Bitcoin scende sotto i 65.000 dollari: il mercato crypto sotto pressione
Bitcoin ha registrato un brusco calo nella giornata di lunedì, scivolando fino a quota 64.830 dollari nelle prime ore di contrattazione. La criptovaluta più capitalizzata al mondo ha perso quasi il 5% in sole 48 ore, toccando nel fine settimana un minimo intraday di 64.324 dollari, il livello più basso delle ultime due settimane. Al momento della stesura, BTC scambiava a circa 65.836 dollari, in calo di oltre il 2% rispetto alla sessione precedente. Il movimento ribassista si inserisce in un contesto di crescente avversione al rischio da parte degli investitori, alimentata da un mix esplosivo di incertezze geopolitiche e macroeconomiche che sta ridisegnando le allocazioni di portafoglio a livello globale.
Le cause del crollo: dazi commerciali e rischio conflitto con l’Iran
Nuovi dazi di Trump al 15%: mercati nel caos
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato sabato, tramite un post sui social media, l’innalzamento immediato dei cosiddetti dazi ritorsivi al 15% nei confronti di numerosi partner commerciali degli Stati Uniti. La decisione è arrivata appena un giorno dopo che la Corte Suprema aveva bocciato le precedenti imposte commerciali dell’amministrazione, creando un vuoto normativo che ha amplificato la confusione sui mercati. Per gli operatori finanziari, l’escalation protezionistica rappresenta un fattore di forte instabilità. L’imprevedibilità delle politiche commerciali statunitensi sta erodendo la fiducia degli investitori e alimentando la volatilità su tutte le asset class, dalle azioni alle criptovalute.
Tensioni USA-Iran: lo spettro di un conflitto militare
A complicare ulteriormente il quadro, la scorsa settimana Trump ha dichiarato che avrebbe deciso entro dieci giorni se colpire militarmente l’Iran, a causa della resistenza di Teheran verso un nuovo accordo sul nucleare. Nei giorni successivi, gli Stati Uniti hanno continuato a rafforzare il proprio dispositivo militare in Medio Oriente, alimentando i timori di un’escalation che potrebbe avere ripercussioni devastanti sui mercati energetici e finanziari globali. La prospettiva di un conflitto armato nella regione ha spinto molti investitori istituzionali e retail ad abbandonare le posizioni più speculative, incluse quelle in criptovalute, a favore di asset considerati più sicuri.
La grande rotazione: dal rischio all’oro
Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente difficile per Bitcoin e per l’intero comparto crypto. Dall’inizio dell’anno, BTC ha perso circa il 24% del proprio valore, penalizzato dalla raffica di minacce macroeconomiche che hanno caratterizzato i primi mesi dell’anno. Al contrario, gli asset rifugio stanno vivendo una stagione d’oro — letteralmente. Ecco il confronto delle performance da inizio 2026: Oro: +20% da inizio anno, confermandosi come il bene rifugio per eccellenza in periodi di turbolenza geopolitica. Argento: +23% nello stesso periodo, trainato sia dalla domanda industriale che da quella speculativa legata alla fuga dal rischio. Bitcoin: -24%, vittima della rotazione degli investitori verso asset percepiti come più stabili e meno correlati all’incertezza politica. Questa divergenza storica tra metalli preziosi e criptovalute evidenzia un cambiamento significativo nel sentiment di mercato. Se nel 2024 e nel 2025 Bitcoin veniva spesso definito “oro digitale”, nel 2026 gli investitori sembrano preferire nettamente l’originale alla sua versione digitale.
Cosa osservare nelle prossime settimane
Per i trader e gli investitori che operano sul mercato crypto, i prossimi giorni saranno cruciali. I fattori chiave da monitorare includono: Evoluzione delle tensioni USA-Iran: qualsiasi escalation militare potrebbe provocare ulteriori vendite su Bitcoin e sugli asset rischiosi in generale. Sviluppi sulla politica commerciale: la reazione dei partner commerciali statunitensi ai nuovi dazi al 15% potrebbe innescare una spirale di ritorsioni con effetti a catena sui mercati globali. Livelli tecnici di supporto: il livello di 60.000 dollari, toccato il 6 febbraio scorso, rappresenta il prossimo supporto critico. Una rottura al ribasso potrebbe aprire la strada a ulteriori ribassi significativi. Flussi sugli ETF Bitcoin spot: eventuali deflussi consistenti dai fondi negoziati in borsa legati a Bitcoin potrebbero amplificare la pressione ribassista sul prezzo.
Prospettive per il mercato crypto nel 2026
Il contesto attuale mette in discussione la narrativa di Bitcoin come copertura contro l’instabilità macroeconomica. In un ambiente dominato da protezionismo commerciale, rischi geopolitici e incertezza normativa, la criptovaluta si sta comportando più come un asset ad alto rischio che come una riserva di valore. Per gli investitori italiani esposti al mercato crypto, è fondamentale adottare un approccio prudente e diversificato. La gestione del rischio attraverso stop loss, dimensionamento adeguato delle posizioni e una corretta diversificazione tra asset class rimangono strumenti essenziali per navigare un mercato che, nel 2026, si sta dimostrando tra i più complessi e imprevedibili degli ultimi anni.
