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Qual è il destino dell’euro dollaro nel breve e nel medio termine? E’ una domanda più che legittima, visti i tempi che stiamo vivendo. Tempi di incertezza, che rendono vane molte analisi a lungo termine. Sicché meglio concentrarci su quello che accadrà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

Ebbene, da quel che si può intuire dai movimenti recenti (stiamo scrivendo a luglio 2020) la fine dell’anno si prospetta positiva per l’euro dollaro, o per meglio dire positiva per l’euro e negativa per il dollaro. Sia chiaro, non stiamo parlando di trend epocali, bensì di “normali” trend ascendenti. Almeno stando alle previsioni di Citibank.

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Ne parliamo in questo articolo, facendo prima una panoramica dell’euro dollaro della prima parte del 2020 e poi dando contezza delle previsioni di Citibank per la fine dell’anno e non solo.

Euro Dollaro, la più importante coppia di valute

Analizzare l’euro dollaro è importante in ogni caso. E’ la coppia di valute più importante di tutti. Quella che, almeno se si considerano i volumi, funge da termometro per tutte le altre coppie, che dà la cifra del grado di coinvolgimento degli investitori nel Forex. L’euro dollaro, a conti fatti, è la coppia regina del Forex, ed è anche percepita come tale.

Lo è per almeno due motivi. In primis, rappresenta le due economie più floride del mondo: quella americana e quella europea. Esatto, se si guardano le statistiche e i parametri, e si considerano i paesi dell’area euro come un’unica formazione economico-politica, ai primi due posti troviamo gli Stati Uniti e “l’Europa” (intesa, appunto, come area euro) e non gli Stati Uniti e la Cina, come si sarebbe erroneamente portati a pensare.

La seconda motivazione sta nel volume di affari legati all’euro dollaro, ovvero la quantità di denaro che muovono ogni giorno. I numero sono variabili, ovvio, ma in media stiamo parlando di un equivalente 3.000 miliardi di dollari ogni giorno. Ciò significa che la sola coppia euro-dollaro muove quotidianamente una massa di denaro che supera, e nemmeno di poco, il debito pubblico italiano, che è pure il terzo al mondo.

Dunque, se fate Forex, a prescindere da quali valute tradate, non potete fare a meno di guardare all’euro dollaro. Anche perché tutti i grandi movimenti del mercato valutario, quasi a mo’ di effetto domino, partono dall’euro dollaro. La sua influenza va oltre i volumi che muove, che comunque sono straordinari, come abbiamo visto.

Euro Dollaro: cos’è accaduto fin qui

E’ molto interessante analizzare cosa è accaduto fin qui sul fronte euro dollaro, ovvero in questo primo semestre dell’anno (e anche qualcosa di più). Significa fare il punto su come un asset fondamentale per l’equilibrio dei mercati ha reagito alla più grande emergenza sanitaria, economica e politica dal dopoguerra fino ad oggi. Anche perché l’andamento della coppia, ma questo va da sé, è stato fortemente influenzato dalle vicende legate al coronavirus. Ma procediamo con ordine.

Durante la primissima parte dell’anno, ovvero prima che esplodesse l’emergenza e che la carte in tavola venissero brutalmente sparigliate, l’euro dollaro stazionava in un trend fortemente discendente. Ovvero, l’euro stava perdendo terreno a favore del dollaro. Pesava, in particolare, l’inizio di un periodo di stagnazione per l’Europa, a fronte di una economia americana che comunque stava tenendo botta.

Dopo, il caos. Nei primi giorni di marzo, quando tutti avevano ormai capito che il coronavirus era un problema globale, l’euro dollaro è letteralmente crollato, come quasi tutti gli asset del resto, portandosi da 1,14 a 1,06. Le fasi successive sono state caratterizzate da un’accesa volatilità, da una marcata suscettibilità degli investitori. In particolare, sono stati registrati forti oscillazioni in un senso e nell’altro.

Infine, verso fine maggio, l’euro dollaro si è inserito in un trend ascendente abbastanza solido, frutto di una cristallizzazione dell’emergenza, che si è fatta “stabilmente grave” negli Stati Uniti e in “in costante miglioramento” in Europa. Attualmente, a metà luglio, la coppia oscilla un po’ in laterale su massimo di 12 mesi (o più), ponendo in essere domande sull’evoluzione verso un nuovo trend ascendente o verso una virata al ribasso.

