Il mercato dell’oro resta intrappolato in un range stretto
L’intera settimana si è chiusa con il prezzo dell’oro sostanzialmente invariato, confinato in un corridoio di oscillazione ristretto che riflette l’incertezza degli operatori. Nonostante la mancanza di direzionalità nel breve periodo, il quadro complessivo continua a suggerire che i compratori siano pronti a intervenire su ogni correzione significativa, mantenendo intatto il trend rialzista di fondo.
Analisi tecnica: il livello chiave dei 5.200 dollari
Osservando il grafico giornaliero, il prezzo dell’oro gravita attorno alla soglia psicologica dei 5.200 dollari l’oncia, un livello che attira l’attenzione di trader istituzionali e retail. La price action delle ultime sessioni evidenzia candele con corpi ridotti e ombre pronunciate, segnale tipico di una fase di consolidamento in cui domanda e offerta si bilanciano.
Supporti e resistenze da monitorare
In caso di ritracciamento, il primo supporto rilevante si colloca in area 5.000 dollari, un’altra soglia rotonda di grande importanza psicologica. A rafforzare questa zona di supporto contribuisce la media mobile esponenziale a 50 giorni (EMA 50), che si sta rapidamente avvicinando a quel livello e potrebbe fungere da ulteriore barriera dinamica contro eventuali discese. Sul fronte delle resistenze, l’obiettivo più ambizioso resta l’area dei 5.600 dollari, un target che appare raggiungibile nel medio termine, anche se il percorso per arrivarci sarà probabilmente graduale e caratterizzato da fasi di accumulo successive.
I fattori fondamentali che sostengono l’oro nel 2026
Al di là dell’analisi tecnica, diversi elementi macroeconomici e geopolitici continuano a fornire un solido supporto strutturale al metallo prezioso.
Acquisti delle banche centrali
Le banche centrali di tutto il mondo proseguono nella loro strategia di diversificazione delle riserve, accumulando oro a ritmi sostenuti. Questo fenomeno, particolarmente evidente da parte di istituti centrali di economie emergenti come Cina, India e Turchia, rappresenta una fonte di domanda costante che contribuisce a mantenere un pavimento sotto i prezzi.
Aspettative sui tassi della Federal Reserve
I mercati continuano a scontare possibili tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel corso del 2026. Un allentamento della politica monetaria statunitense ridurrebbe il costo opportunità di detenere oro — un asset che non genera rendimento — rendendolo più attraente rispetto ai titoli obbligazionari. Ogni segnale accomodante proveniente dalla Fed potrebbe quindi fungere da catalizzatore per un nuovo impulso rialzista.
Rischi geopolitici persistenti
Il contesto geopolitico globale resta estremamente fragile. Le tensioni tra Iran e Stati Uniti, il conflitto tra Russia e Ucraina e le numerose dispute commerciali internazionali alimentano un clima di incertezza che spinge gli investitori verso i beni rifugio. L’oro, in quanto asset difensivo per eccellenza, beneficia direttamente di questo scenario.
Strategia operativa: comprare sui ribassi resta l’approccio privilegiato
In sintesi, la fase laterale attuale non deve essere interpretata come un segnale di debolezza, ma piuttosto come una pausa fisiologica all’interno di un trend rialzista ben consolidato. Ogni correzione verso i supporti chiave — in particolare l’area dei 5.000 dollari — rappresenta potenzialmente un’opportunità di ingresso a prezzi più vantaggiosi. Il percorso verso i 5.600 dollari potrebbe richiedere tempo e pazienza, con un’evoluzione graduale piuttosto che un movimento esplosivo. Tuttavia, la combinazione di fattori tecnici favorevoli, domanda istituzionale robusta e un contesto macroeconomico e geopolitico di supporto rende lo scenario rialzista quello più probabile per i prossimi mesi.