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Forex e Borsa: molto spesso quando si tratta di decidere il mercato nel quale investire, la partita si gioca qui. In effetti sono i due mercati più frequentati in assoluto, in grado di calamitare l’attenzione di tantissimi investitori e muovere ogni giorno l’equivalente di migliaia di miliardi di dollari.

Sono anche due mercati estremamente diversi, che si differenziano per rischi, liquidità, modalità di analisi e persino dinamiche operative.

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In questo articolo forniamo un tassello ulteriore a quella che è la più complicata scelta dell’aspirante trader. Nello specifico presentiamo i tre casi in cui è quasi sicuramente meglio preferire il Forex alla borsa, il mercato valutario a quello azionario. Ad ogni modo, partiremo con una disamina breve ma esaustiva dei due mercati.

Forex vs borsa: due mercati diversi ma… Vicini

Il Forex è il mercato delle valute, la borsa il mercato delle azioni. Fin qui non pensiamo di stupire nessuno. Ovviamente, le differenze non finiscono qui, anzi questa è solo la punta dell’iceberg.

La differenza più evidente risiede nell’unità di misura del valore dei rispettivi asset. Il valore di un’azione, o per meglio dire il prezzo, è sempre espresso in valuta, più specificatamente nella valuta che utilizza correntemente l’investitore. In Italia, ovviamente, le azioni si commerciano in euro.

Discorso radicalmente diverso per il Forex. le valute non hanno un prezzo intrinseco, un valore oggettivo, ma è sempre posto in relazione a quello di un’altra valuta. da qui la necessità di commerciare non in valute, bensì in coppia di valute:  euro-dollaro, sterlina-euro, franco-dollaro e via discorrendo. Questo impatta in maniera determinante sia sulle modalità di analisi sia sulle dinamiche operative.

Per esempio, quando si investe nell’euro è necessario analizzare le prestazioni relative alla moneta unica e alle economie ad essa correlati ma anche le prestazioni della valuta con cui forma la coppia.

I due mercati si differenziano anche per la tendenza alla volatilità e la reattività rispetto all’ambiente economico. Senza girarci troppo attorno, possiamo affermare che le azioni siano molto più volatili e reattive rispetto alle valute, per quanto anche queste ultime non lascino a desiderare in quanto a quantità e profondità  delle oscillazioni.

Tutte queste differenze non implicano una netta separazione tra i due mercati, tutt’altro. Essi sono piuttosto correlati uno con l’altro. Lo sono sotto molti punti di vista, non ultimo l’elemento orario, il fattore tempo. Come tutti sanno, il Forex è un mercato che sostanzialmente non chiude mai, se si escludono i weekend. Tuttavia, la stragrande maggioranza dei trader preferisce tradare in periodi della giornata specifici, ovvero quando si incrociano le sedute delle varie piazze borsistiche. In un certo senso, la giornata di un trader del Forex è scandita dai ritmi imposti dal mercato azionario.

I 3 casi in cui è meglio fare Forex, piuttosto che investire nelle azioni

Detto questo, possiamo finalmente presentare quei casi in cui il Forex va decisamente preferito al mercato azionario. Ci teniamo a precisare che l’individuazione di questi casi è un esercizio frutto di una stima, dunque ha un valore generale. E’ ovvio che il caso particolare del singolo potrebbe non rispondere pienamente a queste indicazioni, che per l’appunto sono di massima. Riteniamo comunque che questo esercizio sia un ottimo strumento per orientarsi, soprattutto quando si tratta di scegliere per la prima volta il mercato in cui operare.

Bando alle ciance, ecco i tre casi.

Non ti trovi a tuo agio con l’analisi fondamentale

L’analisi fondamentale assume connotati diversi a seconda che si operi nel Forex o in borsa. Ciò è dovuto principalmente alle caratteristiche intrinseche dei due mercati, o per meglio dire alle dinamiche che muovono i prezzi delle azioni e a quelle che incidono sui rapporti tra le valute.

