E’ tutto pronto per la nuova emissione del BTP Futura, il titolo di Stato pensato appositamente per i risparmiatori retail. Si tratta della terza emissione, dopo quella del 2012 e del 2020. Si preannunciano interessanti novità, nonché differenze sostanziali rispetto alle precedenti emissioni.

Cos’è il BTP Futura

Il BTP Futura è un titolo di Stato a lunga scadenza promosso dal Tesoro italiano. Il suo scopo è finanziare l’economia italiana, esattamente come gli altri titoli di Stato, ma rivolgendosi solo ed esclusivamente alla cittadinanza, dunque agli investitori retail. A differenza degli altri prodotti dello stesso tipo, gli investitori istituzionali e i fondi sono tagliati fuori.

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Il BTP Futura è stato pensato dunque come strumento di coinvolgimento della popolazione nelle sorti dell’economia italiana. Non è un caso che in occasione della prima emissione, avvenuta nel 2012, fossero stati commercializzati con il nome di “BTP Italia”. 

Questo specifico BTP Futura ha però uno scopo ancora più preciso: finanziare la ripresa post-pandemia e, soprattutto, la campagna vaccinale ancora in corso. 

In linea di massima le emissioni precedenti hanno performato abbastanza bene, sarà così anche per la terza?

Innanzitutto, qualche coordinata temporale. Il nuovo BTP Futura sarà disponibile dal 19 al 23 aprile (per la precisione, fino alle ore 13). Il Tesoro si è riservato comunque di chiudere l’emissione a partire dal 21 aprile, nel caso in cui il prodotto andasse a ruba. 

Come già specificato, potrà essere acquistato solo da investitori retail. Il “luogo” di acquisto, come per gli altri BTP Futura è il MOT, ovvero il sistema telematico nazionale di scambio asset.

Le novità del BTP Futura

Il BTP Futura è stato pesantemente ritoccato in occasione di questa terza emissione. Infatti, sono numerose le differenze rispetto alle precedenti.

La differenza che spicca maggiormente è la durata. Il nuovo BTP Futura avrà una durata di ben 16 anni, quasi il doppio rispetto ai normali BTP. 

Differenze si segnalano anche rispetto al premio fedeltà, che è uno fattori che hanno spinto le precedente emissioni. Infatti, il premio fedeltà verrà riconosciuto in tre tranche. La prima verrà evasa dopo otto anni, e varrà una cifra pari allo 0,4-1,2% del valore di partenza del PIL. Dipenderà comunque dall’andamento del PIL. 

La seconda tranche verrà corrisposta alla scadenza sarà ancora più corposa. Varrà nello specifico dallo 0,6% all’1,8%, sempre dipendentemente dal PIL. Infine, la terza tranche verrà evasa dall’ottavo al sedicesimo anno e sarà pari all’1-3%. 

Per  la precisione, il premio fedeltà è stato pensato per premiare coloro che manterranno  la proprietà del BTP, che non lo venderanno prima della scadenza. Un modo, questo, per scongiurare la svalutazione del prodotto. 

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Ai detentori del BTP Futura saranno riconosciute anche delle cedole. Per la precisione saranno cedole nominali semestrali. Esse si caratterizzeranno per una dinamica di step-up, ovvero saranno calcolata sulla scorta di tassi fissi progressivi. Nei primi quattro anno, in particolare, il tasso sarà sempre lo stesso; dal quarto anno in poi aumenterà progressivamente. 

I BTP Futura convengono?

Veniamo al dunque. Vale la pena sottoscrivere i BTP Futura? Ovviamente, come sempre quando si parla di investimenti, la risposta è: dipende. Nello specifico, dipende dall’obiettivo dell’investitore.

Di certo, non si tratta di un prodotto speculativo. In primis, perché stiamo pur sempre parlando di un titolo di Stato, e i titoli di Stato non sono mai prodotti speculativi (se si escludono situazioni particolari, comunque difficili da padroneggiare). Secondariamente perché è molto probabile che questi BTP Futura abbiano un rendimento simile ai precedenti, ovvero assolutamente in linea con la categoria.

Inoltre, il punto di forza del BTP Futura è da sempre il premio fedeltà, che è stato pensato proprio per combattere la speculazione, e per spingere gli investitori a conservare il prodotto fino alla sua naturale scadenza. Dunque no, non è un prodotto che fa al caso degli speculatori.

Tuttavia, merita di essere preso in considerazione da chi vuole coniugare una buona causa, ovvero il finanziamento del proprio paese in un momento estremamente difficile, con le esigenze di conservazione del capitale. Da questo punto di vista, il BTP Futura potrebbe dare delle soddisfazioni. I punti di forza sono la solidità del prodotto (è pur sempre un titolo di Stato) e il premio fedeltà. Potrebbe scoraggiare un po’ la durata, che è di sedici anni rispetto agli 8-10 anni, ma in ogni caso è stato pensato fin dall’inizio per essere un investimento di lungo periodo.