Il mercato dell’oro continua a mostrare forza rialzista

Il prezzo dell’oro ha registrato un ulteriore movimento al rialzo nelle prime ore di mercoledì, confermando la tendenza positiva che caratterizza il metallo prezioso ormai da diversi mesi. Nonostante la volatilità persistente e le oscillazioni intraday, il quadro complessivo resta decisamente orientato al rialzo, sostenuto da una combinazione di fattori tecnici e fondamentali difficile da ignorare. Il mercato dell’oro nel 2026 si sta dimostrando un terreno fertile per i cosiddetti value hunters, ovvero quegli investitori che cercano opportunità di acquisto durante i ritracciamenti all’interno di un trend rialzista consolidato. L’uptrend di lungo periodo è talmente evidente da rendere ogni correzione un potenziale punto di ingresso piuttosto che un segnale di inversione.

I fondamentali che sostengono il rally dell’oro

Dietro la forza del prezzo dell’oro si nascondono almeno tre driver fondamentali che continuano ad alimentare la domanda:

Tensioni geopolitiche globali

Il contesto geopolitico internazionale resta instabile, con diversi focolai di crisi che spingono gli investitori verso i tradizionali beni rifugio. L’oro, storicamente considerato il safe haven per eccellenza, beneficia direttamente di ogni escalation nelle tensioni globali, attirando flussi di capitale significativi.

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Guerra commerciale e incertezza economica

Le politiche commerciali protezionistiche e le dispute tariffarie tra le principali economie mondiali non accennano a risolversi. Questa incertezza strutturale pesa sulle prospettive di crescita globale e rafforza ulteriormente la domanda di oro come strumento di protezione del portafoglio.

Acquisti massicci delle banche centrali

Forse il fattore più rilevante è rappresentato dagli acquisti di oro da parte delle banche centrali, che nel 2026 continuano a ritmi sostenuti. Diverse istituzioni monetarie, in particolare nei mercati emergenti, stanno diversificando le proprie riserve valutarie a favore del metallo giallo, creando un vento di coda strutturale per il prezzo dell’oro che va ben oltre le dinamiche speculative di breve termine.

Analisi tecnica: breakout sopra i 5.150 dollari

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Dal punto di vista dell’analisi tecnica, il quadro grafico sul timeframe giornaliero offre segnali incoraggianti per i rialzisti. Negli ultimi giorni il prezzo dell’oro ha completato un breakout al di sopra della soglia critica dei 5.150 dollari l’oncia, e la sessione di mercoledì sembra confermare la validità di questa rottura. La tenuta di questo livello nelle prossime sedute sarà fondamentale per consolidare il movimento e aprire la strada a nuovi massimi. Tuttavia, anche in caso di un ritracciamento al di sotto dei 5.150 dollari, la struttura rialzista di fondo non verrebbe compromessa.

Livelli di supporto chiave da monitorare

Per chi opera sul mercato dell’oro, è essenziale tenere sotto osservazione i seguenti livelli di supporto: 5.150 dollari – Livello di breakout recente. Una chiusura giornaliera al di sopra di questa soglia confermerebbe la continuazione del trend rialzista. 5.000 dollari – Soglia psicologica di grande rilevanza. I numeri tondi tendono ad attrarre volumi significativi e a fungere da calamita per ordini di acquisto e vendita. Questo livello rappresenta un supporto naturale in caso di correzione. 4.800 dollari – Secondo livello di supporto intermedio, che coincide con precedenti zone di consolidamento e potrebbe offrire un’area di rimbalzo in caso di discesa più marcata. 4.600 dollari – Supporto strutturale di lungo periodo. Solo una rottura decisa al di sotto di questa soglia metterebbe seriamente in discussione l’intero scenario rialzista.

Strategia operativa: acquistare sui ritracciamenti

L’approccio più razionale in questo contesto di mercato resta quello del buy on the dip, ovvero l’acquisto durante le fasi di debolezza temporanea. Tentare di posizionarsi al ribasso contro un trend così consolidato e supportato da fondamentali solidi rappresenta una strategia ad alto rischio e con un rapporto rischio/rendimento sfavorevole. La volatilità e le fasi di choppiness che inevitabilmente caratterizzeranno le prossime settimane non devono essere interpretate come segnali di inversione, ma piuttosto come finestre di opportunità per accumulare posizioni a prezzi più vantaggiosi. Solo una violazione simultanea di tutti i livelli di supporto menzionati — dai 5.150 fino ai 4.600 dollari — giustificherebbe un cambio radicale di prospettiva sull’oro. In sintesi, il metallo giallo resta uno degli asset più interessanti del 2026, con una struttura tecnica solida e un contesto macroeconomico che continua a favorirne l’apprezzamento nel medio-lungo termine.