Le leva finanziaria è uno dei concetti più frequentemente legati al Forex Trading. E’ infatti uno strumento propagandato come la panacea di tutti i mali, una sorta di bacchetta magica in grado di riempire le tasche del trader. Attorno alla leva finanziaria si sono diffusi miti, alcuni di questi falsi. Facciamo un po’ di luce.

La leva finanziaria nel Forex Trading

In realtà, la funziona della leva finanziaria non ha niente di miracoloso. Anzi, può essere giudicata come una specie di arma a doppio taglio. E’ infatti uno strumento che consente di moltiplicare l’effetto di un investimento. In estrema sintesi, a partire da un investimento iniziale ridotto è possibile muovere cifre ingenti. Se il rapporto è 1:10, e si investe 10, i guadagni ma – badate bene – anche le perdite, sono calcolate su un investimento di 100.

Immagine Perchè Si Sente Tanto Parlare di Leva Finanziaria nel Trading Forex?

Una volta compreso cosa sia realmente la leva, è possibile sfatarne i miti.

I miti della leva finanziaria

Fa guadagnare molto. E’ vero, in un certo senso, ma non sempre. Come accennato poco fa, ad aumentare sono i potenziali guadagni, certo, ma anche le potenziali perdite. Insomma, è uno strumento che consente una esposizione superiore a quanto ci si possa permettere, tutto qui.

Più alta è, meglio è. Questo è un mito “sfatabile” a tutti gli effetti. Non è per nulla vero che una leva alta è preferibile a una leva bassa. Casomai, è vero il contrario. Una leva moderata, che consenta guadagni elevati è da preferire a una leva spropositata. Si tratta, in fin dei conti, di soppesare le opportunità e i rischi. Qual è la leva migliore? Dipende. I più prudenti non vanno oltre il rapporto 1:10. Tuttavia, convenzionalmente la leva più alta, tra quelle “sostenibili”, è quella con il rapporto 1:50.

E’ sempre rischiosa. Anche questo non è vero. In primo luogo, perché esistono leve e leve, come abbiamo visto. Secondariamente, perché il trader può mettere in atto azioni in grado di proteggere il capitale anche se sta utilizzando la leva. L’esempio più calzante è quello dello stop loss. Se si posiziona uno stop loss prendendo in considerazione la massima perdita sostenibile (che in verità è sempre soggettiva), il trader esce dalla posizione e salva “capre e cavoli”. In ogni caso, poi, il broker annulla il trade se la perdita è superiore al deposito. Ovviamente, già così è una catastrofe ma in ogni caso viene posto un limite al dispendio di risorse.