Euro Dollaro: le previsioni di Citibank

In questo contesto si inseriscono le previsioni di Citibank. Le quali, a dire il vero, sono ottimiste. O piuttosto lo sono per chi “tifa” per l’euro, e auspica una sua crescita. Infatti, Citibank prevede un euro-dollaro al rialzo sia nel breve termine che nel medio termine. Un rialzo non poderoso, c’è da dire, ma comunque degno di nota.

Nello specifico, Citibank parla di 1.14 entro l’autunno, di un 1.16 entro la fine dell’anno, di un 1.20 nel lungo periodo. Giusto per intenderci, l’euro non staziona sull’1.20 da molto tempo, e precisamente da maggio 2018, anche se all’epoca su questa soglia rimase solo 4 mesi. Se cerchiamo l’ultima finestra temporale in cui l’euro dollaro è rimasto stabilmente, per più di 6 mesi, sopra quota 1.20 dobbiamo tornare addirittura a fine 2014, nel momento precedente l’attivazione del Quantitative Easing da parte della BCE (di per sé un evento epocale).

Insomma, se pensavate a una parità (e prima della crisi coronavirus c’erano i presupposti) potreste rimanere delusi.

Ma cos’è c’è all’origine di questo ottimismo da parte di Citibank? Ebbene, i fattori che hanno inciso su queste stime sono almeno tre.

Il Recovery Fund

Il Recovery Fund è il piano che dovrebbe permettere ai paesi europei di finanziarsi sul mercato secondario a tassi bassissimi. Questa misura è sostanzialmente identica ai famosi eurobond, i titoli di stato europei di cui si è favoleggiato per tantissimi anni. Il succo però è il medesimo: la commissione emette titoli di Stato che vanno a finanziaria i paesi europei. E’ una misura epocale, che rompe la maggior parte dei paradigmi dell’UE. E’ ovviamente dettata dalla necessità di una ripresa economica robusta e repentina, visti i danni cagionati dal lockdown.

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Ebbene, i negoziati sono a buon punto, ma poco è stato deciso in via definitiva. La partita è parzialmente aperta, con i paesi cosiddetti frugali che cercano di contrapporsi come possono. Ebbene, Citibank scommette su un esito positivo dei negoziati. Essi daranno un boost formidabile all’euro, che giustificherà un aumento di quotazioni a scapito del dollaro.

La debolezza dell’economia americana

Un altro fattore che Citibank ha sicuramente preso in considerazione è l’attuale situazione dell’economia americana. In realtà si sta riprendendo. Peccato però che il tonfo sia stato pesantissimo, con una disoccupazione che si è portata quasi immediatamente in doppia cifra, caso più unico che raro anche rispetto ai tanto vituperati paesi dell’Unione Europea (Italia in testa).

A questo si aggiunge poi il disordine sociale, che pare stia esplodendo negli Stati Uniti, e per i motivi più disparati: dalle proteste per i nuovi lockdown, alle manifestazioni (anche violente) contro il comportamento della polizia nei confronti della popolazione afroamericana. Questi sono tutti favori di instabilità politica, i quali ovviamente rischiano di indebolire anche il dollaro, nella fattispecie a tutto vantaggio dell’euro.

La situazione sanitaria

Infine, il vero convitato di pietra di tutta questa vicenda, di ogni analisi sull’euro dollaro: la crisi sanitaria. Su di essa, è veramente complicato fare previsioni, e del resto non è il compito di questo spazio. Tuttavia, se si guarda ai numeri e alle opinioni dei più importanti esperti, l’Europa è messa di gran lunga meglio rispetto agli Stati Uniti. Anzi, se si restringe il campo all’area euro, l’epidemia è tenuta ampiamente sotto controllo e, pur con tutti gli accorgimenti del caso, la vita degli europei sta tornata alla normalità o ci è già tornata.

Lo stesso non si può dire degli Stati Uniti, che sono alle prese con decine d migliaia di casi al giorni. Ora, da più parti si levano i timori per una seconda ondata in autunno ma… Come reagiranno gli Stati Uniti, se sono alle prese ancora con la prima? Questo è un enorme fattore di instabilità per il colosso a stelle-e-strisce, e lo è soprattutto perché l’Europa da questo punto di vista sembra avere le spalle coperte. Il passo è breve, da questa constatazione al convincimento che sì, l’euro crescerà a scapito del dollaro anche nei prossimi mesi.

Sia chiaro, è ancora tutto da decidere, d’altronde di sorprese in questi mesi ne abbiamo vissute parecchie (la  maggior parte negative), sicché la previsione di Citibank, come quella di qualsiasi altro importante player, è da prendere con le pinze.

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