27 marzo 1980. Silver Thursday. Il giorno in cui l’argento crollò del 50% in poche ore, passando da $21 a $10 l’oncia. Il giorno in cui tre fratelli texani persero $1,7 miliardi. Il giorno in cui Wall Street tremò, temendo che l’intero sistema finanziario americano potesse implodere.
Ma come si arriva a un simile disastro? Come è possibile che tre persone – per quanto ricche – riescano quasi a monopolizzare un intero mercato delle materie prime? E soprattutto: cosa ci insegna questa storia sui rischi della leva finanziaria, sulla manipolazione dei mercati, e sui limiti del potere quando si scontra con le autorità?
Questa è la storia dei fratelli Hunt – Nelson Bunker, William Herbert e Lamar – tre miliardari del petrolio texano che negli anni ’70 decisero di scommettere tutto sull’argento. Una scommessa che inizialmente sembrò geniale: in un anno, il prezzo dell’argento passò da $6 a quasi $50 l’oncia, un aumento del 700%. I fratelli Hunt controllavano circa 200 milioni di once tra argento fisico e contratti futures – un terzo di tutto l’argento privato del mondo.
Al picco, la loro posizione valeva oltre $10 miliardi (circa $40 miliardi oggi). Erano tra gli uomini più ricchi del pianeta. Ma poi arrivò il crollo. E con esso, uno dei più spettacolari tracolli finanziari della storia.
I Protagonisti: Una Dinastia del Petrolio Texano
H.L. Hunt: Il Patriarca
La storia inizia con Haroldson Lafayette Hunt Jr., meglio conosciuto come H.L. Hunt. Nato nel 1889 in Illinois, H.L. era un giocatore d’azzardo professionista prima di diventare uno dei magnati del petrolio più potenti d’America. Negli anni ’30, dopo aver vinto un pozzo petrolifero in una partita a poker (o così dice la leggenda), costruì un impero energetico che lo rese uno degli uomini più ricchi del mondo.
Quando morì nel 1974, il suo patrimonio era stimato tra i $2-3 miliardi (circa $15-20 miliardi oggi). Ma più dei soldi, lasciò ai figli una lezione: diffidare del governo, diffidare del dollaro, e proteggere la propria ricchezza con asset tangibili.
I Tre Fratelli
Nelson Bunker Hunt (1926-2014)
Il cervello dell’operazione. Chiamato “Bunker” dal bunker in cui nacque durante una tempesta, era il secondogenito e il più aggressivo nei business. Aveva costruito la sua fortuna con pozzi petroliferi in Libia – fino a quando Gheddafi li nazionalizzò nel 1973, facendogli perdere centinaia di milioni.
Quella nazionalizzazione fu il momento decisivo. Bunker capì che gli asset “sulla carta” – contratti, concessioni, promesse di governi – potevano sparire con un decreto. Servivano asset fisici, tangibili, che nessun governo potesse confiscare facilmente.
William Herbert Hunt (1929-2024)
Il fratello minore, più cauto ma altrettanto coinvolto. Mentre Bunker era la forza propulsiva, Herbert era il calcolatore che faceva i conti. Insieme formavano un team formidabile.
Lamar Hunt (1932-2006)
Il più famoso dei tre, ma ironicamente il meno coinvolto nel silver squeeze. Lamar divenne leggendario nello sport: fondò l’American Football League (poi fusa con la NFL), creò il termine “Super Bowl”, e possedette i Kansas City Chiefs. Il figlio Clark possiede ancora la squadra oggi.
Ma negli anni ’70, anche Lamar partecipò alla mania dell’argento della famiglia.
Il Contesto: Gli Anni ’70 e l’Inflazione Galopante
La Fine di Bretton Woods
Per capire il silver squeeze, bisogna capire il contesto economico degli anni ’70. Nel 1971, il presidente Nixon compì un atto rivoluzionario: abolì la convertibilità del dollaro in oro. Dal 1944, ogni dollaro rappresentava una quantità fissa di oro ($35 per oncia). Ma l’inflazione della guerra del Vietnam, i deficit crescenti, e le pressioni internazionali costrinsero Nixon a “chiudere la finestra dell’oro”.
