Il trading online, nonostante l’evoluzione che ha sperimentato in questi anni e una diffusione significativa presso la gente comune, è oggetto di pregiudizi. Alcuni negativi, certo, e in grado di minare l’immagine presso il grande pubblico. Altri positivi, e che ritraggono una situazione più idilliaca di quanto la realtà non suggerisca.

I pregiudizi sono pur sempre pregiudizi, e anche quelli positivi possono cagionare conseguenze spiacevoli. E’ il caso, soprattutto, di un vero e proprio mito… Anzi, falso mito: quello della previsione. Ne parliamo in questo articolo, spiegando in che cosa consiste e perché è falso.

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La questione “previsionale” nel trading online

Il trading online, come qualsiasi altro investimento, è essenzialmente una questione di analisi e di progettazione. Si analizza il mercato, si progettano i trader. L’analisi verte sul presente, questo è ovvio, ma è soprattutto la consapevolezza di quanto avverrà nel prossimo futuro a fungere da chiave di volta. Sapere in che condizioni si troverà l’asset domani, tra due giorni, tra un mese etc. è garanzia di successo.

Il mito della previsione – che è un falso mito – suggerisce proprio questo: che i trader possano in qualche modo prevedere il futuro, se mettono in campo specifici accorgimenti, che riescano a intuire il prezzo che l’asset acquisirà in un giorno preciso. Inutile dire che è sostanzialmente impossibile, nient’altro che una pia illusione.

E’ un’illusione che può costare cara. In primis perché l’aspirante trader, una volta messo di fronte al fatto compiuto, avverte una certa frustrazione, tale da indisporlo e privarlo delle motivazioni necessarie a operare (potenzialmente) con efficacia. In secondo luogo, la convinzione che possa “prevedere il futuro” lo spinge a comportamenti errati. Alcuni di questi riguardano il complesso rapporto tra trader e analisi tecnica. Proprio questo rapporto sarà l’argomento del prossimo paragrafo.

I limiti dell’analisi tecnica

Il corollario del mito della previsione è la cieca fiducia nei confronti dell’analisi tecnica. Infatti, è proprio l’analisi tecnica lo strumento che, nella visione di chi crede a questo mito, consente di definire il prezzo che un determinato asset assumerà in un momento preciso del futuro. Ora, l’analisi tecnica è uno strumento indispensabile, che permette realmente di “vederci chiaro” e trarre evidenze utili alla progettazione.

Tuttavia, il suo scopo non è fungere da palla di vetro. Soprattutto, si tratta di uno strumento fallibile. Esatto, anche chi pratica un’analisi tecnica degna di questo nome rischia di trovarsi con un pugno di mosche in mano. E’ una questione di margine di errore, di probabilità, di statistica.

La verità è che l’analisi tecnica si basa su un principio scarsamente dimostrabile, ovvero il principio secondo cui “la storia si ripete”. Ciò significa che a determinati stimoli, il mercato tende a reagire sempre allo stesso modo, e che quindi sia sufficiente studiare il presente per comprendere il futuro. Ebbene, specie quando il periodo è convulso, potrebbe non essere così. Il mercato è in evoluzione e, panic selling a parte, nuovi elementi e dinamiche fanno regolarmente il proprio esordio.

C’è poi la questione dei falsi segnali. Anche l’analisi tecnica, o per meglio dire gli indicatori, possono trarre in inganno, e prendere alcune cantonate. Se le conclusioni sono sbagliate, anche il trader progettato sulla scorta di esse si rivelerà fallimentare.

Cosa si può prevedere e cosa no

L’analisi tecnica, nonostante questi difetti strutturali, rimane una pratica essenziale. Va però ridimensionata, se credete che il suo scopo sia quello di “predire”. In primis, va adottato un approccio prudente per ciò che concerne i segnali, che consiste nel “non fidarsi”, e nella verifica della bontà del segnale mediante l’utilizzo di più strumenti e indicatori. Se il segnale è confermato da altri canali, allora può essere preso in considerazione.

Secondariamente, è bene realizzare che l’analisi tecnica non offre certezze, ma evidenze probabili. Ecco dunque che il suo “prodotto” non può mai essere una cifra precisa, bensì un intervallo di cifre; non può essere un prezzo unico bensì un intervallo di prezzi.

In buona sostanza, l’analisi tecnica non consente di dire che “a tal giorno l’asset costerà X”. Consente piuttosto di dire “è probabile che durante questo periodo il prezzo sosterà tra X e Y”.

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Insomma, l’analisi tecnica non prevede, bensì stima. Soprattutto, lo fa con un margine di errore sempre presente.

Chi è consapevole di questa verità, certamente meno entusiasmante, vanta concrete possibilità di trasformare l’analisi tecnica in una risorsa realmente utile.