Panoramica settimanale del Commitment of Traders
L’aggiornamento settimanale del Commitment of Traders (COT) offre uno spaccato dettagliato delle posizioni futures e delle variazioni operate dagli hedge fund sui mercati forex e delle materie prime nella settimana conclusasi martedì 20 gennaio 2026. Nel comparto valutario, la posizione aggregata sul dollaro è tornata in territorio neutrale dopo le vendite sull’euro legate alle tensioni tra Unione Europea e Stati Uniti. Una consistente posizione short sullo yen, accumulata in vista della riunione della Bank of Japan, combinata con rinnovate dichiarazioni su possibili interventi coordinati tra Fed e autorità giapponesi, ha innescato un brusco calo del cambio USD/JPY.
Il rally dell’argento: chi sta comprando?
Con l’argento che ha raggiunto quota 110 dollari l’oncia, registrando un incremento del 52% nel solo mese corrente, la domanda su chi stia effettivamente acquistando rimane centrale. Sorprendentemente, la risposta non risiede nei futures né negli ETF, entrambi i quali continuano a registrare vendite nette.
Deflussi da ETF e futures
Dal picco di dicembre di 871 milioni di once, le partecipazioni totali negli ETF sull’argento sono diminuite di 26,4 milioni di once. Parallelamente, gli speculatori sui futures COMEX — inclusi managed money e altri operatori — hanno ridotto la loro posizione netta long di 56,6 milioni di once (pari a 11.320 contratti), portando l’esposizione ai minimi degli ultimi due anni con soli 123 milioni di once.
Il ruolo della domanda industriale e della Cina
Parte della forza dei prezzi può essere attribuita alla domanda industriale da parte di produttori preoccupati per potenziali carenze di approvvigionamento. Tuttavia, ai livelli attuali, la domanda industriale — che in un anno normale rappresenta circa il 60% del consumo totale di argento — potrebbe iniziare a risentirne. Il vero motore del rally sembra essere la domanda retail per monete e lingotti, ma soprattutto gli acquisti persistenti e massicci dalla Cina. Nonostante il balzo a 110 dollari l’oncia a Londra, il premio di Shanghai ha continuato ad ampliarsi, superando i 14 dollari. Finché questo premio rimarrà elevato, trader e investitori altrove saranno incoraggiati a ritenere che i prezzi di Londra e New York siano ancora sottovalutati.
Attenzione al Capodanno Lunare
Con la Cina che funge da fonte di supporto così rilevante, l’attenzione si sposta ora sulle festività del Capodanno Lunare, durante le quali lo Shanghai Futures Exchange rimarrà chiuso dal 16 al 23 febbraio. Eventuali prese di profitto potrebbero iniziare a manifestarsi proprio in vista della chiusura del mercato cinese.
Dinamiche sul mercato forex
La posizione aggregata sul dollaro rispetto agli otto futures IMM ha chiuso la settimana sostanzialmente invariata, dopo che gli speculatori hanno risposto allo stallo USA-UE sulla Groenlandia vendendo 21.000 contratti sull’euro, equivalenti a 3,1 miliardi di dollari.
Il caso dello yen giapponese
Prima del brusco ribaltamento del cambio USD/JPY da sopra 159 fino al minimo mensile sotto 156, gli speculatori detenevano la più ampia posizione short sullo yen degli ultimi 14 mesi. Lo yen si è rafforzato marcatamente dopo che sia la Bank of Japan che, successivamente, la Federal Reserve hanno contattato i desk di trading delle banche richiedendo quotazioni — uno sviluppo storicamente interpretato come possibile preludio a un intervento. Sebbene le azioni iniziali di BOJ e Fed possano aver innescato alcune ricoperture, il cambio USD/JPY dovrà probabilmente scendere ulteriormente — potenzialmente sotto 154,50 — prima che lo yen possa costruire un momentum rialzista sostenibile.
Altre valute
Le restanti sei valute principali hanno registrato movimenti limitati, con un posizionamento orientato verso gli acquisti, in particolare su sterlina britannica e dollaro australiano. Quest’ultimo ha visto la sua posizione netta short scendere ai minimi degli ultimi 13 mesi.
Settore energetico: petrolio e gas naturale
Nel comparto energetico, sono state aggiunte posizioni long sia sul WTI che sul Brent, portando la posizione netta combinata a 236.000 contratti, ben al di sopra dei livelli di un mese fa quando era prossima allo zero. La posizione netta long sul WTI rappresenta solo il 2,7% dell’open interest, mentre quella sul Brent di 217.000 contratti corrisponde a circa l’8%. Il rialzo del 14,3% del gas naturale — proseguito anche nei giorni successivi — è stato accompagnato da riduzioni sia delle posizioni long che short, riflettendo la volatilità elevata e i timori che l’impennata legata alle tempeste invernali possa rivelarsi temporanea.
Metalli preziosi e industriali
L’oro ha registrato acquisti netti moderati per la seconda settimana consecutiva, portando la posizione netta long a 139.000 contratti. Questo livello rimane ben al di sotto del picco dello scorso anno di 231.000 contratti ma, ai prezzi attuali, rappresenta comunque un’esposizione nominale di 67 miliardi di dollari. Il rame ha invece subito vendite leggere per la quarta settimana consecutiva, riducendo la posizione netta long a 61.700 contratti, in calo del 19% dal picco del 23 dicembre.
Settore agricolo sotto pressione
Una debolezza diffusa nel comparto agricolo ha innescato vendite continue su soia e grano, così come sulle soft commodities, guidate da zucchero e cacao. Le due eccezioni degne di nota sono state la domanda persistente per olio di soia e suini.
Comprendere il report COT
I report COT vengono pubblicati dalla U.S. Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e dall’ICE Exchange Europe per il Brent e il gasolio. Escono ogni venerdì dopo la chiusura dei mercati statunitensi, con dati riferiti alla settimana conclusasi il martedì precedente.
Perché monitorare gli speculatori
L’analisi si concentra principalmente sul comportamento degli speculatori — hedge fund e CTA trend-following — per diverse ragioni: Stop loss rigorosi: questi operatori tendono ad avere stop stretti e nessuna esposizione sottostante da coprire, rendendoli più reattivi ai cambiamenti fondamentali o tecnici dei prezzi. Indicatori di trend: il loro posizionamento offre indicazioni sui trend principali e aiuta a identificare potenziali inversioni di mercato. Amplificatori di movimento: questo gruppo tende ad anticipare, accelerare e amplificare i movimenti di prezzo innescati dai fondamentali. Seguendo il momentum, acquistano nella forza e vendono nella debolezza, trovandosi spesso con le posizioni long più ampie vicino ai picchi di ciclo o le short più consistenti prima dei minimi.
