1992. Con queste parole, che in verità esprimono un insegnamento non suo ma di Soros, Druckenmiller invita i trader a considerare i risultati complessivi, piuttosto che quelli parziali, simboleggiati appunto dalla differenza, in termini assoluti e prettamente numerici, tra trade vincenti e trade perdenti. E’ un invito a svincolarsi dalla contingenza, qualora causasse rigidità, e guardare al lungo periodo.

Jim Rogers: l’importanza dell’attesa – seconda parte

“Aspetto solo che ci sia del denaro ad aspettarmi. Poi, tutto quello che devo fare è andare là e raccoglierlo. Nel frattempo, il nulla. Quando le persone perdono denaro, dicono: ora devo fare qualcosa per recuperalo. No, non devi. Siediti e aspetta fino a quando non trovi qualcosa”.

Jim Roger è un famoso trader, commentatore molto apprezzato e conosciutissimo guru. E’ diventato famoso per aver fondato insieme a George Soros il Quantum Fund. Questa sua massima ricorda da vicino quella di Jesse Livermore. Ci ricorda che il trader, più che un presenzialista arraffa-tutto, deve essere sintetico, asciutto ed efficace. Deve andare di fucile da cecchino, piuttosto che di bazooka.

Ray Dalio: il rischio di guardarsi dentro

“Il problema più grande che affligge l’umanità è una eccessiva sensibilità verso il concetto di “io”, ossia la necessità di scoprire se si è nel giusto o nel torto, e ragione troppo sui propri pregi e sui propri difetti”.

Questa di Ray Dalio è una citazione molto profonda, che riguarda anche il trading. Secondo il miliardario e filantropo americano, fondatore della società di investimento BridgeWater Associates, focalizzarsi troppo su se stessi, e soprattutto farlo dal punto di vista morale, è un grande rischio. Il motivo è semplice: si perde di vista il risultato. Occorrerebbe discernere, più che altro, tra cosa è efficace e cosa non lo è.

Warren Buffet: sfruttare il segnale perfetto

“Le opportunità si verificano raramente. Quando piove, prendi il secchio, non il cucchiaio”.

Anche questo è un messaggio che parla soprattutto di efficacia. Molti ci vedono un riferimento ai segnali. Le opportunità sarebbero, quindi, i segnali che convergono tutti verso un punto, in maniera lineare e coerente. In questi casi, è bene evitare atteggiamenti eccessivamente prudenti e investire, cercando il più possibile di massimizzare i guadagni.

Tra parentesi, Warren Buffet, è uno dei più grandi investitori di tutti i tempi. Conosciuto come “L’Oracolo di Omaha”, gestisce il gruppo Berkshire Hathaway, che possiede oltre 60 società, tra cui la compagnia di assicurazione Geico, l’azienda produttrice di batterie Duracell e la catena di ristoranti Dairy Queen. E’ una persona molto influente, nonché molto buona: si è impegnato a donare il 99% delle sue ricchezze in beneficienza. Attualmente ha donato qualcosa come 32 miliardi di dollari.