La trasformazione del sistema monetario internazionale
Ancor prima che le recenti tensioni geopolitiche raggiungessero il loro apice, il sistema monetario globale dominato dal dollaro statunitense mostrava già evidenti segnali di cedimento. Gran parte di questa evoluzione è attribuibile all’ascesa della Cina come potenza economica mondiale e, di conseguenza, alla progressiva penetrazione dello yuan (renminbi) nel sistema commerciale internazionale, sostenuta anche dalla strategia di Pechino per la sua internazionalizzazione.
Lo yuan conquista posizioni strategiche
Tradizionalmente, il peso di una valuta a livello globale viene misurato attraverso tre parametri fondamentali: il suo ruolo come valuta di riserva, come strumento di regolamento e come mezzo di finanziamento. Su tutti e tre questi fronti, lo yuan ha registrato progressi notevoli. Secondo un rapporto della People’s Bank of China pubblicato nel 2025, lo yuan si è affermato come:
Terza valuta mondiale per importanza
La moneta cinese occupa ora la terza posizione per utilizzo nel finanziamento e regolamento del commercio internazionale, nei pagamenti transfrontalieri e per peso nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo (DSP) del Fondo Monetario Internazionale, preceduta soltanto dal dollaro e dall’euro.
I fattori che accelerano la frammentazione monetaria
Due elementi hanno ulteriormente accelerato questa balcanizzazione del sistema monetario globale.
La rivoluzione delle valute digitali
Il primo fattore è rappresentato dall’emergere delle valute digitali basate su tecnologia blockchain. Bitcoin e centinaia di altre criptovalute non sovrane vengono utilizzate in volumi considerevoli di transazioni a livello mondiale, sebbene nessuno sia in grado di quantificarne con precisione la portata effettiva. Le principali banche centrali non stanno osservando passivamente questi cambiamenti epocali. Sono impegnate in una vera e propria corsa per lanciare iniziative di valuta digitale proprie, al fine di restare al passo con la rivoluzione digitale nel settore valutario.
Il progetto mBridge: un nuovo paradigma
Un esempio emblematico è il progetto mBridge, un’iniziativa ambiziosa che vede la collaborazione tra la People’s Bank of China, la Hong Kong Monetary Authority e diverse banche centrali della regione del Golfo. Si tratta essenzialmente di un sistema di regolamento interbancario basato su blockchain, progettato per supportare transazioni in molteplici valute.
Le tensioni geopolitiche come catalizzatore
Il secondo fattore determinante è la geopolitica. In un contesto di tensioni crescenti in diverse aree del mondo, numerosi paesi manifestano la volontà di utilizzare le proprie valute nazionali per il regolamento commerciale. L’esempio più significativo è l’iniziativa valutaria alternativa attualmente in fase di sviluppo da parte del gruppo BRICS. L’oro è tornato a rivestire un ruolo cruciale come asset strategico per molti paesi che cercano di mitigare i rischi derivanti dalle tensioni geopolitiche.
Le sanzioni occidentali: un’arma a doppio taglio
Paradossalmente, Stati Uniti e Unione Europea hanno contribuito essi stessi alla frammentazione valutaria. Le numerose sanzioni imposte a diversi paesi, in particolare ai maggiori produttori di petrolio come Russia e Iran, insieme al congelamento degli asset russi dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina, hanno eroso lo status globale del dollaro e dell’euro. Oggi, persino i beni di cittadini privati appartenenti a paesi sanzionati rischiano di essere confiscati.
L’ammissione di Janet Yellen
Come sottolineato dall’ex Segretario al Tesoro statunitense Janet Yellen, le sanzioni americane hanno spinto un numero crescente di paesi a cercare metodi alternativi per le transazioni finanziarie che non coinvolgano il dollaro.
La strategia di Trump e i suoi limiti
Il presidente Donald Trump non ha mai nascosto la sua contrarietà all’idea che il dollaro perda terreno. In passato ha minacciato di imporre dazi del 100% sui paesi coinvolti nella nuova valuta BRICS. Tuttavia, è proprio questa weaponization del dollaro che sta allontanando altri paesi dalla valuta americana. Quando le sanzioni diventano un’abitudine, le alternative iniziano a sembrare necessità.
Prospettive per il 2026 e oltre
Nel corso del 2026, l’allontanamento da un sistema completamente dollarocentrico non sarà drammatico, ma diventerà sempre più istituzionalizzato. Ciò che sta cambiando non è il dominio dall’oggi al domani, bensì la crescente normalizzazione dell’utilizzo di alternative accanto al dollaro.
Un processo che richiede decenni
Detronizzare una valuta dominante richiede decenni. La sterlina britannica, ad esempio, mantiene ancora una diffusione significativa nonostante il Regno Unito abbia superato da tempo il suo apice economico. Il dollaro rimarrà quindi, nel complesso, la valuta più dominante al mondo ancora per molti anni.
Previsioni sulla redistribuzione delle quote di mercato
Le stime più accreditate indicano che sia il dollaro che l’euro perderanno probabilmente circa l’1% della loro quota di mercato nel sistema monetario globale nel corso del 2026. Lo yuan cinese continuerà la sua avanzata, ma a un ritmo graduale e costante. Per gli investitori e gli operatori del mercato forex, questa evoluzione rappresenta un elemento fondamentale da monitorare nelle strategie di diversificazione valutaria e nella gestione del rischio di portafoglio.
