L’oro segna un nuovo massimo storico sopra i 4.800 dollari
Il prezzo dell’oro ha raggiunto un nuovo record storico mercoledì, superando la soglia dei 4.800 dollari l’oncia. Il rally si è intensificato mentre gli investitori cercavano rifugio dalle crescenti tensioni commerciali innescate dalle minacce tariffarie della Casa Bianca e dai timori di una guerra commerciale globale. Questo balzo ha riacceso il dibattito tra gli operatori di mercato su quanto ancora possa salire il metallo prezioso dopo un 2025 già straordinario per il settore.
Momentum intatto dopo un 2025 da record
Dopo aver chiuso il 2025 con performance eccezionali, l’oro è entrato nel 2026 mantenendo una traiettoria rialzista solida. Secondo gli analisti, diversi fattori stanno sostenendo il ruolo del metallo giallo come bene rifugio per eccellenza:
I driver principali del rally
- Tensioni geopolitiche persistenti, incluse le recenti azioni statunitensi in Venezuela e le pressioni di Washington per affermare il controllo sulla Groenlandia
- Tassi di interesse reali in calo che riducono il costo opportunità di detenere oro
- Diversificazione delle riserve da parte di banche centrali e investitori istituzionali, con un progressivo allontanamento dal dollaro
Previsioni degli analisti: target fino a 7.150 dollari
Le stime per il 2026 sono sempre più ottimistiche. Un sondaggio condotto dalla London Bullion Market Association (LBMA) indica che gli analisti si aspettano prezzi superiori ai 5.000 dollari entro fine anno. Julia Du, senior commodities strategist presso ICBC Standard Bank, si spinge oltre, ipotizzando un target di 7.150 dollari l’oncia.
La view di Goldman Sachs
Goldman Sachs ha ribadito la propria posizione rialzista, definendo l’oro come il trade a più alta convinzione nel portafoglio commodities. “L’oro rimane la nostra posizione long con la massima convinzione. Il nostro target di prezzo per fine anno è 4.900 dollari”, ha dichiarato Daan Struyven, co-responsabile della ricerca globale sulle materie prime presso Goldman Sachs. Struyven ha sottolineato come gli acquisti delle banche centrali abbiano trainato i guadagni nel 2023 e 2024, mentre nel 2025 il rally si è accelerato grazie all’aumento della domanda del settore privato.
Chi sta comprando oro nel 2026
La composizione della domanda sta cambiando in modo significativo. Secondo Goldman Sachs, gli acquisti provengono principalmente da:
- Società di gestione patrimoniale private
- Asset manager istituzionali
- Hedge fund
- Fondi pensione
“Gli investitori privati stanno iniziando a diversificare verso l’oro attraverso diversi canali”, ha spiegato Struyven, citando i flussi in ingresso negli ETF come evidenza concreta di questo cambiamento strutturale.
Un trend secolare, non una bolla speculativa
Nicky Shiels, head of metals strategy presso MKS PAMP, ha escluso che il ciclo attuale assomigli a un picco speculativo. La sua previsione per il 2026 è di 5.400 dollari l’oncia. “L’anno scorso è stato storico, un evento che si verifica una volta ogni cento anni nel settore dei metalli preziosi. L’argento è praticamente raddoppiato e l’oro ha guadagnato il 60%”, ha affermato Shiels. “Non vedremo una replica di quei guadagni, ma 5.400 dollari rappresenta comunque un solido +30% anno su anno. Questo è un trade secolare, non il classico blow-off top di una commodity.”
La geopolitica resta il catalizzatore chiave
Le tensioni geopolitiche, secondo Shiels, non stanno affatto diminuendo. “Stiamo entrando in un mondo dove c’è una forte domanda per assicurarsi metalli critici e materie prime strategiche in questo decennio”, ha concluso l’analista.