Jerome Powell non lascerà la presidenza della Federal Reserve

Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dichiarato che continuerà a ricoprire il ruolo di guida della banca centrale statunitense anche qualora il suo successore designato, Kevin Warsh, non dovesse ottenere la conferma del Senato entro la scadenza naturale del suo mandato, prevista per maggio 2026. Una decisione dettata dalla legge vigente, che prevede la continuità operativa ai vertici dell’istituzione monetaria più influente al mondo. Durante la conferenza stampa di mercoledì, Powell ha precisato che, in assenza di un via libera senatoriale per Warsh — scelto dal presidente Donald Trump come suo sostituto — assumerebbe il ruolo di “chair pro tem”, una soluzione già adottata in diverse occasioni nella storia della Fed.

La questione del Board of Governors e l’indagine federale

Separatamente dalla presidenza, Powell detiene anche un seggio nel Board of Governors della Federal Reserve, il cui mandato si estende tecnicamente fino all’inizio del 2028. Su questo fronte, il numero uno della Fed ha assunto una posizione netta: non abbandonerà il suo posto nel consiglio fino a quando l’indagine del Dipartimento di Giustizia a suo carico non sarà “completamente conclusa, con trasparenza e definitività”.

Nessuna decisione anticipata sul futuro

Powell ha lasciato aperta la possibilità di lasciare il Board prima della scadenza naturale del mandato, ma ha chiarito di non aver ancora preso alcuna decisione in merito. “Prenderò questa decisione basandomi su ciò che ritengo sia meglio per l’istituzione e per le persone che serviamo”, ha affermato. L’obiettivo dichiarato è evitare qualsiasi percezione che la sua uscita sia stata determinata da pressioni politiche esterne.

L’indagine penale e la sentenza del giudice Boasberg

Il contesto politico che circonda Powell è particolarmente teso. La scorsa settimana, il giudice federale James Boasberg ha bloccato le citazioni in giudizio emesse dal gran giurì nell’ambito dell’indagine penale a carico del presidente della Fed. La decisione è stata interpretata come una vittoria significativa per Powell. Nella sua sentenza, Boasberg ha affermato che il Dipartimento di Giustizia non disponeva di una finalità legittima per le citazioni e che il governo aveva presentato “essenzialmente zero prove” di un reato commesso da Powell. Il giudice si è spinto oltre, scrivendo che “una montagna di prove suggerisce che il governo abbia emesso queste citazioni per fare pressione sul presidente della Fed affinché votasse per tassi di interesse più bassi o si dimettesse”.

La reazione del Dipartimento di Giustizia

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La procuratrice degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, Jeanine Pirro, ha definito la sentenza di Boasberg “oltraggiosa” e ha annunciato che il Dipartimento di Giustizia presenterà appello. “Jerome Powell è ora avvolto nell’immunità. Questo è sbagliato e privo di fondamento giuridico”, ha dichiarato in conferenza stampa. Sul fronte politico, il senatore repubblicano della Carolina del Nord Thom Tillis ha annunciato che bloccherà la conferma di Warsh fino alla conclusione dell’indagine federale, evidenziando le fratture interne allo stesso Partito Repubblicano sulla gestione della vicenda.

Tassi di interesse invariati: inflazione e guerra USA-Iran pesano sulle decisioni

Nella stessa giornata, la Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi di interesse invariati, confermando l’attuale intervallo del federal funds rate. La decisione riflette le preoccupazioni del comitato per un’inflazione superiore alle attese e per l’elevata incertezza legata al conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran, che continua a generare volatilità sui mercati energetici e finanziari globali. Questa scelta conferma l’approccio prudente della Fed in un contesto macroeconomico caratterizzato da rischi geopolitici crescenti e da pressioni inflazionistiche persistenti, elementi che rendono particolarmente complessa qualsiasi manovra sui tassi nel breve periodo.

Cosa significa per i mercati finanziari

La permanenza di Powell alla guida della Fed rappresenta un elemento di stabilità istituzionale in un momento di forte turbolenza politica. Per gli operatori del forex e dei mercati finanziari, la continuità nella leadership della banca centrale riduce il rischio di cambiamenti improvvisi nella politica monetaria. Tuttavia, il protrarsi dell’indagine federale e le tensioni tra la Fed e l’amministrazione Trump restano fattori di incertezza che potrebbero influenzare la volatilità del dollaro e le aspettative sui tassi nei prossimi mesi.