Oro in fase di consolidamento: i compratori difendono il trend rialzista

Il mercato dell’oro ha attraversato una sessione particolarmente movimentata nella giornata di giovedì, con un tentativo iniziale di rialzo rapidamente assorbito dalla pressione dei venditori. Nonostante questa dinamica altalenante, il quadro tecnico di fondo resta decisamente orientato al rialzo, con diversi fattori fondamentali che continuano a sostenere le quotazioni del metallo prezioso.

Analisi tecnica dell’oro: livelli chiave da monitorare

Nella prima parte della sessione di giovedì, l’oro ha registrato un impulso rialzista che si è però esaurito rapidamente, evidenziando la difficoltà del mercato nel mantenere lo slancio positivo nel breve termine. Questo comportamento è coerente con la recente rottura di un’area di consolidamento avvenuta pochi giorni prima, che tipicamente viene seguita da una fase di assestamento prima di una nuova gamba direzionale.

Resistenze e obiettivi al rialzo

Il primo livello di resistenza significativo si colloca a 5.250 dollari l’oncia. In caso di superamento, il mercato potrebbe acquisire ulteriore momentum rialzista. I ritracciamenti di breve periodo rappresentano opportunità di ingresso per chi intende posizionarsi nella direzione del trend principale, sfruttando la strategia classica del “buy the dip” — ovvero acquistare sui ribassi temporanei all’interno di un trend ascendente consolidato.

Supporti critici e livelli di protezione

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Sul fronte dei supporti, la struttura tecnica offre diversi livelli di riferimento ben definiti: 5.000 dollari — Livello psicologico di primaria importanza che funge da magnete per il prezzo e rappresenta il primo baluardo di supporto. Un eventuale avvicinamento a questa soglia potrebbe generare una reazione significativa da parte dei compratori. 4.800 dollari — Coincide con la media mobile esponenziale a 50 giorni (EMA 50), un indicatore tecnico ampiamente seguito dagli operatori istituzionali per valutare la solidità del trend di medio termine. 4.600 dollari — Corrisponde alla trendline rialzista di lungo periodo. Una violazione di questo livello rappresenterebbe un segnale di deterioramento strutturale del trend in atto.

I fattori fondamentali che sostengono l’oro nel 2026

Al di là dell’analisi tecnica, diversi elementi di natura macroeconomica e geopolitica continuano a fornire un solido supporto alle quotazioni dell’oro.

Acquisti delle banche centrali

Le banche centrali a livello globale proseguono nella loro politica di accumulo di riserve auree. Secondo i dati più recenti del World Gold Council, gli acquisti istituzionali di oro restano su livelli storicamente elevati, con Cina, India, Polonia e diversi paesi emergenti particolarmente attivi. Questa domanda strutturale rappresenta un pavimento solido per le quotazioni.

Tensioni geopolitiche e incertezza commerciale

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Il contesto geopolitico internazionale rimane caratterizzato da elevata incertezza, con molteplici focolai di tensione che alimentano la domanda di beni rifugio. A questo si aggiunge la questione dei dazi commerciali, che continua a generare preoccupazione tra gli investitori per le potenziali ripercussioni sulla crescita economica globale e sulle catene di approvvigionamento.

Politica monetaria e aspettative sui tassi

Le aspettative sulla traiettoria dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve e delle principali banche centrali rappresentano un ulteriore catalizzatore. In un contesto in cui i mercati scontano possibili allentamenti monetari, l’oro tende a beneficiare della riduzione del costo opportunità legato alla detenzione di un asset non remunerativo.

Strategia operativa: come approcciare il mercato dell’oro

L’approccio più efficace in questa fase di mercato consiste nell’attendere i ritracciamenti e cercare segnali di rimbalzo prima di entrare in posizione. In termini operativi, si tratta di posizionarsi sulla parte destra della “V” — ovvero non acquistare durante la discesa, ma attendere la conferma di una ripresa del movimento rialzista dopo un pullback. Questa strategia consente di gestire il rischio in modo più efficiente, evitando di anticipare i minimi e sfruttando invece la conferma direzionale offerta dal rimbalzo. La volatilità intraday, pur rendendo il mercato più complesso da gestire nel brevissimo termine, non altera il quadro rialzista di fondo, che resta intatto finché i supporti chiave vengono rispettati.