Il peggior calo giornaliero dal 2020 per Microsoft
Il titolo Microsoft ha registrato la sua peggiore performance giornaliera dal 2020, con un crollo del 10% nella sessione di giovedì, nonostante i risultati trimestrali abbiano superato le aspettative degli analisti in termini di ricavi. Nelle contrattazioni pre-market di venerdì, il titolo non mostra segnali di ripresa significativi, con un modesto rialzo dello 0,55% rispetto alla chiusura precedente.
Perché il titolo Microsoft è crollato
Il paradosso di questa situazione risiede nel fatto che i numeri del secondo trimestre fiscale hanno effettivamente battuto le stime di consenso sui ricavi. Tuttavia, gli investitori hanno concentrato la loro attenzione su un dato specifico: la crescita di Azure, la piattaforma di cloud computing di Microsoft.
La delusione sul fronte Azure
La crescita di Azure e degli altri servizi cloud si è attestata al 39%, leggermente al di sotto del consenso di StreetAccount fissato al 39,4%. Nel primo trimestre fiscale, lo stesso segmento aveva registrato una crescita del 40%. Questa decelerazione, seppur marginale, ha innescato una reazione negativa sproporzionata da parte del mercato.
Il confronto con Meta amplifica la delusione
A rendere ancora più evidente la delusione degli investitori è stato il confronto diretto con Meta, che nello stesso giorno ha comunicato investimenti massicci nell’infrastruttura AI, vedendo il proprio titolo balzare dell’8%. Due aziende con strategie simili, ma reazioni di mercato diametralmente opposte.
La spiegazione del management
La CFO Amy Hood ha fornito una spiegazione strategica per i risultati del cloud business. Secondo Hood, la crescita avrebbe potuto essere superiore se l’azienda avesse allocato maggiore capacità dei data center ai clienti esterni, invece di dare priorità alle esigenze interne legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Anche le previsioni per il terzo trimestre hanno deluso: Microsoft ha indicato ricavi di circa 12,6 miliardi di dollari per il segmento More Personal Computing (che include Windows), contro i 13,7 miliardi attesi dal consenso.
Il giudizio degli analisti
Barclays: Azure non accelererà ulteriormente
L’analista Raimo Lenschow di Barclays ha sottolineato come la maggior parte degli investitori utilizzi esclusivamente la crescita di Azure come metro di giudizio per valutare la salute complessiva del business Microsoft, specialmente per quanto riguarda le performance legate all’AI. Secondo Lenschow, l’azienda difficilmente riuscirà ad accelerare ulteriormente Azure da questo punto in avanti, a causa della legge dei grandi numeri e del fatto che la capacità aggiuntiva viene destinata alle offerte proprietarie a margine più elevato, come Copilot e le attività di ricerca e sviluppo sull’intelligenza artificiale.
Bernstein: una scelta strategica consapevole
Mark L. Moerdler di Bernstein ha offerto una prospettiva diversa, invitando gli investitori a comprendere che il management ha preso una decisione consapevole: privilegiare ciò che è meglio per l’azienda nel lungo termine, piuttosto che spingere il titolo al rialzo nel breve periodo.
Wells Fargo mantiene la fiducia
Nonostante il crollo, non mancano le voci ottimiste. Wells Fargo ha confermato il rating overweight sul titolo, sostenendo che il vantaggio competitivo di Microsoft nell’AI e la sua solida posizione di incumbent in un mercato caratterizzato da forte competizione giustificano le attuali valutazioni elevate.
Prospettive per gli investitori
Il crollo di Microsoft rappresenta un caso emblematico di come i mercati possano reagire in modo severo anche a risultati sostanzialmente positivi, quando le aspettative sono particolarmente elevate. Per gli investitori di lungo termine, la strategia del management di privilegiare lo sviluppo interno dell’AI potrebbe rivelarsi vincente, ma richiederà pazienza nei prossimi trimestri mentre i vincoli di capacità si allentano gradualmente.