Scenario di consolidamento sui mercati valutari

Il mercato forex sta attraversando una fase di consolidamento, con il dollaro americano che mostra un andamento misto. Le valute del blocco dollaro (australiano, neozelandese e canadese) insieme alla corona norvegese registrano performance positive, mentre le altre principali divise accusano lievi perdite. L’attenzione degli operatori è rivolta ai dati sull’occupazione statunitense attesi a fine settimana, mentre il mercato continua a elaborare gli sviluppi geopolitici in corso. La Cina ha annunciato controlli sulle esportazioni verso il Giappone per qualsiasi bene con potenziale utilizzo militare, apparentemente in risposta alle dichiarazioni del Primo Ministro giapponese Takaichi.

Tensioni geopolitiche e incontri diplomatici

Investitori e policymaker stanno valutando le implicazioni delle azioni statunitensi in Venezuela e le aperture riguardo la Groenlandia. Il Primo Ministro canadese Carney è impegnato in una serie di incontri diplomatici con il Segretario Generale della NATO Rutte, la Premier danese Frederiksen e il Presidente francese Macron. Nella sessione nordamericana, sono attesi gli interventi di Barkin della Fed e di Miran.

Analisi delle principali coppie valutarie G10

EUR/USD: oscillazioni tra supporti e resistenze chiave

L’euro, dopo essere stato venduto nella sessione precedente fino a circa 1,1660 dollari, ha recuperato terreno in Nord America a seguito del deludente dato ISM manifatturiero statunitense, raggiungendo quasi 1,1730 dollari. Gli acquisti successivi hanno spinto la moneta unica fino a 1,1745 dollari prima di incontrare resistenza, con un ritorno verso quota 1,1700. La coppia appare intrappolata tra due importanti scadenze di opzioni: una a 1,1650 dollari per 1,06 miliardi di euro e l’altra a 1,1750 dollari per circa 630 milioni di euro.

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USD/JPY: mancato follow-through ribassista

Il dollaro ha registrato una giornata di inversione ribassista contro lo yen, scambiando su entrambi i lati del range di venerdì scorso e chiudendo sotto i minimi. Tuttavia, non si è verificato un seguito nelle vendite e il biglietto verde sta operando all’interno del range precedente, oscillando tra 156,15 e 156,80 yen, principalmente tra la media mobile a 20 giorni (circa 156,20) e quella a 5 giorni (circa 156,65).

GBP/USD: sterlina ai massimi da settembre

La sterlina ha registrato una giornata di inversione rialzista, con acquisti successivi che l’hanno portata fino a quasi 1,3570 dollari, il livello più alto dal 18 settembre, il giorno successivo al primo rialzo dei tassi della Fed nel 2025. Il movimento si è arrestato registrando il minimo di sessione nella mattinata europea, vicino a 1,3515 dollari. Opzioni per circa 435 milioni di sterline a 1,3500 dollari scadono oggi.

USD/CAD: dollaro canadese sotto pressione

Il dollaro canadese è stata la peggiore performance del G10, penalizzato dalle speculazioni secondo cui, essendo il Canada il maggior produttore mondiale di petrolio pesante, sarebbe vulnerabile agli sviluppi in Venezuela. Il biglietto verde ha raggiunto 1,3815 CAD, il livello più alto dall’11 dicembre, superando un obiettivo tecnico di ritracciamento vicino a 1,3790. Oggi si sta consolidando in un range ristretto tra 1,3575 e 1,3775.

AUD/USD: dollaro australiano ai massimi annuali

Dopo una giornata di inversione rialzista, il dollaro australiano ha esteso i guadagni raggiungendo quasi 0,6740 dollari, superando il massimo dell’anno scorso registrato a fine dicembre intorno a 0,6730. Il movimento si è arrestato con un ritracciamento, ma la coppia mantiene quota 0,6700, dove scadono opzioni per 1 miliardo di dollari australiani.

Focus sui mercati emergenti

Peso messicano e yuan cinese

Il dollaro sembra stia formando una base intorno a 17,87 pesos messicani, flirtando con la media mobile a 20 giorni (circa 17,9850), sopra la quale non ha chiuso da fine novembre. La resistenza immediata si trova intorno a 18,0375 e un superamento potrebbe portare verso 18,10-18,15. La PBOC continua la sua campagna di abbassamento del fixing del dollaro, fissato oggi a 7,0173 yuan, in calo da 7,0230 di ieri, avvicinandosi all’estremo di settembre 2024 (circa 7,0074).

