Un inizio anno all’insegna dell’indecisione
I mercati finanziari hanno inaugurato il 2026 in uno stato di marcata incertezza. Le strategie di investimento vengono continuamente testate, le convinzioni restano provvisorie e la prima scadenza delle opzioni dell’anno è arrivata prima che gli operatori fossero realmente preparati. Con la chiusura anticipata dei mercati statunitensi prevista per lunedì in occasione del Martin Luther King Jr. Day, gli investitori stanno cercando di sistemare le proprie posizioni con anticipo.
La rotazione settoriale domina la scena
Il paradosso dei semiconduttori
L’impulso a ruotare i portafogli è ovunque. Gli investitori dichiarano di voler trovare alternative ai colossi dell’intelligenza artificiale, eppure continuano a gravitare attorno al settore dei semiconduttori. La ragione è di natura strutturale: TSMC ha annunciato nuovi piani di investimento che hanno generato un’onda d’urto lungo l’intera catena di approvvigionamento. I maggiori beneficiari non sono stati i noti progettisti di chip, bensì le aziende che producono macchinari e strumenti per la fabbricazione. L’europea ASML e le americane KLA e Applied Materials hanno registrato rialzi significativi. Queste società traggono profitto dall’espansione stessa del settore, indipendentemente da quale chip alimenterà la prossima ondata di innovazione tecnologica.
Il Nasdaq 100 resta indietro
Il comparto tecnologico più ampio appare stranamente contenuto. Il Nasdaq 100 ha guadagnato appena lo 0,3%, chiudendo la sessione di giovedì sui minimi intraday. Da inizio anno il rialzo si limita all’1,2%, nettamente inferiore rispetto all’iShares Semiconductor ETF, che ha già messo a segno un balzo di quasi il 12%. La fiducia degli investitori nella domanda di chip legata all’AI rimane solida, anche mentre i capitali defluiscono dai titoli tecnologici a grande capitalizzazione verso settori meno alla moda.
Le small cap americane rubano la scena
Le piccole aziende statunitensi hanno silenziosamente conquistato i riflettori. Il Russell 2000 registra già un rialzo del 7,8% da inizio anno, una performance che riflette sia la caccia alle occasioni sia la convinzione che le imprese domestiche, meno indebitate, possano gestire meglio un eventuale rallentamento economico. Questo movimento rappresenta anche un segnale importante: i rally tendono ad allargarsi prima di esaurirsi. L’interesse per materiali, industriali e small cap suggerisce una ricerca di diversificazione che potrebbe anticipare cambiamenti più profondi nel sentiment di mercato.
Wall Street tra cautela e resistenze tecniche
L’umore prevalente è di cautela piuttosto che di compiacimento. L’equity statunitense si avvia verso modeste perdite settimanali, nonostante i record toccati nei giorni precedenti. L’S&P 500 oscilla a soli 60 punti dalla soglia psicologica dei 7.000 punti, un livello che molti analisti considerano una resistenza tecnica significativa. Il settore bancario ha pesato sull’indice, penalizzato dai timori legati a una proposta di tetto sui tassi di interesse delle carte di credito, che potrebbe erodere i margini di profitto. Il comparto finanziario si avvia verso la peggiore settimana da ottobre.
Stagione degli utili: segnali contrastanti
La reporting season è appena iniziata, ma i primi segnali sono contrastanti. Società di trasporto come J.B. Hunt hanno deluso le aspettative, mentre banche come PNC hanno sorpreso positivamente. I test più impegnativi arriveranno la prossima settimana, con i risultati attesi da Netflix, Johnson & Johnson e Intel. Gli investitori affermano di volere una crescita degli utili genuina. Stanno per scoprire quanta ne rimanga effettivamente.
Panorama dei mercati globali
L’Asia offre poche sorprese. L’Australia ha registrato il quinto rialzo consecutivo, la Corea del Sud l’undicesimo. India e Taiwan mostrano segni positivi, il Giappone appare più debole, mentre Cina e Hong Kong chiudono leggermente in territorio negativo. I futures europei indicano cautela mentre le opzioni scadono e gli investitori sistemano le posizioni in vista di una settimana accorciata negli Stati Uniti.