Il trading online è visto dai principianti come la terra delle opportunità. In effetti, vi è la concreta possibilità di riscuotere il successo auspicato e guadagnare molto denaro. Tuttavia, le probabilità che l’avventura si concluda con un fallimento non sono affatto basse. Insomma, stiamo parlando di un’attività complicata, che espone il singolo a molti rischi.

Ciò è vero soprattutto se si commettono alcuni errori in particolare, certo frequenti in chi ha iniziato da poco, ma anche invalidanti e in grado di frenare fin dalle prime battute la corsa al profitto.

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In questo articolo parliamo di alcuni tra gli errori più comuni dai principianti, errori che riguardano la tecnica, la gestione del rischio, la gestione dell’emotività. Forniremo inoltre alcuni consigli per evitarli o, una volta commessi, imparare da essi e porre le condizioni per un attività di trading più profittevole.

L’errore tecnico

Il primo errore è anche quello più comune. Esso riguarda la tecnica, intesa come il bagaglio di conoscenze e di competenze che un trader può spendere per la sua attività di investimento. Ebbene, l’errore consiste nel “lanciarsi” troppo presto, ovvero quando ancora questo bagaglio non è stato maturato, non completamente almeno.

E’ un errore molto frequente in quanto la comunicazione di alcuni Broker tende a lanciare un messaggio sbagliato o come minimo fuorviante, quello secondo cui il trading sia un’attività tutto sommato semplice, alla portata di tutti sempre e comunque. Sia chiaro, potenzialmente tutti possono diventare trader profittevoli, ma a patto di prendere gli accorgimenti necessari e formarsi adeguatamente.

Fare trading senza averne le competenze trasforma l’attività di investimento in una specie di gioco d’azzardo, consegnando le speranze di successo alla casualità. Nella quasi totalità dei casi, a meno di insperati e comunque aleatori colpi di fortuna, l’esito è sempre lo stesso: la perdita ingente, se non addirittura irreversibile, del capitale.

L’elevato tasso di abbandono è frutto proprio di questo errore, della tendenza a iniziare senza avere le carte in regola. Dunque, stiamo parlando di uno scotto che molti potenziali trader hanno sopportato a proprie spese.

C’è un solo modo per evitare questo errore: studiare. L’aspirante trader deve effettuare un percorso formativo degno di questo nome, che parta dalle basi e si concluda con la specializzazione riguardante un asset class in particolare. Le possibilità di imparare ci sono, ufficiali e meno ufficiali. Fatto sta che, a prescindere dai metodi, l’aspirante trader è chiamato a impegnarsi a fondo in questo percorso formativo. E’ consigliabile, poi, iniziare a fare Trading con un account demo, per prendere la mano e per farsi le ossa in un ambiente totalmente sicuro, verosimile ma che non espone a rischi di alcun genere.

L’errore di gestione del rischio

Un errore molto comune riguarda anche la gestione del rischio. Stiamo parlando di un’attività fondamentale, che punta a contrastare uno dei fenomeni più presenti nel trading, a prescindere dai mercati e dagli asset in gioco: l’incertezza. i mercati sono per loro stessa natura “apparentemente” imprevedibili e irrazionali. In virtù di questi attributi, il mercato pone in essere sempre rischi ingenti.

E’ necessario dunque prendere accorgimenti seri circa la gestione del rischio, soprattutto in una prospettiva di modulazione degli investimenti. A tal proposito, i trader principianti  tendono ad analizzare solo superficialmente il rischio che il singolo trade genera. Molto spesso, si lanciano in operazioni che in prospettiva permettono loro di guadagnare 10 ma che, allo stesso tempo, minacciano di far perdere 100.

Una volta messo in campo trade di questo tipo, l’investitore tende a chiudere la posizione non appena emerge all’orizzonte un guadagno, seppur piccolo. Di contro, tendono a tenerla anche se in perdita, nella speranza che il mercato possa riprendersi. Ecco, questo è il peggior modo per gestire il rischio. Spesso, è la strada più breve per il disastro economico.

Che fare? L’unico metodo per evitare questo errore è improntare la propria attività di trading su canoni di maggiore razionalità. Per farlo, è necessario studiare il potenziale rischio di qualsiasi mossa, valutare in anticipo se il gioco vale la candela, assumere sempre un atteggiamento almeno moderatamente conservativo.

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Certo, non è facile anche perché i mercati nella stragrande maggioranza dei casi sono difficili da leggere. Tuttavia, con un po’ di pazienza e soprattutto tanto studio è possibile gestire il rischio in maniera efficace.

L’errore emotivo

Infine, l’errore di tipo emotivo. All’apparenza, potrebbe sembrare l’errore meno impattante dei tre. D’altronde, cosa c’entra l’emotività con il trading? È una domanda tipica dei principianti, degli aspiranti trader che ancora non hanno assimilato le giuste conoscenze circa i mercati e le loro dinamiche. In realtà, la sfera emotiva e più propriamente psicologica ha molto a che vedere con l’attività di investimento speculativo. Anzi, molto spesso, le emozioni e le dinamiche psicologiche impattano in maniera drammatica sulle speranze di successo.

La verità è che il trader è un uomo, e in quanto tale soffre la condizione di incertezza. Ora, il mercato è incerto quasi per definizione. Da qui, le enormi pressioni psicologiche che il trader deve subire. Tale dinamica si concretizza sempre e comunque, a prescindere dal grado di esperienza del trader e dalla sua personalità.

Non è possibile eliminare le emozioni dal trading. Tuttavia, è possibile gestirle, limitando gli effetti negativi. La paura certamente nuoce al trader, ma impatta in maniera negativa anche l’euforia, in quanto rende l’individuo più imprudente.

Come fare per evitare l’errore emotivo? i metodi sono numerosi. Qui di seguito ne descriviamo due.

In primo luogo, è necessario ridurre il raggio di azione dell’emotività. Ciò significa sottrarre alla discrezione la più ampia porzione possibile di trading. Nella stragrande maggioranza dei casi, ciò è possibile semplicemente affidandosi a una solida strategia, che funge in questo caso da manuale di istruzioni, riducendo lo spazio per le scelte prese su due piedi.

Il secondo metodo consiste nello svolgimento di un percorso di training emotivo, psicologico e mentale. Lo scopo, in questo caso, è assumere il giusto mindset. Si tratta di compiere un lavoro su se stessi non indifferente, che può tornare utile anche in ambiti diversi dal Trading.