Rupia indiana e bolivar venezuelano

La rupia indiana ha perso terreno nelle ultime quattro sessioni ma oggi mostra maggiore domanda. Il dollaro ha raggiunto 90,2925 rupie ieri senza ulteriori progressi oggi, scendendo a 90,08. Una rottura di quota 90,00 sarebbe necessaria per suggerire un massimo di breve termine. Il dollaro è salito di circa lo 0,6% contro il bolivar venezuelano ieri e appare pronto a estendere questi guadagni.

Panoramica sui mercati azionari e obbligazionari

I mercati azionari globali stanno estendendo il rally di inizio anno. La maggior parte delle principali borse dell’Asia Pacifico ha guadagnato oltre l’1% oggi, con eccezioni per Australia e India che hanno registrato modesti cali. Il CSI 300 cinese ha raggiunto un massimo quadriennale. Lo Stoxx 600 europeo sta estendendo il guadagno di quasi l’1% di ieri, in rialzo per la terza sessione consecutiva. I futures sugli indici statunitensi sono misti in un range ristretto. Sul fronte obbligazionario, il rendimento del decennale giapponese è leggermente salito, mentre i benchmark europei sono in calo di circa un punto base. Il rendimento del Treasury decennale è in rialzo di quasi due punti base, avvicinandosi al 4,18%.

Materie prime: oro e petrolio in evidenza

Il rally dell’oro si è esteso fino a quasi 4.476 dollari oggi, dopo il balzo di quasi 117 dollari della sessione precedente. Il movimento si è arrestato nella mattinata europea con vendite fino a circa 4.440 dollari prima di trovare nuova domanda. Il WTI di febbraio sta estendendo i guadagni di ieri, avvicinandosi alla parte alta del range di fine dicembre intorno a 58,75 dollari. I futures sul rame hanno raggiunto nuovi massimi storici.

Calendario macroeconomico e dati in arrivo

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Stati Uniti e Nord America

Gli USA pubblicheranno i PMI servizi e composito definitivi di dicembre. La stima preliminare indicava un modesto calo del PMI servizi a 52,9 da 54,1, con il composito in discesa a 53,0 da 54,2. Se confermato, sarebbe il quarto rallentamento in cinque mesi. Il Canada pubblicherà i PMI servizi e composito, che a novembre si attestavano rispettivamente a 44,3 e 44,9. Il Messico riporterà le vendite di veicoli domestici di dicembre.

Eurozona e Regno Unito

I PMI servizi e composito definitivi dell’eurozona sono stati rivisti al ribasso rispetto alle letture flash di 52,6 e 51,9, attestandosi a 52,4 e 51,5. Domani l’eurozona pubblicherà il CPI preliminare di dicembre: dato l’effetto base, un aumento mensile dello 0,2% lascerebbe il tasso annuo invariato al 2,4%, mentre il core potrebbe scendere al 2,0% dal 2,1%. Le immatricolazioni di nuove auto nel Regno Unito sono aumentate del 3,9% su base annua a dicembre. I PMI servizi e composito definitivi sono stati rivisti al ribasso a 51,4 rispetto al 52,1 delle stime preliminari.

Asia Pacifico

Il Giappone pubblicherà domani i report definitivi su servizi e composito, seguiti giovedì dai dati sui salari. Nonostante i commenti apparentemente hawkish del Governatore della BOJ Ueda nel weekend, il mercato degli swap è rimasto sostanzialmente invariato con una probabilità di quasi il 45% per il prossimo rialzo ad aprile. I PMI australiani definitivi di dicembre sono in linea con le stime preliminari: servizi a 51,1 (da 52,8 di novembre) e composito a 51,0 (da 52,6). Giovedì la Cina pubblicherà PPI e CPI di dicembre. La deflazione dei prezzi alla produzione potrebbe essersi leggermente attenuata, mentre i prezzi al consumo dovrebbero essere saliti allo 0,8% (dallo 0,7% di novembre su base annua), il livello più alto da febbraio 2023.