Analisi del cambio USD/JPY: scenario strutturalmente rialzista per il 2026

Il cambio USD/JPY mantiene un’impostazione strutturalmente rialzista anche per il 2026. I fattori chiave che sostengono questa view includono il persistente differenziale dei rendimenti tra Stati Uniti e Giappone, la solidità dell’economia americana e l’approccio estremamente cauto della Bank of Japan nella normalizzazione della politica monetaria. Eventuali correzioni al ribasso vengono considerate temporanee all’interno di un trend ascendente di più ampio respiro.

Il percorso del dollaro contro lo yen nel 2025

L’anno appena concluso ha rappresentato un viaggio completo per il biglietto verde nei confronti della valuta nipponica. Nonostante la volatilità registrata, il cambio ha sostanzialmente chiuso sui livelli di apertura, ma il percorso è stato tutt’altro che lineare.

L’impatto delle tensioni commerciali

L’inizio del 2025 ha visto una forte pressione ribassista sulla coppia valutaria, alimentata da un clima di avversione al rischio a livello globale. Un momento cruciale si è verificato a fine aprile, quando Donald Trump ha annunciato l’imposizione di dazi massicci sulla Cina, salvo poi fare marcia indietro. Da quel momento, lo yen ha iniziato a perdere terreno in modo consistente.

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Il ruolo della Federal Reserve

La Fed ha modificato la propria stance passando da una politica restrittiva a un atteggiamento attendista. I mercati hanno ripetutamente anticipato tagli dei tassi che poi non si sono materializzati nei tempi previsti, generando movimenti bruschi sul cambio. I rendimenti statunitensi sono rimasti strutturalmente elevati, rendendo il dollaro attraente come valuta da carry trade.

Il differenziale dei rendimenti: il vero motore del cambio

Il differenziale dei tassi tra USA e Giappone continua a rappresentare il driver dominante per USD/JPY. Mentre i Treasury americani offrono rendimenti interessanti per il capitale globale, i titoli di stato giapponesi (JGB) rimangono compressi dalla politica di controllo della curva dei rendimenti, seppur ammorbidita ma non abbandonata dalla BoJ. In termini pratici: mantenere una posizione long su USD/JPY genera un rendimento positivo giornaliero. Chi ha acquistato durante il rimbalzo di metà aprile ha beneficiato sia dell’apprezzamento nominale che del carry positivo.

La situazione economica in Giappone

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La crescita salariale giapponese ha mostrato miglioramenti modesti, insufficienti però a giustificare un inasprimento aggressivo della politica monetaria. L’inflazione mostra segnali di moderazione, rafforzando l’approccio prudente della Bank of Japan. In sostanza, la banca centrale nipponica potrebbe fare molto poco nel breve termine.

Scenario rialzista: il caso base per il 2026

Lo scenario più probabile, con una probabilità stimata intorno al 70%, prevede: Rendimenti USA persistentemente elevati nonostante eventuali tagli dei tassi. Questo fenomeno si è già manifestato nel 2025 e dovrebbe proseguire. Normalizzazione giapponese incrementale e fragile. La BoJ procederà con estrema cautela, mantenendo un gap significativo rispetto alle altre banche centrali. Flussi di capitale verso asset denominati in dollari. Questa tendenza è visibile non solo sul forex ma anche su altri mercati finanziari. Domanda sostenuta per il carry trade. Con spread così ampi, la strategia di acquisto di dollari finanziata in yen rimane attraente. In questo scenario, il mercato dovrebbe continuare a salire gradualmente, intervallato da correzioni brusche ma temporanee, replicando il comportamento osservato negli ultimi mesi del 2025.

Scenario ribassista: i rischi da monitorare

Lo scenario alternativo, con probabilità stimata al 30%, potrebbe materializzarsi in presenza di: Rallentamento marcato dell’economia USA con conseguente compressione dei rendimenti. Al momento questa eventualità appare poco probabile. Accelerazione inattesa della normalizzazione BoJ. Il rischio è considerato minimo, ma non può essere completamente escluso. Ambiente prolungato di risk-off. Questo rappresenta il trigger più realistico per un movimento ribassista, dato il ruolo dello yen come valuta rifugio. Intervento coordinato sui mercati valutari. È accaduto in passato quando lo yen si è mosso troppo rapidamente in una direzione, ma attualmente non sembrano esserci le condizioni per un’azione di questo tipo.

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Livelli tecnici chiave da monitorare

Resistenze al rialzo

Il livello di 158 yen rappresenta la prima resistenza significativa. Una rottura decisa aprirebbe la strada verso 160 e potenzialmente 162 yen. Dal punto di vista grafico, gli ultimi due anni hanno formato una configurazione a W che potrebbe fungere da base per un’estensione rialzista.

Supporti al ribasso

Il livello di 153 yen costituisce il primo supporto rilevante. Una violazione di questa soglia potrebbe riportare il cambio verso 150 yen, area che ha agito ripetutamente come magnete per i prezzi. Quest’ultimo livello rappresenterebbe un’opportunità di acquisto interessante, offrendo essenzialmente una seconda chance per posizionarsi sul trend rialzista.

Strategia operativa per il 2026

Il quadro complessivo suggerisce di mantenere un bias rialzista sul cambio USD/JPY. I pullback di breve termine dovrebbero essere interpretati come opportunità di acquisto piuttosto che segnali di inversione. La volatilità tenderà ad aumentare in prossimità delle riunioni di politica monetaria di Fed e BoJ, ma questo rappresenta una costante per questa coppia valutaria. Il differenziale dei rendimenti rimarrà il fattore dominante, come accade praticamente ogni anno. Per i trader che operano su questo cross, USD/JPY offre il vantaggio aggiuntivo del carry positivo: si viene remunerati per mantenere la posizione, rendendo questa una delle coppie più interessanti da detenere nel medio-lungo termine.