Il fenomeno “Sell America” scuote i mercati globali
La strategia di disinvestimento dagli asset statunitensi sta dominando le contrattazioni di questo martedì, con gli investitori globali che abbandonano rapidamente le posizioni legate agli Stati Uniti. Le crescenti tensioni geopolitiche tra l’amministrazione Trump e i leader europei sulla questione della Groenlandia hanno innescato un massiccio riposizionamento dei portafogli internazionali.
Crollo del dollaro e impennata dei rendimenti obbligazionari
Il U.S. Dollar Index, che misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute principali, ha registrato un calo di quasi l’1%, segnando la peggiore performance giornaliera da aprile. Parallelamente, l’euro si è apprezzato dello 0,7% contro il dollaro, evidenziando una chiara preferenza degli investitori per la valuta europea. Sul fronte obbligazionario, i prezzi dei Treasury statunitensi sono crollati, provocando un’impennata dei rendimenti. Questo movimento riflette la crescente percezione di rischio associata al debito pubblico americano.
L’analisi degli esperti
Krishna Guha, responsabile della strategia globale di politica monetaria presso Evercore ISI, ha commentato: “Siamo di fronte a un nuovo episodio di ‘sell America’ inserito in un contesto più ampio di avversione al rischio globale”. L’esperto ha sottolineato come il calo del dollaro e il rafforzamento dell’euro indichino che gli investitori internazionali stiano cercando di ridurre o coprire la loro esposizione verso un partner commerciale percepito come “volatile e inaffidabile”.
Oro e argento raggiungono nuovi massimi
I metalli preziosi hanno beneficiato enormemente del clima di incertezza. L’oro, tradizionalmente considerato bene rifugio durante le turbolenze geopolitiche, si avvia verso il maggior guadagno giornaliero da ottobre. Anche l’argento ha seguito la stessa traiettoria rialzista, confermando la fuga degli investitori verso asset considerati più sicuri.
Wall Street in profondo rosso
I principali indici azionari statunitensi hanno subito perdite significative: Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto oltre 700 punti, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno registrato cali superiori all’1%. Questi movimenti riflettono il tentativo degli investitori di ridurre l’esposizione complessiva agli asset americani.
Le tensioni sulla Groenlandia alimentano l’incertezza
L’escalation è stata innescata dalle minacce del presidente Trump di imporre dazi del 10% su otto paesi europei, nell’ambito della sua strategia per acquisire la Groenlandia. Secondo le dichiarazioni, le tariffe dovrebbero entrare in vigore il 1° febbraio per poi salire al 25% dal 1° giugno. La Groenlandia ha respinto fermamente le richieste americane. Il Primo Ministro Jens-Frederik Nielsen ha dichiarato che l’isola artica “non si farà intimidire” e “rimarrà ferma sul dialogo, sul rispetto e sul diritto internazionale”.
La risposta europea
I rappresentanti dei 27 paesi dell’Unione Europea si sono riuniti d’urgenza per coordinare una risposta alle minacce tariffarie americane. Secondo fonti vicine alle trattative, Bruxelles starebbe valutando una serie di contromisure, inclusi dazi di ritorsione e altre sanzioni economiche contro gli Stati Uniti.
Il rischio di una guerra dei capitali
Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, ha lanciato un avvertimento significativo durante il World Economic Forum di Davos: “Dall’altra parte dei deficit commerciali e delle guerre commerciali ci sono i capitali e le guerre dei capitali. Non si può ignorare la possibilità che i paesi europei decidano di non acquistare più debito statunitense con la stessa propensione di prima”. Questa prospettiva alimenta i timori che i paesi europei possano iniziare a liquidare massicciamente gli asset americani come dimostrazione di forza economica.
Mercati europei e asiatici in difficoltà
Le borse internazionali hanno continuato a scendere martedì, proseguendo il trend negativo iniziato lunedì, quando i mercati statunitensi erano chiusi per il Martin Luther King Jr. Day. Le minacce di Trump di tassare il vino francese e altri prodotti importati hanno ulteriormente innervosito gli investitori. L’indice Stoxx 600 paneuropeo ha esteso le perdite recenti, cedendo circa l’1% a metà giornata, seguendo la scia negativa dei mercati asiatici.
Prospettive e scenari futuri
Gli analisti osservano con attenzione se Trump deciderà di fare marcia indietro sui suoi piani, una strategia nota come “TACO” (Trump Always Chickens Out), coniata la scorsa primavera. In assenza di un compromesso, gli impatti sul dollaro e sugli altri asset statunitensi potrebbero essere severi e di lungo termine.
La questione della diversificazione
Russ Mould, investment director presso AJ Bell, ha evidenziato come gli investitori stiano cercando modi per diversificare lontano dalle azioni americane, in un momento in cui gli indici sono vicini ai massimi storici e l’equity statunitense rappresenta la maggioranza della capitalizzazione di mercato globale. “I mercati potrebbero aver già scontato pienamente il concetto di eccezionalismo americano”, ha affermato Mould. “Potrebbe quindi non servire molto per convincere gli investitori a coprire le proprie scommesse e diversificare i portafogli”.