Panoramica del mercato valutario: dollaro debole e tensioni sullo yen
Il biglietto verde si presenta oggi in territorio negativo contro la maggior parte delle valute del G10. La sessione ha visto movimenti particolarmente intensi sulla coppia USD/JPY, con il dollaro che ha inizialmente raggiunto quota 154,90 yen prima di subire un brusco calo fino a 153,20 durante le prime contrattazioni europee, innescato da ordini di grandi dimensioni e dal nervosismo legato a possibili interventi delle autorità giapponesi. Il sentiment sul dollaro rimane fragile, alimentato dai timori di un intervento valutario e dalle speculazioni su un possibile accordo in stile Plaza Accord. Tuttavia, riteniamo che tali ipotesi siano ampiamente esagerate: l’efficacia dell’intervento verbale delle autorità giapponesi suggerisce che un intervento materiale non sia attualmente necessario.
Analisi delle principali coppie valutarie G10
EUR/USD: terza sessione consecutiva di rialzi
L’euro ha registrato la terza sessione consecutiva di guadagni, toccando un massimo leggermente sopra 1,1905 dollari durante la mattinata nordamericana. Il cambio si è fermato a pochi pip dal massimo dello scorso anno, registrato il 17 settembre in occasione del primo taglio dei tassi della Federal Reserve (circa 1,1920). Oggi la moneta unica si muove in un range contenuto sotto quota 1,1900, dopo aver trascorso gran parte della sessione precedente sopra la banda di Bollinger superiore, attualmente posizionata intorno a 1,1865. Possibili aggiustamenti di posizione in vista della conclusione del meeting FOMC di domani potrebbero spingere il cambio verso il supporto a 1,1835.
USD/JPY: volatilità estrema e timori di intervento
La coppia dollaro-yen ha mostrato movimenti particolarmente erratici. Dopo aver sfiorato 154,90 nelle ultime ore della sessione asiatica, il dollaro è crollato inspiegabilmente fino al minimo di sessione a 153,20, il livello più basso da novembre scorso. Alcuni operatori hanno attribuito il movimento a un rate check o a un intervento effettivo, ma riteniamo che rifletta principalmente il nervosismo del mercato. I dati della Bank of Japan non hanno mostrato evidenze di interventi materiali. Domani il Giappone metterà all’asta titoli a 40 anni, e il mercato valutario potrebbe reagire sensibilmente ai risultati.
GBP/USD: sterlina ai massimi da settembre
La sterlina ha brevemente superato quota 1,37 dollari per la prima volta dal 17 settembre scorso, raggiungendo quasi 1,3715. Il cable si mantiene intorno a 1,3700 nelle contrattazioni londinesi, con un supporto solido a 1,3665. La valuta britannica ha toccato livelli superiori a tre deviazioni standard dalla media mobile a 20 giorni, segnalando condizioni tecnicamente estese.
USD/CAD: il dollaro canadese inverte la rotta
Il dollaro canadese ha invertito i guadagni iniziali, risultando una delle poche valute G10 a chiudere in ribasso contro il biglietto verde. Il mercato sembra aver interpretato la minaccia di tariffe al 100% da parte degli Stati Uniti come mera retorica politica. Il pattern tecnico suggerisce la formazione di un hammer rialzista sul grafico giornaliero. Un superamento di 1,3740 potrebbe innescare correzioni verso l’area 1,3770-1,3800.
AUD/USD: dollaro australiano vicino ai massimi annuali
Il dollaro australiano ha raggiunto 0,6940, fermandosi a un solo centesimo dai massimi di settembre. Il rally di 2,5 centesimi in sei sessioni ha portato la coppia in territorio di ipercomprato, con chiusure sopra la banda di Bollinger superiore per quattro sessioni consecutive. Il prossimo obiettivo psicologico rimane quota 0,7000.
Mercati emergenti: focus su peso messicano e yuan offshore
USD/MXN: consolidamento dopo il rally
Il dollaro è stato venduto sotto 17,25 pesos prima di recuperare verso i massimi di sessione poco sotto 17,40. Il greenback ha chiuso leggermente in rialzo, solo la seconda volta in undici sessioni. La media mobile a 5 giorni si posiziona sopra 17,40 e il dollaro non ha chiuso sopra questo livello da oltre due settimane.
