Mercati europei sotto pressione dopo le minacce tariffarie di Trump
Le Borse europee hanno registrato un significativo ribasso nella giornata di martedì, con il ritorno delle tensioni commerciali che ha pesantemente condizionato il sentiment degli investitori. Lo Stoxx 600, l’indice paneuropeo di riferimento, ha ceduto l’1,2% nelle contrattazioni pomeridiane, con tutti i settori e le principali piazze finanziarie del continente in territorio negativo.
Performance dei principali indici europei
Il sell-off ha colpito indistintamente tutti i mercati del Vecchio Continente:
- DAX tedesco: -1,25% a 24.646 punti
- IBEX 35 spagnolo: -1,35% a 17.427 punti
- FTSE MIB italiano: -1,18% a 44.664 punti
- FTSE 100 britannico: -1,04% a 10.089 punti
- CAC 40 francese: -0,91% a 8.038 punti
Otto Paesi europei nel mirino dei nuovi dazi americani
Il crollo dei mercati è stato innescato dall’annuncio di Donald Trump, che sabato ha comunicato l’imposizione di dazi progressivi su otto alleati europei. Le tariffe partiranno dal 10% a partire dal 1° febbraio per poi salire al 25% dal 1° giugno, qualora non venga raggiunto un accordo che consenta a Washington di acquisire la Groenlandia, territorio semi-autonomo appartenente alla Danimarca. I Paesi coinvolti nelle misure protezionistiche sono: Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia.
La Germania paga il prezzo più alto
Le azioni quotate in Germania, economia fortemente orientata all’export, hanno subito le perdite più consistenti. Il DAX ha perso l’1,4%, mentre il MDAX, l’indice delle mid-cap tedesche, ha ceduto il 2,1%. La dipendenza dell’industria tedesca dalle esportazioni verso gli Stati Uniti rende il Paese particolarmente vulnerabile a eventuali guerre commerciali.
Trump minaccia dazi del 200% su vino e champagne francesi
A complicare ulteriormente il quadro, Trump ha minacciato di imporre tariffe del 200% su vino e champagne francesi, dopo che il presidente Emmanuel Macron avrebbe rifiutato di aderire al suo “Board of Peace” sulla questione di Gaza. Le conseguenze sui titoli del settore lusso sono state immediate:
- LVMH, proprietaria di Moët & Chandon, Dom Pérignon e Veuve Clicquot, ha perso il 2,2%
- Remy Cointreau, produttore dello champagne Telmont, ha ceduto il 2%
La risposta dell’Europa: possibili contromisure in arrivo
I leader europei hanno definito le minacce tariffarie di Trump “inaccettabili” e stanno valutando contromisure concrete. La Francia starebbe spingendo affinché l’Unione Europea utilizzi il suo strumento economico più potente: l’Anti-Coercion Instrument, meccanismo anti-coercizione progettato proprio per rispondere a pressioni economiche indebite da parte di Paesi terzi.
Le parole di Macron al World Economic Forum di Davos
Intervenendo al Forum Economico Mondiale in Svizzera, il presidente francese ha lanciato un messaggio chiaro: “Preferiamo il rispetto ai prepotenti, preferiamo lo stato di diritto alla brutalità. L’Europa dispone ora di strumenti molto potenti e dobbiamo utilizzarli quando non veniamo rispettati e quando le regole del gioco vengono violate”.
Andamento del mercato valutario
Sul fronte forex, l’euro ha mostrato resilienza guadagnando lo 0,8% contro il dollaro, scambiando a quota 1,174. La moneta unica si è rafforzata anche dello 0,6% nei confronti della sterlina britannica, attestandosi a 0,87 euro. La sterlina ha registrato un modesto rialzo dello 0,2% contro il biglietto verde, trattando a 1,345 dollari.
Dati sul mercato del lavoro britannico
Nel Regno Unito, i dati pubblicati dall’Office for National Statistics hanno evidenziato un tasso di disoccupazione stabile al 5,1% nel trimestre conclusosi a novembre, mentre la crescita salariale si è moderata al 4,5%. Questi numeri suggeriscono un mercato del lavoro ancora solido ma in fase di normalizzazione.