La Corte Suprema boccia i dazi di Trump, ma la Casa Bianca rilancia

La settimana si apre con un cambio di scenario radicale per i mercati globali. Dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittima gran parte dell’architettura tariffaria voluta dall’amministrazione Trump, giudicando un eccesso nell’uso dei poteri d’emergenza per imporre dazi generalizzati, la Casa Bianca ha risposto immediatamente con una nuova strategia. Facendo leva su un’autorità legislativa differente, il governo ha annunciato un nuovo dazio globale, inizialmente fissato al 10% e poi innalzato al 15%, con una durata potenziale fino a cinque mesi, in attesa di una soluzione strutturale più permanente.

Reazione immediata dei mercati finanziari

L’incertezza rinnovata ha colpito trasversalmente tutte le asset class già nelle prime ore di lunedì:

Azionario e futures

I futures sugli indici azionari statunitensi hanno aperto in ribasso, riflettendo il nervosismo degli operatori. La settimana precedente aveva visto l’S&P 500 guadagnare l’1,1% e il Nasdaq interrompere una serie negativa di cinque settimane consecutive, alimentando l’illusione che il peggio fosse alle spalle. Questa mattina il sentiment appare decisamente diverso.

Valute e obbligazioni

blank

Il dollaro USA è rimasto sotto pressione, penalizzato dall’instabilità politica interna. I rendimenti dei Treasury sono scivolati leggermente al ribasso, segnalando una fuga verso la sicurezza da parte degli investitori istituzionali.

Materie prime e crypto

L’oro ha superato la soglia dei 5.100 dollari l’oncia, sostenuto dalla debolezza del biglietto verde e da un clima di crescente avversione al rischio. Il petrolio è arretrato in vista della ripresa dei negoziati nucleari tra Stati Uniti e Iran a Ginevra. I metalli industriali hanno registrato flessioni moderate. Anche il bitcoin ha ceduto terreno, confermando la correlazione crescente con il risk sentiment globale.

Il vero problema: l’incertezza sulle regole del gioco

La questione centrale non è se i dazi siano positivi o negativi in termini teorici. Il problema strutturale è che le imprese non sanno più quali regole governano il commercio internazionale. Come ha sintetizzato efficacemente un investitore istituzionale: “Come si pianifica una supply chain quando non si conosce l’aliquota tariffaria del mese prossimo, o della prossima settimana?” Le conseguenze pratiche sono già tangibili. L’agenzia doganale statunitense (U.S. Customs) si appresta a sospendere la riscossione di alcuni dazi “reciproci”. Restano aperte domande cruciali sulla possibilità che le aziende ottengano rimborsi per i dazi giudicati illegittimi dalla Corte.

Ripercussioni diplomatiche globali

blank

Sul fronte internazionale, le reazioni sono state immediate e diversificate: Unione Europea: ha sospeso la ratifica di un accordo commerciale di compromesso raggiunto nelle settimane precedenti. India: ha rinviato i negoziati bilaterali. Cina: sta “valutando” la situazione, mantenendo un profilo cauto. Giappone: ha espresso un moderato sollievo. Il Rappresentante per il Commercio USA insiste sul fatto che gli accordi bilaterali esistenti restano validi. I mercati avevano brevemente abbracciato quella che i trader chiamano ironicamente la logica “TACO” (Trump Always Chickens Out), ovvero l’idea che le minacce si intensifichino ma che Wall Street alla fine ne esca indenne. Questa volta, però, il copione sembra diverso.

Nvidia: l’evento chiave della settimana

Mercoledì Nvidia pubblicherà i risultati trimestrali, un evento che potrebbe avere un impatto sui mercati superiore a qualsiasi dichiarazione politica proveniente da Washington. Il colosso dei semiconduttori, attualmente l’azienda con la maggiore capitalizzazione al mondo, è chiamato a dimostrare che gli investimenti massicci nell’intelligenza artificiale si stanno traducendo in profitti sostenibili e duraturi. Lo scetticismo degli investitori è cresciuto sensibilmente. L’indice S&P software e servizi ha perso oltre il 20% dall’inizio dell’anno, alimentato dal timore che la disruption legata all’AI stia procedendo più rapidamente di quanto gli utili aziendali riescano a tenere il passo. Nvidia sta inoltre cercando di tornare nel segmento dei PC consumer, fornendo chip per laptop a Dell e Lenovo. I profitti a breve termine potrebbero essere contenuti, ma l’ambizione strategica di lungo periodo è significativa.

Altre trimestrali da monitorare

Nel corso della settimana, i risultati di Salesforce, Intuit, Dell e CoreWeave offriranno ulteriori indicazioni sullo stato di salute del settore tecnologico enterprise. In Europa, colossi come HSBC e Rolls-Royce presenteranno i propri conti.

Dati macro, Fed e geopolitica: un calendario denso di appuntamenti

Oltre alle trimestrali, gli investitori dovranno confrontarsi con un’agenda macroeconomica particolarmente intensa: Ordini industriali USA di dicembre: un indicatore chiave per valutare la tenuta del settore manifatturiero. Dati sull’inflazione: attesi a fine settimana, saranno determinanti per calibrare le aspettative sui tassi d’interesse. Interventi di funzionari della Federal Reserve: il mercato cerca di anticipare la tempistica del prossimo taglio dei tassi. Discorso sullo Stato dell’Unione di Trump: previsto per martedì, potrebbe contenere segnali rilevanti su commercio, politica industriale e, potenzialmente, sulla strategia valutaria relativa al dollaro.

Negoziati USA-Iran e impatto sul petrolio

A sovrastare tutto c’è la ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Ginevra. Il petrolio è sceso lunedì dopo il rally della settimana precedente, con i trader che valutano come anche un eventuale intervento militare americano avrebbe un impatto limitato sull’offerta globale nel lungo termine. Quando i negoziati riprenderanno, ogni parola sarà pesata dai mercati energetici.

Notizie dal mondo corporate

Settore alimentare e tecnologico

Domino’s Pizza ha superato le attese sulle vendite a parità di perimetro negli Stati Uniti, con il titolo in rialzo nel pre-market. Dominion Energy pubblica i risultati nella mattinata, mentre Hims & Hers riporterà dopo la chiusura dei mercati.

blankblank

Settore farmaceutico: Eli Lilly vs Novo Nordisk

Eli Lilly ha registrato un rialzo significativo dopo che la rivale Novo Nordisk ha comunicato che il suo farmaco sperimentale contro l’obesità non è riuscito a superare Zepbound di Lilly in uno studio clinico comparativo diretto. Le azioni di Novo Nordisk sono crollate a Copenaghen, mentre quelle di Lilly hanno guadagnato terreno.

Merck si riorganizza

Merck ha annunciato la scissione della propria divisione salute umana in due entità separate, isolando il portafoglio oncologico che include Keytruda, il farmaco che rappresenta quasi la metà del fatturato complessivo del gruppo. La mossa è strategica in vista della scadenza brevettuale prevista entro la fine del decennio.

Cosa aspettarsi: navigare l’incertezza con strategia

Per gli investitori, la settimana che si apre rappresenta un banco di prova cruciale. La convergenza tra shock di politica commerciale, trimestrali decisive nel settore tech, dati macroeconomici sensibili e tensioni geopolitiche crea un ambiente in cui la gestione del rischio diventa prioritaria rispetto alla ricerca di rendimento. Il messaggio dei mercati è chiaro: in un contesto dove le regole possono cambiare da un giorno all’altro, la diversificazione, la liquidità e la capacità di reagire rapidamente ai cambiamenti di scenario non sono optional, ma necessità operative per qualsiasi portafoglio ben gestito.