Il rallentamento di Tether solleva preoccupazioni sui mercati delle criptovalute

La domanda per la stablecoin USDT di Tether ha registrato un significativo rallentamento nel mese di gennaio 2026, generando preoccupazioni tra gli analisti del settore crypto. Gli esperti di mercato ritengono che questa frenata nella crescita di USDT potrebbe rappresentare un ostacolo per il futuro rally di Bitcoin, attualmente scambiato intorno agli 89.768 dollari con una capitalizzazione di mercato di 1,80 trilioni di dollari.

Crollo della crescita della capitalizzazione USDT: i numeri

I dati forniti da CryptoQuant evidenziano un netto rallentamento nell’offerta circolante di Tether, segnalando una contrazione della liquidità nel mercato delle stablecoin. La media a 60 giorni delle variazioni della capitalizzazione di mercato di USDT mostra un declino significativo dalla fine di novembre 2025.

Da 15 miliardi a 3,3 miliardi in due mesi

Durante questo periodo, la crescita è precipitata da 15 miliardi di dollari a soli 3,3 miliardi. Questo calo del 78% rappresenta uno dei rallentamenti più marcati degli ultimi anni. Tuttavia, alcuni analisti considerano questa flessione potenzialmente temporanea, mantenendo le previsioni secondo cui i flussi di pagamento in stablecoin potrebbero raggiungere i 56 trilioni di dollari entro il 2030.

Correlazione storica tra USDT e prezzo di Bitcoin

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L’analisi dei cicli precedenti rivela un pattern ricorrente tra l’emissione di USDT e l’andamento di Bitcoin. Gli incrementi rapidi nella capitalizzazione di mercato di Tether hanno storicamente coinciso con i rally di Bitcoin, indicando un afflusso di liquidità nel mercato crypto.

Cosa succede quando la liquidità rallenta

Quando la crescita della liquidità ha subito rallentamenti in passato, Bitcoin è tipicamente entrato in una fase di consolidamento e, in alcuni casi, ha avviato un trend ribassista. Attualmente, la metrica del cambiamento della capitalizzazione a 60 giorni non è ancora diventata negativa, ma il trend desta preoccupazione tra gli operatori di mercato.

Deflussi su Ethereum e trading sotto la parità

Un elemento particolarmente significativo riguarda il calo della capitalizzazione di USDT sulla blockchain di Ethereum, che attualmente quota circa 2.977 dollari con una capitalizzazione di 360,39 miliardi di dollari. Nell’ultimo mese, USDT ha scambiato costantemente sotto la soglia di 1 dollaro. CryptoQuant ha precisato che non si tratta di un evento di depegging, ma la combinazione tra offerta in calo e prezzo sotto la parità indica chiaramente deflussi di capitale. Questo suggerisce che i detentori di stablecoin stanno preferendo uscire dal mercato piuttosto che impiegare i propri asset in nuove posizioni.

Il burn da 3 miliardi di USDT: un segnale di cautela

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CryptoQuant ha evidenziato anche il recente burn di 3 miliardi di USDT effettuato dalla Tether Treasury, il primo dalla scorsa primavera e il più consistente degli ultimi tre anni.

Meccanismo del burn e implicazioni

L’USDT viene rimosso dalla circolazione quando gli investitori riscattano la stablecoin in cambio di dollari statunitensi, spingendo Tether a bruciare l’importo corrispondente. Alcuni operatori interpretano questo burn come un segnale di cautela da parte dei grandi detentori, in un contesto caratterizzato da crescente incertezza macroeconomica e rischi geopolitici.

Rischi per il mercato delle stablecoin

Se i deflussi dovessero accelerare, il plateau di due mesi del mercato delle stablecoin, fermo vicino ai 308 miliardi di dollari di capitalizzazione totale, potrebbe rompersi ed entrare in una fase correttiva. Un simile scenario aumenterebbe il rischio di una correzione più ampia nell’intero ecosistema crypto.

L’acquirente inaspettato: la banca centrale iraniana

In un contesto di mercato incerto, emerge un acquirente insolito: la banca centrale dell’Iran ha acquistato 507 milioni di dollari in USDT per aggirare le sanzioni statunitensi e contribuire a stabilizzare il rial. Questa operazione evidenzia come le stablecoin stiano assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle dinamiche geopolitiche globali, al di là delle tradizionali applicazioni nel trading di criptovalute.