Una decisione cruciale per il commercio internazionale
La Corte Suprema degli Stati Uniti è chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dei dazi imposti dall’amministrazione Trump, una sentenza che potrebbe avere ripercussioni significative non solo sui potenziali rimborsi alle aziende importatrici, ma anche sui volumi complessivi del commercio verso gli USA, specialmente in vista del Capodanno cinese. Il settore della logistica americana sta attraversando una fase di recessione tariffaria, conseguenza diretta della riduzione dei volumi di container dopo che numerose aziende hanno anticipato le importazioni per mitigare l’impatto dei dazi. Questa strategia di frontloading ha alterato profondamente la tradizionale stagionalità del trasporto marittimo nel 2025.
Scenari possibili in caso di illegittimità dei dazi
Qualora i dazi implementati attraverso l’International Emergency Economic Powers Act (IEPPA) venissero dichiarati illegittimi, gli esperti prevedono un incremento significativo delle importazioni statunitensi. Le aziende, con maggiore liquidità disponibile, potrebbero cogliere l’opportunità per ricostituire le scorte prima di eventuali nuove misure tariffarie.
L’analisi degli operatori logistici
Paul Brashier, vicepresidente della supply chain globale di ITS Logistics, ha dichiarato: “Se i dazi IEPPA venissero rimossi da tutti i beni importati, assisteremmo certamente a un aumento delle importazioni, specialmente per i prodotti provenienti da paesi attualmente soggetti a tariffe più elevate.” L’amministrazione Trump ha già anticipato che, in caso di sentenza sfavorevole, è pronto un piano alternativo per raggiungere gli stessi obiettivi commerciali attraverso altre disposizioni legali.
Il crollo del commercio bilaterale USA-Cina
Mentre la guerra commerciale non ha rallentato gli scambi della Cina con altre nazioni — il paese ha registrato un surplus commerciale record di 1.200 miliardi di dollari — i volumi di container verso gli Stati Uniti mostrano un calo del 14% su base annua secondo i dati SONAR. Il rapporto di Project44 sui dazi di gennaio evidenzia numeri ancora più drammatici:
- Importazioni USA dalla Cina: -28% anno su anno
- Esportazioni USA verso la Cina: -38% nel 2025
Project44 ha definito questa situazione “una delle contrazioni bilaterali più marcate della storia recente.”
Il fattore Capodanno cinese
La tempistica della sentenza risulta particolarmente critica per le decisioni di supply chain management. Le fabbriche cinesi chiudono per un mese durante il Capodanno lunare, che quest’anno cade tra il 17 febbraio e il 3 marzo 2026. Gli ordini per le consegne primaverili ed estive devono essere piazzati con largo anticipo.
Finestre temporali ristrette
Secondo SEKO Logistics, il rallentamento produttivo inizia tre-quattro settimane prima delle festività, quando i lavoratori cominciano a lasciare le fabbriche per tornare a casa. Il periodo ideale per gli ordini manifatturieri è tipicamente tra fine dicembre e inizio gennaio. Brian Bourke, chief commercial officer di SEKO Logistics, ha identificato tre fattori che potrebbero amplificare la domanda in caso di sentenza favorevole agli importatori:
- La coincidenza con il Capodanno lunare
- L’aspettativa di nuove misure tariffarie con tempistiche di implementazione che incentiverebbero le aziende a “battere il tempo”
- L’infusione di liquidità derivante dai potenziali rimborsi
Implicazioni per le PMI americane
Le piccole e medie imprese sarebbero le prime a reagire a un’eventuale sentenza favorevole. Eytan Buchman, CMO di Freightos, sottolinea come queste aziende debbano pianificare con maggiore anticipo rispetto alle grandi corporation, disponendo di risorse e personale più limitati. “I dazi stanno prosciugando le energie di queste imprese a causa dell’instabilità nella pianificazione della supply chain. L’incertezza è eccessiva,” ha affermato Buchman.
Dati storici e previsioni
Basandosi su cinque anni di dati relativi agli ordini pre-Capodanno cinese, Freightos prevede un’impennata degli ordini dalle PMI entro brevissimo tempo in caso di sentenza contro i dazi Trump. “Normalmente osserviamo un picco massiccio nell’attività degli importatori tre-quattro settimane prima del Capodanno cinese,” ha spiegato Buchman. “Questo significa che le PMI americane hanno tempo fino al 20 gennaio per pianificare le spedizioni.”
Strategie di diversificazione geografica
Un recente sondaggio di Freightos rivela che non tutte le aziende tornerebbero necessariamente ad approvvigionarsi dalla Cina. Molti intervistati hanno indicato l’intenzione di:
- Ampliare la base di approvvigionamento globale
- Valutare fornitori di alta qualità a costi inferiori in nuove regioni senza penalizzazioni tariffarie
- Riportare parte della produzione in Cina
Scorte ai minimi storici
La situazione attuale delle scorte nella supply chain americana è chiaramente visibile nei dati post-festività. Il Logistics Managers’ Index registra una contrazione delle scorte di magazzino del 17,4% su base mensile. “In questo momento prevale un certo fatalismo tra gli operatori, che si sentono in condizioni peggiori rispetto a un anno fa. Vogliono poter pianificare la propria supply chain,” ha commentato Buchman.
Voci contrastanti dal settore
Non tutti gli operatori della filiera logistica sono convinti che la decisione della Corte rappresenterà un fattore determinante per i volumi commerciali verso gli USA.
Segnali di ripresa già in corso
IMC Logistics riferisce volumi robusti dall’Asia verso la West Coast e non prevede cali, poiché retailer, produttori e grossisti stanno attivamente ricostituendo le scorte dopo una stagione festiva positiva. “I volumi di importazione hanno continuato a mostrare solidità fino alla fine dell’anno e nel gennaio 2026,” ha dichiarato Brian Kobza, chief commercial officer di IMC. Ha inoltre precisato che, considerando i tempi necessari per gli ordini e il trasporto oceanico, eventuali impatti sui volumi di container non sarebbero visibili prima di 45 giorni.
Prospettive moderate
Alan Baer, CEO di OL USA, mantiene aspettative contenute: “Se la Corte Suprema annulla i dazi, potremmo vedere un piccolo incremento, ma nulla di drammatico sembra all’orizzonte.” La sentenza, qualunque sia l’esito, segnerà comunque un punto di svolta per le strategie commerciali delle aziende americane e per l’equilibrio dei flussi commerciali globali nel 2026.