Per la prima volta nella storia moderna, il dollaro non era garantito da niente. Era solo carta, il cui valore dipendeva dalla fiducia nel governo americano. Per molti – inclusi i fratelli Hunt – questo era terrificante.
Stagflazione: L’Incubo degli Anni ’70
Gli anni ’70 furono caratterizzati da un fenomeno economico senza precedenti: la stagflazione. Inflazione alta + crescita economica stagnante. Secondo la teoria economica classica, non poteva succedere. Eppure successe.
1973: Crisi petrolifera. L’OPEC impone embargo agli USA. Benzina razionata, code alle pompe, economia in ginocchio. Inflazione schizza al 10%.
1979: Rivoluzione iraniana. Seconda crisi petrolifera. Inflazione raggiunge il 13,5% – livelli da Grande Depressione.
In questo contesto, il dollaro si stava sciogliendo. Un dollaro del 1970 valeva 50 centesimi nel 1980. I risparmi evaporavano. Le obbligazioni rendevano meno dell’inflazione. Gli investitori disperati cercavano rifugio.
L’Oro Era Vietato (Quasi)
Dal 1933, dopo la Grande Depressione, il presidente Roosevelt aveva vietato ai cittadini americani di possedere oro. Solo nel 1974 il divieto fu revocato. Ma nel frattempo, molti investitori si erano rivolti all’argento – il “povero man’s gold”.
L’argento non era vietato. Era abbondante. E soprattutto: aveva usi industriali. Fotografia (Kodak usava tonnellate di argento), elettronica, gioielleria. Era denaro E merce industriale. La combinazione perfetta.
Il Piano: Corner the Market
Come Monopolizzare un Mercato
“Corner the market” è una strategia antica quanto il capitalismo. L’idea è semplice:
1. Compra così tanta di una merce che ne controlli la maggior parte dell’offerta
2. Crea una scarsità artificiale
3. Alza il prezzo a piacimento
4. Vendi al picco e fai profitti enormi
Sembra facile. Ma richiede:
– Capitale enorme
– Nervi d’acciaio
– Un mercato abbastanza piccolo da poter essere dominato
– Fortuna (che i regolatori non intervengano)
L’argento sembrava perfetto. Il mercato globale era relativamente piccolo – circa 12 miliardi di once sopra terra (escludendo gioielli e monete rare). Con un paio di miliardi di dollari, teoricamente, si poteva comprare una porzione significativa.
La Strategia in Due Fasi
Fase 1: Accumulo Fisico (1973-1978)
I fratelli Hunt iniziarono comprando argento fisico. Non contratti futures, non ETF (non esistevano ancora), ma lingotti veri. Argento che potevano toccare, pesare, e – crucialmente – far trasportare in Svizzera su tre Boeing 707 noleggiati apposta.
Perché la Svizzera? Perché era fuori dalla giurisdizione americana. Se il governo USA avesse voluto confiscare (come aveva fatto con l’oro nel 1933), l’argento in Svizzera sarebbe stato al sicuro.
Tra il 1973 e il 1978, i Hunt accumularono circa 100 milioni di once di argento fisico. A $5-10 l’oncia, significava $500 milioni – $1 miliardo investiti.
Fase 2: Futures e Leva (1979-1980)
Ma 100 milioni di once non erano abbastanza per dominare il mercato. Serviva di più. Molto di più. Ed è qui che entrarono in gioco i futures.
Un contratto futures sull’argento rappresenta 5.000 once. Ma non serve avere $50.000 per comprarlo (a $10/oncia). Serve solo il “margine iniziale” – all’epoca circa il 10%. Quindi con $5.000 controllavi $50.000 di argento.
Questa è la leva: 10:1. Con $1 miliardo, puoi controllare $10 miliardi di argento. E i Hunt fecero esattamente questo.
Nel 1979, oltre ai 100 milioni di once fisiche, i Hunt controllavano contratti futures per altri 150 milioni di once. Totale: 250 milioni di once – circa il 2% di tutto l’argento al mondo, ma circa il 33% dell’argento privato disponibile sul mercato.
L’Ascesa: Da $6 a $50 in 12 Mesi
La Timeline del Boom
Gennaio 1979: Argento a $6 l’oncia. I Hunt iniziano ad accelerare gli acquisti.
