Il crollo di Ubisoft sui mercati finanziari
Le azioni di Ubisoft hanno registrato un tracollo del 34% nella giornata di giovedì, dopo che la software house francese, celebre per la saga Assassin’s Creed, ha annunciato una profonda ristrutturazione aziendale che prevede la chiusura di studi di sviluppo e la cancellazione di sei titoli in produzione. Il titolo, quotato alla Borsa di Parigi, ha subito una delle peggiori sedute della sua storia recente, evidenziando la gravità della situazione finanziaria in cui versa il colosso del gaming.
I numeri della crisi: perdita operativa e svalutazioni
La società ha comunicato di prevedere una perdita operativa di circa 1 miliardo di euro per l’esercizio fiscale in corso, conseguenza diretta di una svalutazione da 650 milioni di euro legata al piano di ristrutturazione.
Revisione delle previsioni finanziarie
Ubisoft ha inoltre rivisto al ribasso le stime sui ricavi netti, ora attesi a 1,5 miliardi di euro per l’anno fiscale corrente, con un taglio di 330 milioni rispetto alle precedenti guidance. La società ha dichiarato di valutare anche la cessione di asset strategici per rafforzare la propria posizione patrimoniale.
Piano di ristrutturazione: chiusure e tagli al personale
Il programma di riorganizzazione colpisce duramente la struttura operativa globale dell’azienda:
Studi in chiusura
Gli studi di Halifax (Canada) e Stoccolma (Svezia) cesseranno le attività. Ulteriori ristrutturazioni interesseranno le sedi di Abu Dhabi, Helsinki e Malmö.
Obiettivi di risparmio
Le misure di contenimento dei costi puntano a generare risparmi per 500 milioni di euro, riducendo i costi fissi a 1,25 miliardi di euro entro marzo 2028, rispetto agli 1,75 miliardi registrati nell’esercizio 2023.
Le parole del CEO Yves Guillemot
Il fondatore e amministratore delegato Yves Guillemot ha giustificato le decisioni con le mutate condizioni di mercato: “L’attuale contesto richiede un cambiamento radicale nell’organizzazione e nelle modalità operative del Gruppo”. Guillemot ha riconosciuto che il riposizionamento del portfolio avrà un impatto significativo sulla traiettoria finanziaria di breve termine, in particolare negli esercizi fiscali corrente e successivo, ma ha sottolineato come questo reset sia necessario per riportare l’azienda su un percorso di crescita sostenibile e solida generazione di cassa.
Il contesto: anni di difficoltà per il settore gaming
La crisi di Ubisoft si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà per l’industria videoludica. Dopo il boom registrato durante la pandemia di Covid-19, il settore ha dovuto fare i conti con il ritorno alla normalità dei consumi, ritardi nelle produzioni di titoli di punta e una crescente pressione sui margini. Per gli investitori esposti al comparto entertainment e tecnologia, il caso Ubisoft rappresenta un monito sulla volatilità intrinseca di un settore dove il successo dipende fortemente dalla capacità di lanciare prodotti in grado di conquistare il mercato, in un contesto competitivo sempre più agguerrito.