Crollo dell’oro venerdì: prese di profitto e volatilità dominano il mercato

Il prezzo dell’oro spot ha registrato un crollo superiore al 7% nella sessione di venerdì, generando movimenti estremamente volatili che hanno colto di sorpresa molti operatori. Le prese di profitto rappresentano la causa principale di questa ondata di vendite, sebbene alcuni analisti attribuiscano parte della pressione ribassista al rafforzamento del dollaro e all’incertezza legata alla possibile nomina di un nuovo presidente della Federal Reserve. Con i servizi di informazione finanziaria che faticano a individuare ragioni concrete per la rottura sotto quota $5000 e l’elevata volatilità, l’approccio più prudente rimane quello di seguire l’azione dei prezzi sui grafici. Le notizie arrivano sempre in ritardo e potremmo non scoprire mai la vera ragione di questo movimento ribassista. Alle 12:31 GMT, il cross XAU/USD scambiava a $5134.92, in calo di $235.30 pari al -4.38%.

Perché l’oro è crollato così rapidamente in sole due sessioni?

Analizzando i possibili fattori scatenanti, emergono diverse domande legittime. Le banche centrali sono improvvisamente diventate venditrici nette? Potremmo non saperlo per almeno un mese, quando tutti i dati saranno disponibili. La Fed intende alzare i tassi invece di abbassarli nel corso dell’anno? No, ma il Presidente Trump potrebbe nominare un nuovo presidente con orientamento semi-hawkish. La flotta navale statunitense ha lasciato lo Stretto di Hormuz? No, è ancora posizionata nell’area. La spiegazione più semplice e realistica rimane quella classica: più venditori che compratori ai livelli di prezzo correnti. A questo si aggiunge il cosiddetto “effetto gregge” – quando gli operatori vedono altri vendere, tendono a seguire il movimento per paura di rimanere intrappolati.

Ritracciamento del 50% quasi perfetto: opportunità di acquisto?

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Il mercato ha finalmente offerto il tanto atteso pullback e una nuova opportunità di ingresso a prezzi più favorevoli. Tuttavia, chi non era attento al momento giusto potrebbe aver perso una correzione quasi perfetta del 50% del rally partito dal minimo del 31 dicembre a $4274.02 fino al massimo del 29 gennaio a $5602.23.

I numeri parlano chiaro

Il ritracciamento del 50% di questo range corrisponde matematicamente a $4938.12. Il minimo effettivo della giornata è stato $4941.50 – una differenza di soli $3.38 rispetto al target calcolato. Successivamente il prezzo è rimbalzato di circa $200 da quel minimo, con molti analisti che ora affermano che l’RSI aveva segnalato il top, naturalmente a posteriori con questo indicatore ritardato.

Gestire la volatilità: tornare ai fondamentali

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È fondamentale non farsi sopraffare dalla volatilità, che tende ad aumentare proporzionalmente con i prezzi. Occorre tornare ai principi base dell’analisi tecnica: Qual è il trend? Rialzista. Entriamo nella direzione del trend? Sì. Dove conviene entrare? Se non si è entrati a $4274.02 a dicembre e non si gradiva il livello di $5602.23 giovedì, la zona più interessante rimane il ritracciamento tra il 50% e il 61.8%, ovvero l’area compresa tra $4938.12 e $4781.39. Questo rappresenta un pattern grafico classico, costruito senza indicatori speciali, basato esclusivamente sulla matematica dei ritracciamenti di Fibonacci.

Livelli di supporto chiave e trendline da monitorare

Oltre alla zona di ritracciamento e al bias rialzista derivante dal trend principale, esistono altri riferimenti tecnici importanti:

Supporti critici

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Una trendline rialzista passa a $4775.10, che si allinea quasi perfettamente con il ritracciamento del 61.8% a $4781.39. Questa confluenza potrebbe rivelarsi un’area di supporto cruciale. Esiste inoltre una seconda trendline rialzista a $5125.94 che il mercato sta tentando di riconquistare. Identificati i supporti e verificata l’azione dei prezzi, è importante mantenere la calma e non lasciarsi distrarre dalla volatilità. Il mercato ha completato in due giorni una correzione quasi esatta del 50% di un rally costruito in 20 sessioni di trading, ma non si tratta di un crash. La struttura tecnica rimane intatta.

La zona di ritracciamento critica determinerà il prossimo movimento

Guardando avanti, sappiamo che la prima gamba ribassista da un top importante è solitamente caratterizzata da liquidazione di posizioni long. Se il mercato ha effettivamente formato un top e si prepara a un’ulteriore discesa, i trader vorranno vendere al miglior prezzo possibile.

I livelli da osservare

Il range di breve termine va da $5602.23 a $4941.50. La zona di ritracciamento critica di questo movimento si colloca tra $5271.87 e $5349.83. Questa è l’area che determinerà il tono del mercato nelle prossime ore. Se i venditori interverranno su un test di questa zona, occorre prepararsi a prezzi più bassi. Al contrario, se i compratori riusciranno a superare quest’area con decisione, il rally potrebbe riprendere con forza. È essenziale prestare massima attenzione all’azione dei prezzi e al flusso degli ordini in questa zona per anticipare la prossima direzione del mercato dell’oro.