USD/CNH: nuovo minimo per il dollaro contro lo yuan offshore
Il dollaro ha registrato un nuovo minimo contro lo yuan offshore a 6,9440, consolidando oggi in un range ristretto. La PBOC ha fissato il tasso di riferimento a 6,9858, il primo fixing più alto in tre sessioni.
USD/INR: la rupia indiana consolida dopo il record
I mercati indiani hanno riaperto dopo la festività, con notizie di un accordo commerciale con l’UE. Il dollaro aveva toccato un record contro la rupia a fine settimana scorsa vicino a 91,97. Oggi il cambio oscilla tra 91,65 e 91,89.
Andamento dei mercati azionari e obbligazionari
Equity globale in territorio positivo
L’indice MSCI Asia Pacific ha raggiunto un nuovo massimo storico, con la maggior parte delle borse asiatiche in rialzo. Il Kospi sudcoreano ha recuperato da un avvio debole, chiudendo in rialzo del 2,7% dopo che il mercato ha interpretato le minacce tariffarie statunitensi come bluff politico. Lo Stoxx 600 europeo guadagna circa lo 0,4%, mentre i futures su S&P 500 e Nasdaq segnano rispettivamente +0,25% e +0,60%. I futures sul Dow Jones cedono invece lo 0,2%.
Rendimenti obbligazionari in lieve rialzo
I rendimenti dei titoli di Stato mostrano una tendenza al rialzo. In Giappone, il decennale è salito di 5 punti base, mentre i rendimenti europei registrano incrementi marginali. Il Treasury decennale USA si attesta intorno al 4,22%. Oggi gli Stati Uniti emetteranno 70 miliardi di dollari in titoli a 5 anni e 90 miliardi in bills a 6 settimane.
Materie prime: oro vicino ai massimi storici
L’oro rimane solido, pur restando sotto il record di ieri a 5.111 dollari, mantenendosi prevalentemente sopra 5.014 dollari. L’argento mostra un andamento simile, consolidando sotto il massimo storico di circa 117,70 dollari. Il WTI con consegna marzo ha trovato supporto intorno a 60 dollari, scambiando leggermente sopra 61 dollari nelle contrattazioni europee.
Dati macroeconomici e eventi in calendario
Stati Uniti: focus sul FOMC
Con la conclusione del meeting FOMC domani e un possibile shutdown governativo a fine settimana, i dati odierni assumono importanza marginale. La stima settimanale ADP potrebbe attirare qualche attenzione, mentre le previsioni preliminari per i nonfarm payrolls di gennaio si attestano intorno a 80.000 unità. L’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board dovrebbe confermare il miglioramento già segnalato dall’Università del Michigan.
Messico: bilancia commerciale in miglioramento
Il Messico pubblica oggi i dati commerciali di dicembre, ultimo dato rilevante prima della stima preliminare del PIL del Q4. Nonostante le tensioni con gli Stati Uniti, il deficit commerciale messicano si è ridotto drasticamente nei primi 11 mesi del 2025 (-1,66 miliardi contro -20,40 miliardi nello stesso periodo del 2024). Le esportazioni sono cresciute del 6,7%, mentre le importazioni hanno registrato un incremento della metà.
Australia: inflazione sotto i riflettori
L’Australia pubblicherà domani i dati CPI di dicembre e del Q4. L’inflazione di dicembre dovrebbe accelerare al 3,6% dal 3,4% di novembre. Il dato trimestrale, su cui le autorità pongono maggiore enfasi, dovrebbe mostrare un incremento dello 0,6% per un tasso annuo del 3,6%. La recente serie di dati solidi e i commenti hawkish della Reserve Bank of Australia hanno alimentato speculazioni su un possibile rialzo dei tassi già la prossima settimana, con il mercato dei futures che prezza una probabilità del 56%.
Cina: profitti industriali in ripresa
Le aziende industriali cinesi hanno registrato il primo aumento annuale dei profitti dal 2021. I profitti sono cresciuti del 5,3% a dicembre su base annua, in ripresa dopo il calo superiore al 13% di novembre. Per l’intero anno, i profitti sono aumentati dello 0,6%, segnalando che la campagna contro l'”involuzione” sta producendo risultati.