Agosto 1979: Argento a $11. Il mercato inizia a notare. Volume in aumento. Altri speculatori entrano.
Settembre-Ottobre 1979: Esplosione. L’argento passa da $11 a $16 in poche settimane. Voci sul “corner” dei Hunt iniziano a circolare. Kodak, Tiffany, e altre aziende che usano argento industriale iniziano a preoccuparsi.
Dicembre 1979: $30 l’oncia. Panico. Le massaie americane iniziano a frugare nei cassetti per vendere posate d’argento, monete d’argento pre-1964, gioielli. File fuori dai compro-oro. Tutti vogliono approfittare dei prezzi folli.
17-18 Gennaio 1980: $49,45 l’oncia. Il picco assoluto. In un anno, l’argento era aumentato del 712%.
I Numeri al Picco
Al massimo del boom, i fratelli Hunt detenevano:
– 100 milioni di once di argento fisico
– Contratti futures per 150 milioni once
– Valore totale della posizione: circa $10 miliardi
– Profitto sulla carta: $7 miliardi (avevano comprato a una media di $10-12)
Per confronto, $10 miliardi nel 1980 equivalgono a circa $40 miliardi oggi. Bill Gates all’epoca aveva 25 anni e Microsoft valeva qualche milione. I Hunt erano mostri della finanza.
Gli Effetti Collaterali
Kodak e l’Industria Fotografica: La fotografia su pellicola usava argento. Con l’argento a $50, i costi di produzione esplosero. Kodak dovette alzare i prezzi. Il film inglese Ilford licenziò dipendenti.
Tiffany: Il famoso gioielliere prese una pagina intera sul New York Times per condannare la “speculazione inconscionabile” dei Hunt (senza nominarli direttamente). L’argento era diventato troppo costoso per fare gioielli.
La Gente Comune: Scene surreali. Famiglie che vendevano le posate della nonna. Adolescenti che portavano monete d’argento pre-1965 a fonderle. File di ore per vendere qualche grammo d’argento.
I Mercati: L’argento dominava le notizie finanziarie. Gli altri metalli preziosi volavano: l’oro raggiunse $850 (record che durerà 28 anni), il platino $1.000, il palladio esplose. Era mania pura.
La Reazione: Come COMEX Distrusse i Hunt
COMEX e il Conflitto di Interessi
Il COMEX (Commodity Exchange, ora parte del CME Group) era la borsa principale per i futures sull’argento. Ma aveva un problema: molti dei suoi membri erano broker e dealer che avevano posizioni short (scommettevano sul calo dell’argento).
Con l’argento che volava, queste posizioni short perdevano centinaia di milioni. Se l’argento fosse arrivato a $100, molti broker sarebbero falliti. Il COMEX doveva agire.
Silver Rule 7: Il Colpo di Grazia
7 Gennaio 1980: Bombshell. Il COMEX annuncia la “Silver Rule 7”. Le nuove regole:
1. Limite massimo di 3 milioni di once per singolo investitore nei contratti futures
2. Chi supera deve liquidare entro febbraio
3. Margini iniziali aumentati drammaticamente (da 10% a 50-100% in alcuni casi)
4. Trading ristretto a “liquidation only” – puoi vendere ma non comprare nuovi contratti
Era una mossa senza precedenti. Essenzialmente, il COMEX stava dicendo: “Se hai troppo argento, devi venderlo. Subito.”
I Hunt ne avevano 150 milioni di once in futures. Erano 50 volte oltre il limite.
21 Gennaio 1980: Rincaro. Il Chicago Board of Trade fa lo stesso: niente nuovi contratti, solo liquidazione.
L’Inizio del Crollo
Con l’impossibilità di comprare nuovi contratti e l’obbligo di vendere quelli esistenti, la pressione vendita esplose. Il prezzo iniziò a scendere. Lentamente all’inizio, poi sempre più velocemente.
– **18 Gennaio:** $49,45 (picco)
– **21 Gennaio:** $44 (-11%)
– **Fine Gennaio:** $34 (-31%)
– **Fine Febbraio:** $30 (-40%)
Ma il peggio doveva ancora venire.
Silver Thursday: Il Giorno del Giudizio
I Margin Call Fatali
Ecco il problema della leva: funziona benissimo quando i prezzi salgono, ma ti distrugge quando scendono.
