Dollaro americano in stallo: volumi ridotti e attesa per i dati macro

La settimana si è aperta con un dollaro statunitense sostanzialmente piatto, complice la festività negli Stati Uniti che ha ridotto drasticamente i volumi di scambio. L’assenza degli operatori americani ha generato una sessione priva di direzionalità, con le principali coppie valutarie bloccate in range ristretti. Tuttavia, la seconda parte della settimana promette di essere decisamente più movimentata, con una serie di dati macroeconomici di primo piano sia dall’area euro che dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. In un contesto di questo tipo, i trader più esperti sanno che le fasi di calma apparente spesso precedono movimenti significativi. Vediamo nel dettaglio cosa aspettarsi dalle tre coppie valutarie più seguite del forex.

EUR/USD: consolidamento attorno a 1,1850 in attesa di catalizzatori

Il quadro tecnico attuale

La coppia EUR/USD ha oscillato senza una direzione precisa nelle prime ore della sessione di lunedì, mantenendosi nell’intorno del livello 1,1850. Questo livello riveste un’importanza tecnica notevole: dopo il breakout rialzista delle settimane precedenti, il prezzo è tornato a testare quella che era una resistenza chiave, ora potenzialmente trasformata in supporto. Si tratta di un classico schema di retest post-breakout, un pattern che i trader tecnici monitorano con grande attenzione. In teoria, ci si aspetterebbe un rimbalzo da quest’area, ma al momento il mercato non ha ancora fornito una conferma chiara in tal senso.

I dati da monitorare nella settimana

Il calendario economico statunitense è praticamente vuoto fino a mercoledì sera, quando verranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione del FOMC. A seguire, giovedì sono attese le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e venerdì i dati PMI sia per gli Stati Uniti che per l’Eurozona. Proprio i PMI potrebbero rappresentare il vero catalizzatore della settimana, offrendo un quadro aggiornato sulla salute dell’economia manifatturiera e dei servizi su entrambe le sponde dell’Atlantico. Fino ad allora, è ragionevole aspettarsi una fase di lateralità.

Scenario operativo

L’impostazione complessiva di EUR/USD resta neutrale con una leggera inclinazione rialzista. Tuttavia, un elemento tecnico cruciale da tenere sotto osservazione è la media mobile esponenziale a 50 giorni, posizionata appena sotto il livello di 1,18. Una rottura al ribasso di questo supporto dinamico cambierebbe significativamente lo scenario, aprendo la strada a un rafforzamento generalizzato del dollaro su tutti i principali cross valutari.

USD/JPY: il livello 154 come spartiacque per il trend

Prospettive rialziste ancora in gioco

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La coppia USD/JPY merita un’attenzione particolare in questa fase. Nonostante le recenti oscillazioni abbiano messo in discussione il trend rialzista di medio periodo, la struttura tecnica non è stata compromessa in modo definitivo. Il livello chiave da monitorare è 154 yen: una rottura decisa al rialzo di questa soglia potrebbe innescare un’interessante opportunità di acquisto. A supporto dello scenario rialzista, la media mobile esponenziale a 200 giorni funge da livello di supporto dinamico, offrendo una base solida per eventuali strategie long con un rapporto rischio/rendimento favorevole.

L’impatto della festività cinese

Un fattore da non sottovalutare questa settimana è l’assenza della Cina dai mercati per le celebrazioni del Festival di Primavera. Questo riduce sensibilmente la liquidità durante le sessioni asiatiche e potrebbe amplificare la volatilità in momenti specifici. In questo contesto, potrebbe essere proprio la sessione europea a determinare se USD/JPY riuscirà a superare la resistenza a 154, dato che anche gli operatori americani sono rimasti assenti nella giornata di lunedì.

GBP/USD: trading in range tra 1,35 e 1,3750

Un pattern di consolidamento ben definito

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La sterlina britannica continua a mostrare un comportamento erratico ma contenuto all’interno di un range ben identificabile. La coppia GBP/USD si muove in una fascia di consolidamento compresa tra 1,35 e 1,3750, con il prezzo attuale posizionato a circa 1,3646, sostanzialmente nel punto mediano del range. La configurazione grafica ricorda un pattern a bandiera (flag), tipicamente interpretato come figura di continuazione. Tuttavia, fino a quando non si verificherà una rottura chiara di uno dei due estremi del range, l’operatività più prudente resta quella di tipo mean-reverting, ovvero comprare sui supporti e vendere sulle resistenze.

Settimana ricca di dati dal Regno Unito

A differenza delle altre coppie, GBP/USD potrebbe trovare rapidamente una direzione grazie a un calendario economico britannico particolarmente denso: Martedì: variazione delle richieste di sussidi di disoccupazione (Claimant Count Change), un indicatore anticipatore dello stato del mercato del lavoro UK. Mercoledì: dati sull’inflazione CPI del Regno Unito, probabilmente il dato più atteso della settimana per la sterlina, con implicazioni dirette sulle aspettative di politica monetaria della Bank of England. Venerdì: vendite al dettaglio e PMI britannici, che completeranno il quadro macroeconomico settimanale. Questi dati hanno il potenziale per rompere l’equilibrio attuale e definire la prossima direzione di medio termine per la coppia. Un dato CPI superiore alle attese potrebbe rafforzare la sterlina spingendo GBP/USD verso la parte alta del range, mentre un’inflazione in calo alimenterebbe le aspettative di ulteriori tagli dei tassi da parte della BoE.

Strategia operativa: pazienza e preparazione

La settimana si presenta con una struttura a due velocità: una prima parte caratterizzata da volumi ridotti e scarsa direzionalità, seguita da una seconda metà potenzialmente esplosiva grazie alla concentrazione di dati macroeconomici rilevanti. Per i trader attivi sul forex, la strategia più efficace in questa fase è quella di evitare forzature operative nelle prime sessioni e prepararsi ad agire con decisione quando i dati forniranno nuovi spunti direzionali. I livelli tecnici chiave da monitorare restano la EMA a 50 giorni su EUR/USD, la soglia di 154 su USD/JPY e i confini del range 1,35-1,3750 su GBP/USD. La rottura di uno qualsiasi di questi livelli, supportata da volumi adeguati e da dati macro coerenti, potrebbe segnare l’inizio di un movimento direzionale significativo nella seconda parte della settimana.