Morgan Stanley entra nel mercato degli ETF crypto
Morgan Stanley ha ufficialmente presentato alla Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense le domande per il lancio di due nuovi exchange-traded fund legati a Bitcoin e Solana. Questa mossa rappresenta un passo significativo per una delle più importanti banche d’investimento di Wall Street nel settore degli asset digitali. Le richieste depositate evidenziano la volontà dell’istituto finanziario di offrire ai propri clienti un’esposizione regolamentata a due delle criptovalute più rilevanti del mercato, in un momento caratterizzato da un rinnovato interesse istituzionale verso questo settore.
Struttura dell’ETF su Solana con meccanismo di staking
Il prodotto dedicato a Solana presenta caratteristiche particolarmente innovative. Secondo i documenti depositati, il fondo seguirà un benchmark di prezzo prestabilito, con aggiustamenti periodici per coprire i costi operativi e altri oneri gestionali.
Custodia e gestione degli asset
Un aspetto rilevante riguarda la struttura di custodia: il trust non deterrà direttamente i token SOL, ma si affiderà a custodi terzi autorizzati per la salvaguardia degli asset. Questa soluzione garantisce maggiore sicurezza e conformità normativa.
Rendimenti da staking integrati
L’elemento distintivo dell’ETF su Solana è l’integrazione dello staking. Morgan Stanley ha dichiarato che il fondo effettuerà lo staking dei token SOL attraverso fornitori di servizi esterni. I rendimenti generati da questa attività verranno aggiunti al net asset value del fondo, permettendo agli investitori di beneficiare sia dell’apprezzamento del prezzo che dei proventi dello staking, senza dover gestire wallet o chiavi private.
ETF spot su Bitcoin: la proposta parallela
Parallelamente, Morgan Stanley ha presentato una richiesta separata per un ETF spot su Bitcoin. Questo prodotto mira a replicare direttamente il prezzo della criptovaluta, seguendo la struttura già adottata da altri fondi approvati nel mercato statunitense. Con questa iniziativa, la banca si inserisce in un panorama competitivo che vede numerose istituzioni finanziarie di primo piano contendersi l’attenzione degli investitori nel segmento degli ETF crypto.
Integrazione con E*Trade prevista per il 2026
Morgan Stanley ha inoltre annunciato l’intenzione di introdurre il trading di criptovalute sulla piattaforma E*Trade nel corso del 2026. Questa integrazione dovrebbe facilitare l’accesso agli asset digitali per gli investitori retail, ampliando significativamente la base di utenti potenziali.
Il contesto normativo in evoluzione
Le richieste di Morgan Stanley arrivano in un momento di profonda trasformazione del quadro regolamentare statunitense. L’approvazione degli ETF spot su Bitcoin avvenuta due anni fa ha aperto le porte alle istituzioni finanziarie tradizionali, creando un precedente fondamentale.
Nuove aperture dai regolatori bancari
Recentemente, i regolatori bancari americani hanno consentito agli istituti di credito di operare come intermediari nelle transazioni crypto, allentando le restrizioni precedentemente in vigore. L’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) ha inoltre concesso approvazioni condizionali per charter di trust bank nazionali a Ripple e altre importanti società del settore crypto.
Domanda crescente per prodotti regolamentati
Secondo quanto riportato da Reuters, l’iniziativa di Morgan Stanley riflette una forte domanda da parte degli investitori che preferiscono ottenere esposizione alle criptovalute attraverso ETF piuttosto che tramite possesso diretto. Gli ETF offrono infatti un accesso più semplice, una supervisione più chiara e minori complessità tecniche.
Competizione nel settore
Altre società stanno seguendo la stessa direzione. T. Rowe Price ha depositato richieste per prodotti crypto-correlati, mentre Bitwise ha presentato domande per ETF legati a Tron, Zcash e altre nove criptovalute. Per Morgan Stanley, le richieste relative agli ETF su Bitcoin e Solana rappresentano una strategia chiara per mantenere la propria rilevanza in un mercato dove gli asset digitali stanno diventando parte integrante dell’offerta di investimento mainstream.
