Il dollaro mantiene la sua posizione ma resta in fase laterale

La valuta statunitense continua a muoversi all’interno di range ristretti, confermando una fase di consolidamento che caratterizza le ultime sessioni di trading. Questo scenario si estende anche al cambio con lo yen giapponese, dove la minaccia di intervento da parte delle autorità nipponiche ha contribuito a stabilizzare le quotazioni.

Bank of Japan: nessun rialzo dei tassi previsto prima del secondo trimestre

La Bank of Japan si riunirà la prossima settimana e, secondo le indiscrezioni, terrà in considerazione le implicazioni inflazionistiche derivanti dalla debolezza dello yen. Tuttavia, il mercato degli swap indica che le probabilità di un rialzo dei tassi sono praticamente nulle almeno fino al secondo trimestre del 2026.

Sviluppi geopolitici rilevanti

Sul fronte internazionale, diversi membri della NATO stanno dispiegando un contingente limitato di truppe in Groenlandia su richiesta della Danimarca, in un’operazione che il presidente francese Macron ha denominato “Operation Arctic Endurance”. Il presidente Trump ha inoltre annunciato che, a seguito delle indagini in corso, gli Stati Uniti non imporranno immediatamente dazi sui minerali critici, notizia che ha avuto ripercussioni significative sul mercato dei metalli.

Analisi delle principali valute G10

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Euro: trading range ristretto tra 1,1620 e 1,1700

L’euro ha oscillato lunedì in un corridoio compreso tra $1,1620 e $1,1700, mantenendosi all’interno di questo range nelle sessioni successive. La moneta unica si è avvicinata ai minimi di lunedì senza però scendere sotto quota $1,1625. Opzioni per 900 milioni di euro con strike a $1,1650 scadono oggi. Il governo francese ha superato due mozioni di sfiducia grazie al supporto dei Socialisti. La questione centrale riguardava l’accordo commerciale UE-Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Il Primo Ministro Lecornu affronta comunque una battaglia difficile sul bilancio di quest’anno, non ancora approvato dal parlamento.

Yen giapponese: stabilizzazione dopo gli avvertimenti del Ministero delle Finanze

Lo yen si è stabilizzato grazie agli avvertimenti più decisi del Ministero delle Finanze e alle notizie sulla sensibilità della BOJ alle implicazioni inflazionistiche. Il dollaro/yen si muove tranquillamente tra JPY158,25 e JPY158,75. Opzioni per $1,45 miliardi a JPY159 scadono oggi, insieme a un pacchetto minore di quasi $400 milioni a JPY159,50.

Sterlina britannica: pressione ribassista nonostante il PIL positivo

Nonostante un solido dato sul PIL di novembre (+0,3%), la sterlina fatica a trovare slancio. Il cable ha toccato un nuovo minimo a tre giorni vicino a $1,3415. Il minimo di lunedì era più vicino a $1,3390, livello che non si vedeva da poco prima di Natale. Opzioni per 1,3 miliardi di sterline a $1,3450 scadono oggi.

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Dollaro canadese: pressione al ribasso

Il loonie si trova ai minimi a tre giorni con il biglietto verde che supera CAD1,3900. Il Primo Ministro Carney è in Cina e, come l’UE, potrebbe concludere un accordo commerciale con Pechino che includa i veicoli elettrici. Il petrolio canadese potrebbe inoltre sostituire quello venezuelano per la Cina.

Dollaro australiano: recupero dopo i minimi settimanali

L’aussie è stato inizialmente venduto fino a un nuovo minimo settimanale poco sopra $0,6665 prima di recuperare verso l’area $0,6700. Ha scambiato sopra questo livello in ogni sessione della settimana ma non ha chiuso sopra di esso da lunedì.

Mercati emergenti: peso messicano ai massimi da luglio 2024

Il tono consolidativo nel mercato forex ha favorito il peso messicano, che scambia ai livelli migliori da luglio 2024. Il dollaro ha toccato un nuovo minimo marginale vicino a MXN17,7830. Le valute latinoamericane occupano quattro delle prime cinque posizioni tra le valute emergenti più performanti, affiancate dal rand sudafricano. Il peso colombiano guida con un avanzamento di circa il 2,6%.

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Yuan cinese in rafforzamento

Lo yuan cinese si è apprezzato, incoraggiato da un calo relativamente marcato del fixing del dollaro da parte della PBOC. Il tasso di riferimento è stato fissato a CNY7,0064 (CNY7,0120 ieri e CNY7,0197 una settimana fa). Contro lo yuan offshore, il dollaro è sceso a circa CNH7,6925, il livello più basso da maggio 2023.

Corea del Sud: tassi invariati al 2,5%

La banca centrale sudcoreana ha mantenuto il tasso base al 2,5%, invariato dall’ultimo taglio di maggio scorso. Il Segretario al Tesoro USA Bessent ha espresso preoccupazione per la debolezza del won nonostante fondamentali più costruttivi. Come parte della negoziazione tariffaria con gli USA dello scorso anno, Seul ha concordato di investire $350 miliardi negli Stati Uniti, al ritmo di $20 miliardi all’anno.

Panoramica sui mercati azionari e obbligazionari

Equity: andamento misto in Asia, Europa in rialzo

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Le principali borse dell’Asia Pacifico hanno mostrato andamenti contrastanti. Gli indici giapponesi erano misti, mentre il CSI 300 cinese ha registrato un lieve guadagno. Lo Stoxx 600 europeo avanza di circa lo 0,4%, potenzialmente il miglior guadagno della settimana. I futures USA sembrano beneficiare del rally di Taiwan Semiconductor Manufacturing.

Rendimenti obbligazionari

Il rendimento del decennale giapponese è sceso di un paio di punti base, attestandosi leggermente sotto il 2,15%. I rendimenti europei sono misti, con il Gilt decennale in rialzo di due punti base. Il Treasury USA decennale resta stabile vicino al 4,14%.

Materie prime: oro in recupero, petrolio in calo

La notizia che gli USA non imporranno dazi sui minerali critici ha inizialmente innescato prese di profitto su oro e argento. L’oro è recuperato da un minimo di sessione vicino a $4.581 per risalire sopra $4.620. L’argento, inizialmente venduto sotto $86,50, ha recuperato fino a quasi $91,50. Le “assicurazioni” di Teheran che i manifestanti non saranno colpiti hanno provocato un sell-off sul greggio. Il WTI marzo ha testato $59,00, un minimo a tre giorni, dopo aver superato $62 ieri per la prima volta da settembre scorso.

Dati macroeconomici in agenda

Negli Stati Uniti, dopo i dati su occupazione, CPI, PPI e vendite al dettaglio, l’agenda economica si sposta su report meno impattanti: il sondaggio manifatturiero della NY Fed e il business outlook della Philadelphia Fed, entrambi attesi in miglioramento. I dati TIC di novembre saranno pubblicati in serata: nei primi 10 mesi del 2025, gli investitori stranieri hanno acquistato un netto di $1,08 trilioni in azioni e obbligazioni USA, rispetto ai $970,5 miliardi dello stesso periodo 2024. Il Bollettino Economico della BCE riflette sostanzialmente i commenti della presidente Lagarde alla conferenza stampa post-riunione. Il surplus commerciale dell’eurozona di novembre si è ridotto a 10,7 miliardi di euro dai 13,7 miliardi di ottobre. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7% a novembre, dopo un analogo incremento in ottobre.