Il CME Group adotta un nuovo sistema di calcolo dei margini
Il CME Group, la principale borsa di Chicago per i derivati, ha introdotto un cambiamento significativo nel modo in cui calcola i requisiti di margine per i futures sui metalli preziosi. A partire da questa settimana, l’exchange è passato da un sistema basato su importi fissi in dollari a uno fondato su percentuali del valore nozionale dei contratti. La decisione arriva in un momento cruciale per il mercato dei metalli preziosi, con l’oro che ha toccato il record storico di $4.568 il 12 gennaio 2026 e l’argento che ha registrato un incremento di circa il 20% nelle prime due settimane dell’anno.
Perché il vecchio sistema non era più sostenibile
Il precedente meccanismo di calcolo dei margini richiedeva aggiustamenti manuali frequenti ogni volta che i prezzi dei metalli preziosi subivano variazioni significative. Solo nell’ultimo trimestre del 2025, il CME ha dovuto modificare i requisiti di margine almeno tre volte per tenere il passo con la volatilità del mercato.
L’oro in fase di price discovery
Gli analisti descrivono l’attuale situazione dell’oro come una fase di price discovery, ovvero un territorio inesplorato dove non esistono livelli di resistenza tecnica chiari. Questa condizione rende particolarmente difficile prevedere i movimenti futuri e, di conseguenza, stabilire margini adeguati con importi fissi.
I nuovi requisiti di margine percentuali
Con il nuovo sistema, i requisiti di margine si adeguano automaticamente alle fluttuazioni dei prezzi. Ecco i dettagli per ciascun metallo:
Oro
5% di margine di mantenimento per conti standard e 5,5% per posizioni ad alto rischio.
Argento
9% per conti standard e 9,9% per posizioni ad alto rischio.
Platino
9% per conti standard e 9,9% per posizioni ad alto rischio.
Palladio
11% per conti standard e 12,1% per posizioni ad alto rischio.
Impatto sul mercato nel breve termine
Christopher Wong, strategist presso Oversea-Chinese Banking Corp., ha dichiarato a Bloomberg che queste modifiche potrebbero temporaneamente pesare sui metalli preziosi, poiché i trader dovranno adeguarsi a requisiti di collaterale più elevati ai livelli di prezzo attuali. Il sistema percentuale dovrebbe tuttavia ridurre la necessità di interventi frequenti in futuro, sebbene il CME mantenga la facoltà di aumentare le percentuali stesse qualora la volatilità superi le medie storiche.
Il ruolo delle clearinghouse nella gestione del rischio
Le clearinghouse come il CME richiedono ai broker di depositare margini in contanti quotidianamente per coprire le potenziali perdite sulle posizioni dei clienti. Questi depositi garantiscono che i membri compensatori possano onorare i propri obblighi verso i clienti e verso la stessa clearinghouse. Durante periodi di elevata volatilità, quando le oscillazioni giornaliere possono superare il 5%, questo sistema diventa particolarmente cruciale per la stabilità del mercato.
I fattori che alimentano la corsa ai beni rifugio
Diversi elementi stanno spingendo il rally dei metalli preziosi oltre i tipici pattern stagionali:
Preoccupazioni sulla Federal Reserve
Le notizie relative a un’indagine penale sul presidente della Fed Jerome Powell hanno sollevato dubbi sull’indipendenza della banca centrale americana, alimentando la domanda di asset rifugio.
Debolezza del dollaro
Il biglietto verde ha mostrato segni di cedimento, rendendo i metalli preziosi più attraenti per gli investitori internazionali.
Aspettative sui tassi di interesse
Le previsioni di ulteriori tagli dei tassi da parte della Fed continuano a sostenere le quotazioni di oro e argento.
Speculazioni sui dazi
L’argento è particolarmente esposto a speculazioni riguardanti potenziali dazi statunitensi sulle importazioni, aggiungendo un ulteriore livello di incertezza.
L’espansione globale del CME
Il CME ha aperto un ufficio a Dubai nel 2025 per intercettare i crescenti volumi di trading provenienti dal Medio Oriente. L’exchange gestisce milioni di contratti sui metalli preziosi ogni mese, con un’attività in costante crescita che coinvolge sia investitori istituzionali che retail su più fusi orari. Il passaggio al sistema percentuale rispecchia approcci già utilizzati per altre classi di asset volatili, dove gli importi fissi in dollari diventano rapidamente obsoleti durante i mercati in trend.
