Il mercato del petrolio si trova a un bivio cruciale

Il mercato del petrolio greggio WTI ha registrato un lieve calo nelle prime ore di contrattazione di venerdì, seguito a ruota dal Brent. Tuttavia, entrambi i benchmark hanno rapidamente invertito la rotta e ora minacciano una rottura rialzista delle resistenze tecniche più significative.

Analisi tecnica del WTI: livelli da monitorare

Il greggio leggero dolce americano si trova attualmente in prossimità di due barriere tecniche fondamentali: la media mobile esponenziale a 50 giorni e la trendline ribassista che hanno dominato l’andamento dei prezzi negli ultimi mesi. Questa configurazione pone il mercato su un punto di svolta decisivo. In caso di breakout rialzista, il primo obiettivo naturale sarebbe l’area dei 60 dollari al barile. Un superamento convincente di questa soglia psicologica potrebbe riaccendere l’interesse degli operatori e aprire scenari più costruttivi per il greggio americano.

Scenario ribassista alternativo

Qualora le resistenze dovessero respingere i tentativi di rialzo, il mercato potrebbe tornare a testare i supporti inferiori, confermando la struttura ribassista che ha caratterizzato gran parte del 2025 e l’inizio del 2026.

Brent: tentativo di rottura in corso

Il Brent, benchmark europeo di riferimento, sta mostrando segnali più decisi nel tentativo di superare le proprie resistenze. Anche in questo caso, la media mobile a 50 giorni e una trendline discendente convergono nell’area attuale dei prezzi. L’obiettivo immediato in caso di breakout si colloca intorno ai 65 dollari al barile, livello che rappresenterebbe una resistenza significativa da superare per confermare un’inversione di tendenza più duratura.

Il contesto fondamentale: eccesso di offerta strutturale

Dal punto di vista dei fondamentali, il mercato petrolifero continua a confrontarsi con un eccesso di offerta strutturale. Secondo le ultime stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), il surplus si attesta tra i 3 e 4 milioni di barili al giorno.

Le dinamiche OPEC+ e la produzione non-OPEC

L’OPEC+ sta cercando di gestire le proprie quote produttive per sostenere i prezzi, ma gli sforzi vengono sistematicamente vanificati dalla produzione non-OPEC. In particolare, i produttori dell’emisfero occidentale, con gli Stati Uniti in prima linea, continuano a immettere volumi significativi sul mercato, smorzando l’efficacia di qualsiasi taglio concordato dal cartello.

Scorte globali in aumento

Le scorte globali di greggio hanno registrato un accumulo costante nella seconda parte del 2025, trascinando al ribasso le quotazioni. Questo trend ha creato le condizioni per l’attuale fase di debolezza strutturale.

Prospettive operative per i trader

Anche in caso di rally nel breve termine, il potenziale rialzista appare limitato dalle condizioni fondamentali sfavorevoli. Per il Brent, l’area dei 65 dollari rappresenta la prossima barriera significativa. La strategia di vendere i rimbalzi ha funzionato efficacemente negli ultimi mesi e potrebbe continuare a offrire opportunità, sebbene la chiusura settimanale fornirà indicazioni più chiare sulla direzione di breve periodo. Gli operatori dovrebbero monitorare attentamente la price action in prossimità delle resistenze indicate, valutando con cautela eventuali posizioni long fino a conferma di un breakout sostenuto da volumi significativi.