I Hunt avevano comprato futures con margine. Mentre l’argento scendeva, i broker emisero “margin call” – richieste di depositare altro denaro come garanzia. Se non paghi, il broker liquida le tue posizioni forzatamente.
Marzo 1980: I Hunt ricevettero margin call per $135 milioni. Poi altri $100 milioni. Poi ancora. Non riuscivano a tenere il passo.
Avevano miliardi in asset (petrolio, immobili, arte), ma tutto era illiquido. Non potevano venderlo abbastanza velocemente. E ogni giorno l’argento scendeva ulteriormente.
27 Marzo 1980: Silver Thursday
Giovedì 27 marzo 1980 iniziò come un giorno qualsiasi. L’argento apriva a $21,62 l’oncia – già in calo del 56% rispetto al picco, ma comunque tre volte il prezzo di un anno prima.
Poi arrivò la notizia: i Hunt non avevano pagato i margin call. Erano tecnicamente in default. I broker iniziarono a liquidare forzatamente le loro posizioni.
**9:00 AM:** Argento a $21
**10:00 AM:** $19
**11:00 AM:** $16
**12:00 PM:** $13
**Chiusura:** $10,80
Un crollo del 50% in un singolo giorno. In poche ore, $7 miliardi di valore evaporarono. Era il più grande crollo di una singola commodity nella storia.
Il Panico su Wall Street
Ma il problema non era solo l’argento. I Hunt dovevano soldi a decine di broker, banche, e istituti finanziari. Il loro debito totale era stimato a $1,7 miliardi – una cifra astronomica per il 1980.
Se i Hunt dichiaravano bancarotta, molte banche e broker sarebbero crollati con loro. E in un’economia già fragile (inflazione al 13%, disoccupazione all’8%), questo poteva innescare una crisi sistemica.
**Dow Jones:** -18 punti in un giorno (all’epoca un calo significativo)
**Mercato obbligazionario:** Panico
**Commodities:** Tutte in caduta libera
Il governo USA temeva il peggio.
Il Bailout: Troppo Grandi per Fallire (già nel 1980)
La Soluzione d’Emergenza
Il weekend dopo Silver Thursday, i banchieri più potenti d’America si riunirono in emergenza. Paul Volcker, presidente della Fed, coordinò l’operazione. Il messaggio era chiaro: i Hunt non potevano fallire.
Soluzione: Un consorzio di 13 banche – guidato da Citibank, Chase Manhattan, e Bank of America – fornì ai Hunt una linea di credito di $1,1 miliardi.
Le condizioni:
– I Hunt dovevano mettere a garanzia tutto: pozzi petroliferi, immobili, opere d’arte, quote aziendali
– Dovevano liquidare l’argento gradualmente (per non far crollare ulteriormente il mercato)
– Dovevano pagare tassi di interesse punitivi
– Non potevano mai più tradare commodities
Era un bailout mascherato da “prestito commerciale”. E funzionò. Wall Street tirò un sospiro di sollievo. La crisi sistemica fu evitata. Per il momento.
Le Conseguenze per i Hunt
Perdite Immediate:
– Oltre $1 miliardo perso in poche settimane
– Patrimonio familiare ridotto da $5 miliardi (1980) a meno di $1 miliardo (1988)
– La maggior parte degli asset messi a garanzia e poi venduti
Conseguenze Legali:
– 1988: Condannati per manipolazione di mercato
– Multa di $134 milioni a una società mineraria peruviana
– Multa di $10 milioni ciascuno alla CFTC
– Ban permanente dal trading di commodities
– Nelson Bunker Hunt dichiarò bancarotta personale nel 1988
Il Declino:
Negli anni ’80, il valore del loro impero continuò a crollare. Il petrolio entrò in crisi. Gli immobili texani crollarono. Tutto ciò che possedevano perse valore. Nel 1990, Nelson Bunker Hunt – una volta tra gli uomini più ricchi del mondo – era relativamente povero (per standard miliardari).
Una famosa battuta: dopo aver perso tutto, un giornalista chiese a Bunker Hunt come ci si sentisse a non essere più ricco. Rispose: “Non male. Una volta sapevo cosa significava avere molti soldi, e ho anche saputo cosa significa averne pochi. Preferivo quando ne avevo molti.”
