Il Giappone evita la recessione tecnica, ma la ripresa del quarto trimestre delude i mercati
L’economia giapponese ha registrato una crescita dello 0,1% nel quarto trimestre del 2025 rispetto ai tre mesi precedenti, evitando per un soffio la temuta recessione tecnica dopo la contrazione dello 0,7% nel terzo trimestre. Tuttavia, il dato ha deluso significativamente le aspettative degli analisti, che prevedevano un’espansione dello 0,4% secondo il consensus raccolto da Reuters. Su base annualizzata, il prodotto interno lordo è cresciuto appena dello 0,2%, un risultato ben lontano dall’1,6% stimato dal mercato e in netto miglioramento solo rispetto al calo del 2,3% del trimestre precedente. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il PIL del quarto trimestre è aumentato dello 0,1%, in rallentamento rispetto allo 0,6% del terzo trimestre.
Consumi privati come unico motore di crescita
Secondo i dati diffusi dal Cabinet Office giapponese, la modesta espansione è stata trainata quasi esclusivamente dai consumi privati, che hanno compensato la debolezza delle esportazioni e la contrazione della spesa pubblica. Si tratta di un segnale ambivalente: da un lato conferma una certa resilienza della domanda interna, dall’altro evidenzia la fragilità strutturale di un’economia che fatica a trovare molteplici fonti di crescita simultanee. La dipendenza dai consumi interni rappresenta un elemento di vulnerabilità, soprattutto in un contesto in cui l’inflazione, pur rallentando, continua a erodere il potere d’acquisto delle famiglie giapponesi.
Reazione dei mercati: Nikkei in lieve rialzo, yen in calo
Dopo la pubblicazione dei dati, il Nikkei 225 ha aperto in rialzo dello 0,12%, mostrando una reazione contenuta. Lo yen, invece, si è indebolito dello 0,25% portandosi a 153,06 contro il dollaro, un movimento che riflette le aspettative di una Bank of Japan meno propensa a inasprire la politica monetaria nel breve termine di fronte a dati di crescita così deboli. L’indebolimento dello yen potrebbe tuttavia offrire un vantaggio competitivo alle aziende esportatrici giapponesi, un fattore che i trader sul forex monitorano con attenzione in questa fase.
Le previsioni della Bank of Japan e il ciclo virtuoso prezzi-salari
La Bank of Japan (BOJ) aveva già rivisto al rialzo a gennaio le proprie stime di crescita economica per l’anno fiscale che si conclude a marzo 2026, portandole allo 0,9% dallo 0,7% precedente. Anche le previsioni per l’anno fiscale 2026 sono state migliorate all’1% rispetto allo 0,7% stimato in precedenza. La banca centrale ha motivato queste revisioni con l’aspettativa di un’espansione moderata, sostenuta dalla ripresa della crescita nelle altre economie globali. La BOJ ha inoltre sottolineato l’emergere di un ciclo virtuoso tra prezzi e salari, supportato dalle misure economiche governative e da condizioni finanziarie ancora accomodanti.
Inflazione in rallentamento ma sopra il target
L’inflazione giapponese è scesa bruscamente al 2,1% a gennaio, il livello più basso da marzo 2022. Nonostante il rallentamento, i prezzi al consumo si mantengono al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla BOJ da 45 mesi consecutivi, un dato che alimenta il dibattito sulla tempistica di eventuali ulteriori rialzi dei tassi di interesse.
Accordo commerciale con gli Stati Uniti: 550 miliardi di dollari in gioco
I dati sul PIL arrivano in un momento cruciale per le relazioni commerciali tra Giappone e Stati Uniti, secondo partner commerciale di Tokyo. Le due nazioni stanno lavorando a un ambizioso impegno di investimenti da 550 miliardi di dollari nell’ambito dell’accordo commerciale bilaterale con Washington. Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica NHK, Tokyo e Washington non hanno ancora raggiunto un’intesa sui primi progetti concreti legati a questo impegno. Il Ministro dell’Economia giapponese Ryosei Akazawa ha dichiarato di auspicare che i progetti iniziali vengano finalizzati prima dell’incontro tra la Premier Sanae Takaichi e il Presidente statunitense Donald Trump.
Il vertice Takaichi-Trump e le implicazioni per i mercati
Trump aveva annunciato l’incontro con Takaichi poco prima delle elezioni della Camera Bassa dell’8 febbraio, che hanno visto la leader del Partito Liberal Democratico ottenere una vittoria schiacciante. Dopo il successo elettorale, Takaichi ha dichiarato di voler sostenere la crescita economica attraverso una politica fiscale proattiva incentrata sul rilancio degli investimenti, senza tuttavia fornire dettagli specifici. Tra le promesse elettorali figurano la sospensione delle tasse alimentari per due anni e l’aumento della spesa per la difesa al 2% del PIL, in linea con gli standard NATO e le pressioni provenienti da Washington.
Difesa e industrializzazione: i prossimi catalizzatori per l’equity giapponese
Secondo Bruce Kirk, Chief Japan Equity Strategist e managing director di Goldman Sachs, il settore della difesa rappresenta il prossimo grande catalizzatore per il rialzo dell’equity giapponese. Intervenendo a CNBC, Kirk ha indicato l’imminente vertice Takaichi-Trump come un potenziale punto di svolta, prevedendo una raffica di annunci che coinvolgeranno aziende giapponesi e americane in settori chiave come l’industrializzazione, l’automazione delle fabbriche e la cantieristica navale. Kirk ha inoltre evidenziato un documento pubblicato dall’amministrazione Trump che invoca il ripristino del dominio marittimo statunitense e promuove la cooperazione con Giappone e Corea del Sud per rivitalizzare il settore cantieristico. Si tratta di un segnale importante per gli investitori che guardano al comparto industriale e della difesa giapponese come a un’area di crescita strutturale nei prossimi anni.
Budget record e pressioni sul costo della vita
Prima delle elezioni, Takaichi aveva presentato un budget record da 122 trilioni di yen per l’anno fiscale che inizia il primo aprile, segnando il secondo anno consecutivo di spesa pubblica ai massimi storici. L’obiettivo dichiarato è quello di sostenere le famiglie giapponesi alle prese con le persistenti pressioni sul costo della vita. Questa combinazione di politica fiscale espansiva e dati di crescita inferiori alle attese pone la Bank of Japan in una posizione delicata: da un lato, l’inflazione persistente giustificherebbe una normalizzazione monetaria; dall’altro, la fragilità della ripresa economica suggerisce cautela nell’inasprimento delle condizioni finanziarie. Per i mercati forex e obbligazionari, questa tensione rappresenta uno dei temi più rilevanti da monitorare nel corso del 2026.