Sia chiaro, l’analisi fondamentale è un’attività irrinunciabile sia per i Forex Trader sia per i trader dell’azionario. Tuttavia, l’analisi fondamentale è molto più complicata per i secondi piuttosto che per i primi. Il motivo è abbastanza semplice, come constata ogni giorno sulla propria pelle chi commercia in titoli azionari.

Molto banalmente, chi pratica l’analisi fondamentale per le azioni non solo deve monitorare ciò che accade nell’ambiente economico, nell’economia reale piuttosto che nello scenario politico. E’ chiamato anche ad analizzare le performance della singola azienda emittente, con esplicito riferimento ai documenti che essa stessa deve presentare per legge. Ci riferiamo, tra le altre cose, alle trimestrali, se non addirittura al bilancio.

Tutto ciò  determina una mole di lavoro in più.  Dunque, se non sei amante dell’analisi fondamentale o in prospettiva pensi di mal sopportare un surplus di attività analitica, allora  dovresti trovarti a tuo agio più nel mercato delle valute e in quello azionario.

La volatilità ti spaventa

Di nuovo, questa casistica è frutto di un confronto tra il Forex e la borsa, di un ragionamento sulle caratteristiche dei due mercati, e sui punti di divergenza che li caratterizzano. Come abbiamo già anticipato, la verità è che il mercato azionario è molto più volatile del mercato valutario. Gli esempi si sprecano, a prescindere dal periodo che si intende analizzare, sia esso coincidente con una crisi piuttosto che con un regolare svolgimento degli scambi.

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Non è raro che un titolo azionario perda o acquisisca valore per svariati punti percentuali. Ciò invece è piuttosto raro quando si parla di valute. Pensiamo ad esempio a una delle più grandi operazioni di svalutazione degli ultimi anni, ovvero quella che ha coinvolto l’euro a discapito del dollaro a seguito del primo Quantitativi Easing. Nel giro di qualche mese, l’euro è passato da 1.40 dollari circa a 1.15. Una variazione, si pari quasi al 20%, ma che si è verificata in circostanze eccezionali e in un lasso di tempo molto esteso. Variazioni di questo tipo nell’azionario  sono praticamente all’ordine del giorno.

Di nuovo, se non ami la volatilità o addirittura ti spaventa (e ne avresti tutto il motivo) allora dovresti abbandonare l’idea di investire nelle azioni e focalizzarti piuttosto tu mercati un po’ più stabili come appunto è quello delle valute.

Va detto, per amore della verità, che esiste un approccio alternativo che consente allo stesso tempo di investire nell’azionario e aggirare l’ostacolo della volatilità. Non sempre funziona, ma, per esempio, puntare quasi esclusivamente sulla aziende ad alta capitalizzazione può essere di aiuto. Aziende di questo tipo raramente vanno incontro a svalutazioni importanti, per quanto le recenti vicende (vedi covid) potrebbero smentire questa dinamica.

Non ti piace il trading di breve periodo

Questo punto è un po’ più controverso, in quanto è suscettibile della soggettività del singolo trader. In realtà, è possibile  adottare entrambi gli orizzonti temporali (breve e lungo)  sia nell’azionario che nel valutario. Tuttavia, sempre in virtù delle caratteristiche e delle differenze dei due mercati, possiamo affermare che il Forex sia più compatibile con un trading di lungo periodo di quanto non lo sia il mercato azionario.

Il fatto è che i trader azionari sono portati ad agire nel breve periodo, quasi con un approccio da scalper. Infatti le continue oscillazioni the prezzi dei titoli azionari rappresentano un invito troppo ghiotto per essere disatteso. Inevitabilmente chi opera nel mercato azionario, prima o poi è tentato di seguire questo approccio. Tuttavia, se non sei portato a un trading di breve o brevissimo periodo, questa tentazione potrebbe costarti molto cara. Dunque, se il tuo approccio è più compassato, attento al Trading multiday e allo Swing Trading, ciò che fa per te potrebbe essere il Forex.

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