Gli Scapegoat? La Controversia Storica
La Versione Ufficiale
La narrativa mainstream è semplice: tre fratelli texani arroganti tentarono di monopolizzare il mercato dell’argento. Manipolarono i prezzi. Danneggiarono l’economia. Meritavano di essere fermati.
I regolatori salvarono il mercato con regole giuste. La giustizia prevalse. Fine della storia.
La Versione Alternativa
Ma c’è un’altra versione, sostenuta da alcuni analisti di metalli preziosi:
**1. Non Erano Soli:**
Tutti i metalli preziosi esplosero nel 1979-1980, non solo l’argento:
– Oro: da $200 a $850 (+325%)
– Platino: da $300 a $1.000 (+233%)
– Palladio: +250%
Era un bull market globale dei metalli preziosi, guidato dall’inflazione galoppante. I Hunt cavalcarono l’onda, non la crearono.
**2. La Loro Posizione Era Piccola:**
250 milioni di once sembrano tante, ma su 12 miliardi di once totali di argento al mondo (escludendo gioielli), erano solo il 2%. Controllavano circa un terzo dell’argento “disponibile” sul mercato, ma questo include solo quello attivamente tradato – non l’argento in argenteria, monete, riserve governative, ecc.
Warren Buffett nel 1997-2006 comprò 130 milioni di once senza causare crisi. Perché i Hunt furono diversi?
**3. Le Banche Erano Short:**
Molti membri del COMEX avevano enormi posizioni short sull’argento. Perdevano centinaia di milioni mentre l’argento saliva. Quando cambiarono le regole con “Silver Rule 7”, essenzialmente salvarono se stessi a spese dei Hunt.
Fu regolamentazione legittima o protezione dei propri interessi?
**4. “Liquidation Only” Era Senza Precedenti:**
Vietare nuovi acquisti ma permettere vendite crea per definizione un mercato ribassista. Immagina se domani la Borsa dicesse: “Puoi vendere azioni Apple ma non comprarle”. Cosa succederebbe al prezzo?
Alcuni sostengono che questa fu manipolazione ben più grave di quella dei Hunt.
La Verità?
Probabilmente nel mezzo. I Hunt erano speculatori aggressivi che usavano leva eccessiva. Ma il contesto era un’inflazione fuori controllo e paura del dollaro. E quando le borse cambiarono le regole a metà gioco, distrussero deliberatamente la loro posizione.
In tribunale vinsero i regolatori. Ma nella storia, il dibattito continua.
Le Lezioni: Cosa Impariamo 45 Anni Dopo
Lezione 1: La Leva È Un’Arma a Doppio Taglio
I Hunt avrebbero potuto sopravvivere se avessero posseduto tutto l’argento senza debiti. Con 100 milioni di once comprate a $10 e vendute a $30, avrebbero fatto $2 miliardi di profitto pulito.
Ma usarono la leva. E la leva richiede margine. E il margine richiede liquidità immediata. Quando i prezzi scesero, non avevano la liquidità. Game over.
**La regola:** Se usi leva, devi avere riserve di liquidità enormi per sopravvivere ai margin call. Altrimenti, verrai liquidato nel momento peggiore.
Lezione 2: I Regolatori Cambiano le Regole
Quando sei troppo di successo nel manipolare un mercato, i regolatori intervengono. E quando intervengono, possono cambiare le regole retroattivamente. Il COMEX nel gennaio 1980 cambiò le regole per distruggere esplicitamente la posizione dei Hunt.
**La regola:** Non puoi batterli se loro scrivono le regole. Il sistema protegge se stesso.
Lezione 3: Illiquidità Uccide
I Hunt avevano miliardi in asset, ma erano illiquidi (petrolio, terra, immobili). Quando arrivarono i margin call da centinaia di milioni, non potevano vendere abbastanza velocemente.
**La regola:** La ricchezza sulla carta non vale niente se non puoi convertirla in cash velocemente.
Lezione 4: Il Corner È (Quasi) Impossibile
Monopolizzare un mercato è incredibilmente difficile perché:
– Prezzi alti fanno emergere nuova offerta (la gente vendeva argenteria)
– Attraggono regolamentazione
– Richiedono capitale infinito per mantenere
– Prima o poi devi vendere – e quando vendi, crolli il prezzo
**La regola:** I corner sono instabili per definizione. Sono trades a tempo determinato – o esci al momento giusto o perdi tutto.
