La presidente di Ripple prevede una crescita esplosiva delle tesorerie crypto
Monica Long, presidente di Ripple, ha delineato uno scenario particolarmente ottimistico per il settore degli asset digitali. Secondo le sue previsioni, le tesorerie crypto potrebbero raggiungere la soglia di 1 trilione di dollari entro la fine del 2026, registrando una crescita di circa cinque volte rispetto ai livelli attuali. I dati di CoinGecko indicano che attualmente le tesorerie in criptovalute ammontano a meno di 200 miliardi di dollari. Questo significa che il settore potrebbe assistere a un’espansione significativa dell’AUM (Assets Under Management), trainata sia dall’accumulo da parte delle aziende sia dall’apprezzamento dei prezzi degli asset digitali.
Fortune 500: metà delle aziende adotterà strategie crypto
Long ha condiviso le sue analisi attraverso una serie di post su X, evidenziando come gli asset digitali stiano rapidamente evolvendo da strumenti speculativi a infrastruttura finanziaria fondamentale. La presidente di Ripple stima che circa la metà delle aziende Fortune 500 formalizzerà strategie dedicate agli asset digitali entro la fine dell’anno.
I numeri del coinvolgimento istituzionale
A supporto di questa tesi, Long ha citato un sondaggio Coinbase del 2025 secondo cui il 60% delle aziende Fortune 500 sta attivamente lavorando su iniziative blockchain. Parallelamente, oltre 200 società quotate detengono già Bitcoin come parte della loro strategia di tesoreria. Il fenomeno non si limita a Bitcoin. Aziende come BitMine stanno diversificando i propri portafogli includendo altri asset digitali come Ethereum, segnalando una maturazione dell’approccio istituzionale verso l’intero ecosistema crypto.
ETF crypto: un mercato ancora da esplorare
La presidente di Ripple ha sottolineato il ruolo crescente dei prodotti exchange-traded nel panorama degli investimenti digitali. Nel corso del 2025 sono stati lanciati oltre 40 ETF crypto, un segnale inequivocabile dell’interesse istituzionale. Tuttavia, Long ha precisato che questi strumenti rappresentano ancora solo l’1-2% del mercato ETF statunitense complessivo. Questo dato evidenzia un potenziale di crescita considerevole per la partecipazione istituzionale nei prossimi anni.
Stablecoin: il nuovo standard per i pagamenti globali
Monica Long si è mostrata particolarmente ottimista sul futuro delle stablecoin, definendole ormai un elemento fondamentale per il settlement globale. Questa visione trova riscontro nelle dichiarazioni del CEO di Coinbase, Brian Armstrong, che prevede come le banche spingeranno verso stablecoin con rendimento e pagamento di interessi.
Integrazione nei sistemi di pagamento tradizionali
I principali network di pagamento e le società fintech stanno già integrando i dollari digitali nelle infrastrutture esistenti. Un recente report di Bloomberg stima che i flussi in stablecoin raggiungeranno 56 trilioni di dollari entro il 2030.
Il segmento B2B come motore di crescita
Long ha identificato l’attività business-to-business come il principale driver di crescita per le stablecoin. Le grandi aziende utilizzano sempre più questa classe di asset per accedere a liquidità in tempo reale e migliorare l’efficienza del capitale. I dati di settore mostrano che i pagamenti B2B in stablecoin hanno raggiunto un tasso annualizzato di 76 miliardi di dollari lo scorso anno, un incremento straordinario rispetto ai meno di 100 milioni di dollari mensili registrati all’inizio del 2023.
L’era della produzione crypto è iniziata
Secondo Long, dopo uno degli anni più entusiasmanti per il settore crypto e per Ripple in particolare, l’industria sta entrando nella sua fase di produzione. Il 2026 segnerà l’istituzionalizzazione definitiva delle criptovalute, con infrastrutture affidabili e utilità concrete che spingeranno banche, aziende e provider a passare dai progetti pilota alla scalabilità operativa.
