Il mercato delle stablecoin verso una crescita esponenziale
Le stablecoin si apprestano a diventare uno dei principali canali di pagamento nella finanza globale. Secondo le ultime stime di Bloomberg Intelligence, i flussi di pagamento tramite questi token ancorati a valute fiat potrebbero raggiungere la cifra impressionante di 56,6 trilioni di dollari entro il 2030. I dati più recenti indicano che i flussi totali hanno toccato quota 2,9 trilioni di dollari nel 2025, suggerendo un tasso di crescita annuale composto di circa l’80% qualora le proiezioni dovessero concretizzarsi.
Volumi di transazione in forte accelerazione
L’analisi dei dati Bloomberg rivela che il valore globale delle transazioni in stablecoin ha raggiunto i 33 trilioni di dollari nel 2025, registrando un incremento del 72% rispetto all’anno precedente. L’attività ha mostrato un’ulteriore accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno, con 11 trilioni di dollari processati nel solo Q4, in aumento rispetto agli 8,8 trilioni del Q3, secondo i dati elaborati da Artemis Analytics.
Dall’uso speculativo all’adozione reale
Un elemento particolarmente significativo riguarda la natura di questa crescita. L’espansione del mercato non è più trainata principalmente dalla speculazione, ma da utilizzi concreti nel mondo reale:
- Pagamenti transfrontalieri più rapidi ed economici
- Regolamenti commerciali tra aziende internazionali
- Strumento di risparmio nelle economie colpite da alta inflazione
USDC e USDT: il duopolio del mercato
Nel panorama delle stablecoin, due asset dominano incontrastati il mercato. USDC di Circle si è affermata come la stablecoin più utilizzata per volume di transazioni nel 2025, processando 18,3 trilioni di dollari contro i 13,3 trilioni di USDT di Tether. Insieme, questi due token rappresentano oltre il 95% dell’intero volume del settore.
Capitalizzazione vs utilizzo: dinamiche differenti
Nonostante la leadership di USDC nei volumi transazionali, USDT mantiene il primato per capitalizzazione di mercato, con 186,9 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 74,9 miliardi di USDC. Bloomberg evidenzia come USDT rimanga la scelta preferita per:
- Pagamenti quotidiani
- Transazioni commerciali
- Riserva di valore
USDC, invece, continua a dominare nell’ecosistema della finanza decentralizzata (DeFi). Anthony Yim, co-fondatore di Artemis, ha sottolineato come la crescente domanda di esposizione al dollaro statunitense nei mercati emergenti rappresenti uno dei principali fattori trainanti. Inflazione elevata, controlli sui capitali e instabilità geopolitica contribuiscono ulteriormente a questa tendenza.
Banche e governi entrano nella competizione
La finanza tradizionale non osserva più passivamente l’evoluzione del settore. Barclays ha acquisito una partecipazione in Ubyx, una fintech statunitense specializzata nella costruzione di infrastrutture di clearing per stablecoin. Si tratta della prima esposizione diretta della banca britannica alla tecnologia delle stablecoin, con l’obiettivo di renderle equivalenti digitali dei depositi bancari.
L’iniziativa pionieristica del Wyoming
Sul fronte governativo, lo stato del Wyoming ha lanciato il Frontier Stable Token (FRNT), la prima stablecoin garantita da valuta fiat emessa da uno stato americano. Supportata da dollari statunitensi e titoli del Tesoro a breve termine, FRNT restituirà gli interessi maturati sulle riserve allo stato, finanziando servizi pubblici e riducendo i costi di transazione.
JPMorgan punta sulla blockchain pubblica
JPMorgan ha annunciato piani per portare il proprio token di deposito bancario, JPM Coin, nativamente sulla Canton Network, una blockchain pubblica con funzionalità di privacy già selezionata da DTCC per la tokenizzazione di strumenti finanziari tradizionali.
Prospettive per gli investitori italiani
Per gli operatori del mercato italiano, l’evoluzione delle stablecoin rappresenta un’opportunità da monitorare attentamente. L’integrazione crescente con il sistema finanziario tradizionale e il coinvolgimento di istituzioni di primo piano suggeriscono una maturazione del settore che potrebbe tradursi in nuove opportunità di diversificazione e accesso a strumenti di pagamento innovativi.