Lezione 5: “Too Big To Fail” Esisteva Già nel 1980
Il bailout dei Hunt dimostra che già nel 1980, alcune entità erano considerate troppo grandi per fallire. Se il loro default minacciava il sistema, venivano salvate.
**La regola:** Le regole sono diverse per chi può minacciare il sistema. Ma attenzione: essere salvati non significa non perdere tutto – significa solo non andare in prigione.
2021: Il GameStop dell’Argento?
Nel gennaio 2021, dopo il famoso short squeeze di GameStop, Reddit decise di tentare un “Hunt Brothers 2.0” sull’argento. Il subreddit WallStreetBets e altri chiamarono a un massiccio acquisto coordinato di argento fisico e futures per schiacciare le banche (che presumibilmente erano short).
Risultato: l’argento salì da $25 a $30 in pochi giorni… poi ricadde. Perché? Perché:
1. I retail investor non hanno abbastanza capitale
2. L’argento è un mercato molto più grande di GME
3. Le banche non erano così short come creduto
4. I regolatori avevano imparato dal 1980
La storia si ripete, ma non uguale.
Epilogo: Cosa Resta dei Hunt Oggi
Nelson Bunker Hunt: Morì nel 2014 a 88 anni. Negli ultimi anni visse modestamente (per standard miliardari) a Dallas. Mai si scusò. Mai ammise manipolazione. Fino alla fine sostenne di aver fatto solo un investimento in un mercato libero.
William Herbert Hunt: Morto nel 2024 a 95 anni. Più riservato del fratello, visse i suoi ultimi decenni lontano dai riflettori.
Lamar Hunt: Morì nel 2006. La sua eredità è nello sport, non nella finanza. Il Super Bowl si chiama così per lui. I Kansas City Chiefs (proprietà della famiglia) vinsero il Super Bowl nel 2020, 2023, 2024.
Il Patrimonio Hunt: Ricostruito nel tempo grazie ad altri investimenti. Oggi la famiglia Hunt vale ancora miliardi (circa $15-20B stimati), ma nulla rispetto a cosa avrebbero potuto avere.
L’Avidità, Il Potere, e i Limiti del Libero Mercato
La storia dei fratelli Hunt e del Silver Thursday è molto più di una cautionary tale finanziaria. È una finestra sui limiti del capitalismo, sul conflitto tra potere privato e regolamentazione pubblica, e sulla natura stessa dei mercati.
Erano manipolatori senza scrupoli o investitori visionari schiacciati da un sistema corrotto? La risposta probabilmente è: entrambi.
I Hunt videro un’opportunità in un mercato che credevano sottovalutato. Avevano ragione sull’inflazione – era galoppante. Avevano ragione sul dollaro – stava perdendo valore. Avevano ragione sui metalli preziosi – tutti esplodevano, non solo l’argento.
Ma usarono troppa leva. Furono troppo aggressivi. E soprattutto, sottovalutarono il potere dei regolatori. Quando sei abbastanza grande da minacciare il sistema, il sistema ti distrugge.
La regola aurea della speculazione? Mike Tyson la riassunse perfettamente: “Tutti hanno un piano finché non prendono un pugno in faccia.” I Hunt avevano un piano brillante. Poi presero il pugno del COMEX in faccia.
Quarantacinque anni dopo, l’argento vale circa $30 l’oncia – meno del 40% aggiustato per l’inflazione rispetto al picco del 1980. I Hunt, se avessero venduto al top e investito in un indice S&P 500, sarebbero stati trilionari.
Ma la storia non si fa con i “se”. Si fa con le decisioni reali. E le loro decisioni li portarono dal paradiso all’inferno in meno di tre mesi.
Che tu li veda come eroi o villain, una cosa è certa: il Silver Thursday del 1980 rimane uno degli episodi più affascinanti, drammatici e istruttivi nella storia della finanza moderna. Una lezione che ogni trader, investitore, e speculatore dovrebbe conoscere.


