I mercati azionari recuperano terreno dopo le dichiarazioni di Trump a Davos
Le borse americane hanno registrato un significativo rimbalzo nella giornata di mercoledì, dopo che il Presidente Donald Trump ha rassicurato i mercati escludendo categoricamente l’uso della forza militare per acquisire la Groenlandia. Le dichiarazioni, rilasciate durante il World Economic Forum di Davos, hanno contribuito a dissipare le tensioni che avevano provocato una fuga dagli asset denominati in dollari.
Performance degli indici principali
Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 331 punti, pari a un incremento dello 0,7%. L’S&P 500 ha registrato un rialzo dello 0,8%, mentre il Nasdaq Composite ha chiuso con un progresso dello 0,7%. Questi movimenti rappresentano un netto cambio di direzione rispetto alla seduta precedente, caratterizzata da pesanti vendite.
Le parole chiave di Trump che hanno tranquillizzato i mercati
Durante il suo intervento in Svizzera, Trump ha affrontato il tema del contributo americano alla NATO, sottolineando come gli Stati Uniti abbiano sostenuto un carico finanziario e militare sproporzionato. La dichiarazione cruciale che ha innescato il rally è stata inequivocabile: “Non userò la forza. Non voglio usare la forza. Non userò la forza”, ha affermato il Presidente, aggiungendo che questa rappresenta probabilmente la dichiarazione più significativa del suo intervento, dato che molti temevano un’escalation militare.
Reazione del mercato obbligazionario e valutario
I Treasury decennali hanno invertito la rotta dopo le parole di Trump, con i prezzi in rialzo e i rendimenti in calo. Il Dollar Index ha ridotto le perdite rispetto alle altre valute principali, segnalando un parziale ritorno della fiducia negli asset americani.
La questione Groenlandia resta aperta
Nonostante l’esclusione dell’opzione militare, Trump ha confermato l’intenzione di avviare negoziati immediati per discutere l’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti. Questa posizione mantiene viva l’incertezza geopolitica, sebbene in forma meno acuta.
La proposta sul tetto ai tassi delle carte di credito
Il Presidente ha inoltre annunciato l’intenzione di chiedere al Congresso l’implementazione di un tetto del 10% sui tassi delle carte di credito. Questa proposta, sebbene di incerta approvazione data la scarsa adesione tra i legislatori, ha comunque spinto al rialzo i titoli bancari. Citigroup ha guadagnato circa il 2%, mentre Capital One ha registrato un incremento superiore all’1%.
Il contesto: la pesante seduta di martedì
Il rimbalzo odierno segue una giornata particolarmente negativa per Wall Street. Martedì i mercati avevano subito forti perdite dopo che Trump aveva intensificato le minacce tariffarie legate alla Groenlandia senza escludere l’uso della forza militare. Tutti e tre gli indici principali avevano registrato la peggiore performance giornaliera dal 10 ottobre, trascinando l’S&P 500 e il Nasdaq in territorio negativo per il 2026.
Il fenomeno “Sell America”
La seduta di martedì era stata caratterizzata dal cosiddetto “Sell America trade”, accompagnato da un’impennata dei rendimenti dei Treasury e da un indebolimento del dollaro. Il rendimento del decennale aveva brevemente superato il 4,3% ai massimi di giornata. Joyce Chang, responsabile della ricerca globale di JPMorgan, ha commentato: “L’America First sta silenziosamente alimentando una diversificazione lontano dagli asset in dollari, specialmente tra le entità governative. Le narrative di ‘Sell America’ sono riemerse in modo discreto ma persistente”.
Le reazioni internazionali
Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato ai giornalisti a Davos che l’amministrazione Trump “non è preoccupata” per il sell-off del giorno precedente. Sul fronte europeo, la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha definito le nuove proposte tariffarie di Trump un “errore” che rischierebbe di trascinare Europa e Stati Uniti in una “pericolosa spirale discendente”. Ha promesso una risposta “ferma, unita e proporzionata”, ribadendo la piena solidarietà dell’UE con Groenlandia e Danimarca.
L’opzione dell’Anti-Coercion Instrument europeo
Il Presidente francese Emmanuel Macron ha suggerito l’utilizzo dell’Anti-Coercion Instrument dell’UE come possibile risposta ai nuovi dazi americani. Questo strumento potrebbe limitare l’accesso delle imprese statunitensi al mercato unico europeo, escludendo i fornitori americani dalle gare d’appalto pubbliche dell’UE, imponendo restrizioni su import ed export di beni e servizi e ponendo limiti agli investimenti diretti esteri.
Focus settoriale: Planet Fitness sotto i riflettori
In un contesto di mercato volatile, Canaccord Genuity ha leggermente alzato il target price su Planet Fitness da 139 a 140 dollari, indicando un potenziale rialzo del 44% rispetto alla chiusura di martedì. La società ha mantenuto il rating buy sul titolo.
Segnali positivi dal reclutamento di nuovi membri
L’analista Brian McNamara ha condotto quattro sondaggi nell’ultimo anno su 50 location geograficamente diversificate di Planet Fitness. L’indagine più recente indica che quasi la metà delle sedi monitorate sta registrando iscrizioni simili a gennaio 2025, mentre un quarto sta sperimentando un incremento anno su anno. McNamara ha sottolineato che il 66% dei nuovi membri annuali si iscrive tipicamente nel primo trimestre, rendendo gennaio un mese cruciale per le performance dell’azienda. Nonostante questi segnali incoraggianti, le azioni Planet Fitness hanno perso oltre il 10% dall’inizio del 2026.
