La cattura di Maduro non scuote i mercati finanziari

L’arresto del leader venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie da parte delle autorità statunitensi rappresenta l’evento geopolitico più rilevante della giornata. Tuttavia, le ripercussioni immediate sui mercati finanziari sono state sorprendentemente contenute. I prezzi del petrolio si mantengono sostanzialmente stabili, mentre il dollaro statunitense si rafforza contro la maggior parte delle valute principali e delle divise dei mercati emergenti.

Andamento delle valute G10

Euro sotto pressione

L’euro ha esteso il ritracciamento iniziato alla vigilia di Natale, scendendo fino a quota 1,1670 dollari e raggiungendo così il primo obiettivo di correzione del rally partito a fine novembre. Il supporto immediato si colloca intorno a 1,1650, mentre la resistenza iniziale potrebbe manifestarsi nell’area di 1,17.

Yen giapponese in recupero

Dopo aver toccato 157,30 yen nelle prime contrattazioni asiatiche, il massimo delle ultime due settimane, il biglietto verde ha invertito la rotta scendendo fino al minimo di venerdì scorso a circa 156,50. Una rottura di questo livello potrebbe aprire la strada verso 156,20 e potenzialmente 155,75.

Sterlina e dollaro canadese

blank

La sterlina britannica si muove in un range ristretto tra 1,3415 e 1,3475 dollari, mantenendo il supporto vicino a 1,3400. Per un miglioramento del sentiment tecnico, sarà necessario un superamento di quota 1,3500. Il dollaro USA ha trovato un minimo contro il dollaro canadese il 26 dicembre a 1,3645 CAD, raggiungendo oggi quasi 1,3790. Le resistenze tecniche si concentrano nell’area 1,3790-1,3805.

Mercati emergenti: focus su Messico e Cina

Peso messicano in fase correttiva

Il peso messicano ha registrato il massimo annuale la scorsa settimana, con il dollaro sceso brevemente sotto 17,87 MXN. Tuttavia, il biglietto verde ha recuperato terreno superando brevemente 18,03, il livello più alto da metà dicembre. Una chiusura sopra 18,00 potrebbe segnalare l’inizio di una fase correttiva.

Yuan cinese: la PBOC prosegue la strategia di rafforzamento

La People’s Bank of China ha fissato il tasso di riferimento del dollaro a 7,0230 yuan, il livello più basso da ottobre 2024. Contro lo yuan offshore, il dollaro ha mantenuto il minimo pre-weekend vicino a 6,9665, mentre contro lo yuan onshore è sceso a un nuovo minimo di 6,9780.

Rupia indiana e bolivar venezuelano

Il dollaro è salito a 90,2925 rupie indiane, il massimo dal 19 dicembre, con potenziale estensione verso 90,44. Le prime indicazioni suggeriscono un apprezzamento del dollaro di circa il 2,75% contro il bolivar venezuelano.

Equity e rendimenti obbligazionari

I mercati azionari globali mostrano segni positivi. In Asia-Pacifico, tutte le principali borse eccetto Hong Kong hanno registrato guadagni superiori all’1%, con il Kospi sudcoreano in testa con un balzo del 3,4%. Lo Stoxx 600 europeo avanza dello 0,35%, mentre i futures statunitensi sono in rialzo, guidati dal Nasdaq (+0,65%) e dall’S&P 500 (+0,3%). I rendimenti dei titoli di Stato decennali mostrano dinamiche divergenti: in rialzo di 6 punti base in Giappone, in calo di 4 punti base in Australia. Il Treasury USA a 10 anni scende di circa 3 punti base attestandosi intorno al 4,16%.

Materie prime: oro in rialzo, petrolio volatile

L’oro ha raggiunto quasi 4.440 dollari l’oncia, il massimo delle ultime cinque sessioni, avvicinandosi al record storico di fine 2025 vicino a 4.550 dollari. Il WTI di febbraio è sceso fino a 56,30 dollari, il minimo dal 19 dicembre, prima di recuperare verso 57,75 dollari.

Dati macroeconomici in agenda

La settimana culminerà con il report sull’occupazione USA di dicembre. Oggi sono attesi l’ISM manifatturiero e le vendite auto di dicembre. L’ISM si mantiene sotto la soglia di 50 da febbraio, con una lettura di 48,2 a novembre. Le vendite auto americane sono aumentate nel 2025, con una media annualizzata di 16,13 milioni di unità nei primi undici mesi, rispetto ai 15,68 milioni dello stesso periodo 2024. Dal Regno Unito arrivano dati misti: il credito al consumo di novembre è risultato superiore alle attese, mentre le approvazioni di mutui sono leggermente diminuite. In Giappone, il PMI manifatturiero finale si è attestato a 50,0, in miglioramento rispetto al preliminare 49,7. L’appuntamento chiave della settimana per la Cina sarà il CPI e PPI di dicembre in uscita venerdì.